Quel che passa il convento… 

Mai come in questi giorni si può sentire palpabile il fallimento delle scelte di questa città. L’amministrazione che pur senza maggioranza trova il modo di spremere il limone Bagheria finché resteranno le bucce. 


Facciamo il punto della situazione.

A Bagheria abbiamo un serissimo problema di sicurezza per le strade con una organico insufficiente delle forze dell’ordine e l’indifferenza più assoluta dell’amministrazione che conosce tutte le criticità ma non ha il coraggio di intervenire, per cui, ad un certo orario sempre più anticipato al pomeriggio, fino ad uno sempre più posticipato delle prime luci del mattino, la città è in balia della marmaglia peggiore. Come una immensa, unica, pessima, borgata di periferia. 

Poi abbiamo il problema di chi pensa di potere fare ciò che vuole, sempre per la stessa attenzione distratta, di chi deve spingere sull’acceleratore di tutti i tipi di controllo: suolo pubblico occupato abusivamente, attività evidentemente non in regola che erogano servizi formativi in luoghi non idonei e che se hanno l’idoneità l’ha rilasciata un marziano in visita. Associazioni private che ottengono sedi pubbliche o momenti di notorietà effimera o elargizioni finanziarie per la stagione estiva, ma a fine stagione. Aziende private che ottengono servizi pubblici gratuiti regolamentati malamente. Professionisti che ottengono incarichi, per parentela. Beni culturali che si vorrebbero snaturare per i comodi di qualche amico, beni paesaggistici danneggiati irrimediabilmente per fare manutenzione al cemento.

Realtà come Monte Catalfano che è rimasto non fruibile per tutta la stagione estiva e tuttora, per segretissimi lavori, dopo averlo affidato ad un privato mentre sarebbero dovuti arrivare fondi(tanti) per la riqualificazione. 

Rottami che diventano archeologia industriale e diventano visitabili senza essere messi in sicurezza, mentre in un altro progetto se ne prevede il ricondizionamento.

Lavori di cui si proclama l’inizio e non si vede mai la fine, come certe bonifiche di aree periferiche o l’ex biglietteria della stazione. 

Lo svincolo autostradale compromesso nell’efficacia dalla lentezza burocratica che lo vuole ancora fermo con le 4 frecce.

L’area artigianale oggetto di proclami, che ha delle tappe precise, che vengono disattese e che ci costeranno il recupero coatto da parte del MISE, di un vecchio  finanziamento, che lascerà il comune in dissesto. 

Il centro di raccolta comunale del pescato ad Aspra che rischia di diventare l’ennesima piccola cattedrale nel deserto come quegli obbrobri del centro di informazione e dei bagni pubblici( ma li hanno mai aperti?). 

Aspra pulita e Bagheria con rifiuti abbandonati ovunque con abbandoni che vedono protagonisti anche certi esercizi commerciali e enti pubblici. 

Ma esattamente quelli che a Bagheria si trovano bene e inneggiano a questa gestione come fanno?

Cosa hanno fatto le persone per bene per meritare questo?

Bagheria non è un Comune per tutti… 

Chiediamoci di chi è la colpa.

E attenzione alcune delle cose elencate e sulle quali abbiamo indagato, meriterebbero ben altre attenzioni da ben altri organi competenti. 

Si stava meglio quando si stava peggio? 

Ignazio Soresi

Il Settimanale di Bagheria

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