Animelity: Anime In The Real World, una pagina dedicata agli anime, “introdotti” nel mondo reale

Intervista all’ideatore : Tyrone Lembo

Potere stringere la mano a Naruto, mentre passeggia per il corso di Bagheria, oppure farsi un selfie accanto ai protagonisti di One Piece, in una parola potere “interagire” con loro, è un sogno che ci accomuna un po tutti da bambini. Tyrone Lembo, giovane bagherese, appassionato di animazione giapponese, ha realizzato, sia pur concettualmente questo sogno, con la creazione di Animelity: Anime In The Real World”, community sui social network, dedicata al mondo degli anime e dei manga, presente su Facebook ed Instagram. L’idea originale di Tyrone consiste nell’introduzione di personaggi dei manga e degli anime, nella vita di tutti giorni, facendoli “interagire” con oggetti e persone. Abbiamo voluto incontrare Tyrone, per un’intervista che siamo lieti di pubblicare.

Ciao Tyrone, parlaci un po di te, di cosa ti occupi?

Ciao Nicola, mi chiamo Tyrone Lembo e sono grafico pubblicitario, ma ho studiato architettura, arredamento e scenografia all’Istituto Arte Regionale di Bagheria. Il percorso di studi artistico che ho intrapreso riguarda un campo che mi ha sempre affascinato e volevo espandere la mia conoscenza anche sulla grafica, per poterla magari applicare anche in campo architettonico. Alla fine ho voluto concentrarmi principalmente sulla grafica, ed ho deciso, negli ultimi anni di esprimere la mia creatività attraverso Animelity: Anime In The Real World, una pagina sui social, dedicata agli anime ed ai manga.

Come è nata l’idea di creare una Pagina Facebook, ed Instagram dedicata al mondo degli anime e dei manga?

Sin dalla tenera età, sono stato un forte appassionato di animazione giapponese, mi piaceva guardare le serie come “Dragon Ball” e “Ken il Guerriero” e poi maturate con altre serie come “Fullmetal Alchemist” e “Death Note”, la spinta iniziale è quindi partita sicuramente da questa passione, che mi portava ad immedesimarmi nei personaggi degli anime, fino a proiettarmi in un mondo dove stavo in pace con me stesso. Non era quindi, solo un semplice svago, per me, perché mi coinvolgeva in modo impressionante.

La fonte di ispirazione per la creazione di “Animelity” è stata la tecnica mista, che permette, nella cinematografia, di far interagire attori in carne e ossa con personaggi di animazione, come ad esempio: nei film: “Chi ha incastrato “Roger Rabbit”del 1988 e “Space Jam” del 1996. Così ho voluto applicare, in pratica la tecnica mista nella fotografia, facendo “interagire” personaggi di fantasia, con la realtà. L’idea è nata due anni fa, il 15 marzo 2019, per essere precisi e due giorni dopo ho creato la pagina. Io già mi occupavo di questo tipo di editing nel 2015, ma in maniera puramente amatoriale. Con il passare degli anni ho cominciato ad aggiornarmi sulle tecniche di grafica e così decisi di creare dei canali sui social network, per potere condividere le mie elaborazioni grafiche, quindi ho creato una pagina su Facebook e un profilo Instagram dove periodicamente a cadenza settimanale, inserisco i miei edit. Successivamente un anno dopo ho creato un profilo anche su TikTok, postando dei video con le varie fasi dell’edit fino al suo completamento, accompagnati da delle domande riguardante il mondo degli anime. Lo scopo di Animelity sui social è orientato a far conoscere Bagheria, attraverso l’enfatizzazione tipica dei manga e degli anime. Andando avanti ho notato, con grande soddisfazione, che ha avuto un feedback abbastanza positivo, specialmente qui a Bagheria, Palermo e comuni limitrofi, notando anche che la pagina è seguita da utenti di altre regioni italiane e da altri paesi del mondo, quindi posso ritenermi molto soddisfatto dei risultati ottenuti fin’ora, spronandomi ogni giorno a migliorare sempre di più.

 

Tyrone Lembro - Ideatore della Community Animelity: Anime in the real world
Tyrone Lembo, ideatore della community Animelity: anime in the real world
Logo Animelity anime in the real world

Utilizzi tecniche particolari per il fotoritocco delle immagini, nelle quali inserisci i personaggi degli anime? Utilizzi software o hardware appositi, come la tavoletta grafica?

Utilizzo principalmente Photoshop come software di fotoritocco e quando disegno, adopero esclusivamente il mouse senza ricorrere alla tavoletta grafica, (magari in futuro ne acquisterò una). La procedura che applico potrebbe definirsi come un “adattamento”, o meglio un “completamento” di vari particolari “mancanti” al mio editing. Nel senso che nell’artwork o nella fan art, inserisco (se necessario) delle parti del corpo mancanti (come ad esempio, braccia, gambe ecc…) o cambiando i vestiti ai personaggi, seguendo gli stessi colori e lo stesso stile dell’artista originale, in modo da adattarlo perfettamente al contesto della foto e ovviamente, tutti quei particolari che conferiscono all’edit finale, quell’aspetto di continuità con il mondo reale, in modo tale da “amalgamare” in maniera più omogenea possibile l’intera elaborazione grafica. Questa procedura che viene applicata nella foto elaborata, viene effettuata prendendo in considerazione dei parametri ben precisi, come la prospettiva, la direzione della luce e quindi la proiezione delle varie ombre, il peso e l’altezza dei personaggi ecc… A ciò si aggiunge anche una cura da parte mia, abbastanza “maniacale”, nella posa dei personaggi reali, perché addirittura prendo me stesso, altre persone o gli oggetti circostanti, come punto di riferimento, in modo tale da poterli “integrare completamente” nella realtà.

Le foto che vengono utilizzate per i fotomontaggi, sono prese da internet o vengono fatte sul posto?Tutte le foto elaborate sono state scattate da me sul posto; difficilmente adopero una foto scaricata da Internet. Faccio eccezione a questa mia scelta personale, nei casi in cui ricevo richieste specifiche o se ci sono degli eventi particolari. Ricordo a proposito un edit, che ho voluto dedicare alle vittime dell’attentato incendiario alla casa d’animazione Kyoto Animation, avvenuto a Kyoto nel Luglio 2019, per mano di un uomo che ha versato benzina negli uffici e sui lavoratori, dando subito fuoco, provocando una strage in cui sono morte 36 persone. Ho voluto manifestare la mia solidarietà e la mia vicinanza alle vittime di questa strage senza senso.

Gli “anime” in Giappone, non sono considerate solo opere destinate ai bambini, ma rappresentano di fatto un prodotto di intrattenimento commerciale, rivolto a diversi target, che ha sempre riscosso un enorme successo internazionale. Qual è la tua opinione in merito a questo fenomeno?

Il fenomeno degli anime, iniziato negli anni ‘80 del secolo scorso, ha cominciato ad espandersi in modo esponenziale nel corso degli anni successivi, fino all’epoca attuale. Già negli anni ‘90 molti ragazzini leggevano i manga ad esempio di “Hokuto No Ken”, da noi conosciuto come “Ken il Guerriero”.

Sia in Italia, sia negli Stati Uniti gli anime venivano considerati, come accade attualmente, in maniera errata, un prodotto rivolto esclusivamente ai bambini, di conseguenza venivano trasmessi in determinate fasce orarie e a causa di contenuti violenti o comunque poco consoni alla visione di minori, venivano pesantemente censurati (alcune volte con censure davvero assurde e ingiustificate) o tagliati, riducendo di molto la durata dell’intera puntata o cambiando addirittura radicalmente i dialoghi o i nomi dei personaggi e di conseguenza tutte quelle scene o dialoghi che davano davvero un senso alla sceneggiatura. Tutto ciò è assurdo, in virtù del fatto che gli anime e i manga hanno un pubblico molto vasto e variegato, che non si limita quindi esclusivamente ai minori. Non a caso, infatti, gli anime giapponesi si distinguono in diverse categorie, e come i film ognuna di essa è rivolta ad un determinato target di utenti.

Ad esempio esistono gli Shōnen come “Bleach” o “One Piece”, indirizzati principalmente a un pubblico maschile, gli Shōjo come “Sailor Moon” o “Candy Candy”, concepiti per un pubblico femminile, entrambi adatti per l’età adolescenziale. A seguire ci sono i Seinen, come “Berserk” o “Death Note”, opere destinate ad un pubblico maschile adulto, che trattano tematiche complesse e avvolte possono contenere scene crude come ad esempio “Elfen Lied” con contenuti Splatter o il corrispettivo Josei come “Nana” o “Yuri!!! on Ice” rivolto ad un pubblico adulto femminile. I Kodomo come “Doraemon”, riservati ai bambini, gli Spokon come “Slam Dunk” e “Captain Tsubasa” conosciuto qui in Italia col titolo di “Holly e Benji” che trattano tematiche sportive, gli Ecchi che hanno contenuto puramente erotico o gli Hentai, dal contenuto pornografico ma avvolte censurato. A completare l’universo degli anime vi sono gli Yaoi, riguardanti tematiche legate all’omosessualità maschile, ed il corrispettivo Yuri, che riguarda invece, l’omosessualità femminile. I Manga e gli Anime giapponesi, sono in definitiva la forma d’arte più democratica e dinamica che possa esistere. Credo che sia questa la chiave del loro successo. Aggiungo, inoltre, che molti manga, grazie al forte impatto emotivo ed alla particolare forma di narrazione, mi hanno insegnato molto aiutandomi davvero molto a crescere e a superare tantissimi momenti di difficoltà.

Che differenza c’è tra manga ed anime, esattamente?

Il manga essenzialmente è utilizzato per indicare un fumetto prodotto in Giappone e si legge da destra verso sinistra, mentre il termine “anime” è l’abbreviazione della parola inglese “animation” ed è un termine che va ad indicare l’animazione e i film d’animazione prodotti in Giappone e non. Ma in occidente o in altre parti del mondo si utilizza comunemente questo termine, per indicare le opere di animazione giapponese. Quindi anime e cartoni animati sono la stessa identica cosa.

Molti cartoni animati giapponesi o anime, in passato, hanno subito feroci critiche per contenuti violenti: Dragon Ball, Ken il Guerriero, ecc. o per allusioni pornografiche come ad esempio Lupin III e molti altri. Recentemente la critica è più orientata al politically correct, come nel caso di Dumbo, capolavoro della Disney del secolo scorso, accusato di razzismo verso la comunità afroamericana e di una critica sollevata da una giornalista statunitense al bacio rubato nel film d’animazione Biancaneve e i sette nani, altro successo targato Disney. Qual è la tua opinione in merito a queste critiche?

Nel caso dei film Disney finiti nel centro del mirino, con i quali sono cresciuto, penso che sia inutile prendere riferimenti ad atteggiamenti di natura razzista, omofoba e sessista dopo circa 80 anni dall’uscita di questi cartoni animati. L’accusa di razzismo nel film Dumbo è ridicola, si basa soltanto sullo slang usato dai corvi, molto simile a quello afroamericano, in lingua originale. Un accostamento improprio, difficile da comprendere e quindi da mettere in pratica, per un pubblico di minori. Anche la polemica sollevata sul bacio rubato a Biancaneve è ridicola, perché stranamente non riesce a cogliere il lato romantico del gesto, necessario per far svegliare la principessa dal suo sonno mortale. A questo punto mi viene da sorridere se penso che Shrek si sia rivelato un autentico genio, visto che per svegliare Fiona, si è messo a strattonarla! Ma penso che se ci sarà il “genio” di turno, probabilmente andrà a denunciare la DreamWorks per accusare Shrek per “percosse” ai danni di Fiona…Io non sono ne omofobo ne razzista e ho molti amici di etnie e orientamenti sessuali differenti, ed è proprio per questo che dico che Il politically correct è diventato oramai una forma di forzatura, il cui scopo si riduce solo ad accontentare il pubblico più esigente o ad evitare semplicemente la critica da parte del pubblico. Credo che in un film bisogna osservare il messaggio che si vuole trasmettere, piuttosto di basarsi solo sulla sua forma.

Quali sono i fumettisti giapponesi che preferisci e quali sono le loro migliori opere secondo te?

Ne potrei citarne davvero tanti come ad esempio Eichiro Oda autore di “One Piece” (manga ancora in corso dal 1997 ad oggi), Tite Kubo autore di “Bleach” (che è stata la prima serie anime che visto in lingua originale con i sottotitoli), ma uno degli autori giapponesi che preferisco è Takehiko Inoue, creatore del manga sportivo “Slam Dunk”, ambientato nel mondo della pallacanestro liceale. Di quest’opera mi piace molto la trama, lo stile narrativo e lo stile di disegno molto realistico dei personaggi. Un altro mangaka (creatore di manga) che mi piace molto è Kentarō Miura, autore del celebre “Berserk”, uno dei manga di maggior successo a livello mondiale. Quello che mi colpisce di più di quest’opera, è lo stile dei disegni realizzati con dovizia di particolari, quasi maniacale ad un livello davvero molto realistico. Peccato che nessuno saprà più cosa succederà al protagonista Gatsu, guerriero in cerca di vendetta, dato che l’opera è rimasta incompiuta a causa della scomparsa del Maestro Miura avvenuta lo scorso 6 maggio.

L’attuale pandemia da Covid-19 non ha fermato l’anno scorso, il Lucca Comics ed altre fiere internazionali del fumetto che si sono comunque svolte, nel rispetto delle norme di sicurezza. Segno che il fascino del fumetto e della cultura pop, continua ad esercitare un grande potere di coinvolgimento, oltre ad essere un fenomeno di massa popolare. Sei d’accordo?

Certo che si! A livello locale, in una città come Bagheria, nonostante la presenza di moltissimi appassionati di fumetti, non si riesce ad “uscire fuori”, per manifestare interesse verso una vera e propria forma d’arte, perché, purtroppo, non tutti la comprendono o non viene apprezzata fino in fondo come merita. Quindi nel momento in cui, in un grande centro come Palermo si organizzano eventi come il “Palermo Comic Convention” un evento internazionale dedicato al fumetto, all’animazione, ai videogiochi e alla cultura pop, ciò rappresenta un motivo di gioia, dato che, finalmente, si può esternare il proprio modo di essere e nulla vieta ad esempio fare “cosplay” (ovvero vestirsi come i propri personaggi preferiti), senza timore di essere giudicati, ma al contrario si può vivere un momento di libertà. L’aspetto più bello è vedere persone di ogni età e sesso, partecipare con vivo entusiasmo, perché, ricollegandomi a ciò che ho detto prima, gli anime ed i manga sono davvero per tutti. Mi ricordo ad esempio di un episodio molto simpatico a cui ho assistito all’Etna Comics di Catania del 2018: ho visto un signore, di circa 70 anni, vestito come Heihachi Mishima del videogioco Tekken, accompagnato dal figlio, vestito come Gaara di Naruto, avendo entrambi un’incredibile cura dei particolari nei loro cosplay, infatti con entrambi, era d’obbligo farmi una foto insieme a loro. Ed è proprio da questo esempio che si può comprendere ancor di più, come si possono trasmettere le proprie passioni ai propri figli e alle generazioni future.

Hai progetti per il futuro di Animelity?

Dall’idea iniziale di far conoscere Bagheria, in particolare i punti di ritrovo più noti e ai centri storici, attraverso i manga e gli anime, mi piacerebbe estendere questa visione ad altre realtà legate alle grandi città come Palermo e magari a tutta la Sicilia ed oltre, scattando foto in altre regioni d’Italia o in altri paesi del mondo. La Pagina è seguita, infatti, anche negli Stati Uniti, in Russia ed in Brasile. Ho ricevuto anche proposte di collaborazione, per questo mio progetto e ciò mi incoraggia moltissimo. Mi piacerebbe molto in definitiva, far conoscere e soprattutto, fare apprezzare la cultura legata al mondo dei fumetti, che, specialmente in Sicilia, necessita di essere valorizzata maggiormente.

Nicola Scardina

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