I pini di via Bagnera: due chiacchiere con l’agronomo Giovanni Sorci.

Durante la piantumazione di 5 essenze vicino al parcheggio San Pietro, intercettiamo l’agronomo del comune, ora in pensione e ne approfittiamo per qualche domanda.

 

Subito dopo la posa, che ha sapore di evento celebrativo, di 5 essenze, due donate dal comune, due dai Lions di Bagheria e una da parte proprio dell’ex dipendente, riusciamo a fare qualche domanda, ad un uomo a cui le orecchie in questi giorni, suo malgrado, devono avere fischiato parecchio. Non ci soffermeremo su quanto l’anima verde del comune (e di altre  associazioni) che spinge a questa donazione, sia profondamente discutibile, di fronte allo scempio perpetrato in via Bagnera, ma ci dedicheremo allo splendido racconto che il dottore Giovanni Sorci ci fa delle essenze donate oggi.

La passione per quei piccoli arbusti, traspare con forza ed è contagiosa, ci racconta di come quella certa pianta sarebbe quella dominante nella zona se non fosse occupata dall’uomo, e di come quell’altra invece l’avremmo già trovata ai tempi dei dinosauri, nutrendo molte specie dei grandi erbivori di allora , resistendo fino ai nostri giorni testimoni dei cambiamenti in milioni di anni.

Quando ci spostiamo in un bar e inondiamo di acqua tonica un bicchiere con ghiaccio e limone, gli chiedo degli alberi di via Bagnera, gli chiedo del primo parere che gli fu commissionato da questa amministrazione nell’ottobre del 2019.


“Mi è stato affidato il compito di verificare ed esprimermi tecnicamente su un fatto specifico: lo stato di salute degli alberi”

La mia risposta nella relazione fu chiara: erano in ottima salute.

“Se quella era la domanda, non potevo dare risposta diversa-continua l’ex dipendente comunale- poiché  la domanda era precisa. A parte due o tre fusti con un apparato radicale danneggiato che mi davano perplessità, le altre erano sanissime, e non erano pericolose”.

Bisogna distinguere il pericolo dal danno. La pericolosità delle piante è data da due eventualità: schianto parziale o schianto totale, altra cosa è il danno che le piante con il tempo possono procurare.”

Viene naturale chiedere perché tagliarle così indiscriminatamente.

In una conferenza di servizi quasi un anno esatto dopo ( 19 ottobre 2020) si decise con tutti i soggetti competenti presenti, rispetto il danno che le radici stavano procurando  al manto stradale e al marciapiede,  la  necessità di recisione .”
Esiste poi una terza relazione inerente ai lavori previsti nell’asse Mattarella-Dante.

“In questo caso – ci dice il dottore Sorci – si è avuto un approccio diverso, più completo in tanti sensi”. Mentre ogni tanto incrociamo gli sguardi, e le intelligenze, continuo: “il Sindaco fa capire che la piantumazione compensativa non sarà fatta su via Bagnera ma su aree limitrofe, e l’impatto paesaggistico?”

“Per quanto oggi si miri ad importanti integrazioni anche da questo punto di vista-afferma l’agronomo-l’impatto negativo sul paesaggio è evidentemente purtroppo considerato, a torto o ragione,un effetto collaterale accettabile nell’economia di questo intervento”.

Nel bicchiere mi è rimasto solo il ghiaccio e piano, piano si sta squagliando.

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