Depurazione Sicilia: Commissione Ecomafie a Palermo

Intervento della deputata del M5S Caterina Licatini, promotrice dell’inchiesta in Commissione Ecomafie sulla depurazione della acque
reflue in Sicilia. Sulla missione calerà il sipario il 16 settembre alla Prefettura di Palermo, dove la Commissione svolgerà l’audizione
del Presidente della Regione Musumeci e degli Assessori Cordaro, Baglieri e Zambuto. Dopo, sarà il momento della relazione finale.

“Molte le ragioni che mi hanno spinta a chiedere l’inchiesta” afferma Licatini. “Le criticità degli impianti di depurazione riguardano l’intero paese ma, purtroppo, la Sicilia è senz’altro la regione meno virtuosa. Basti pensare che 8 comuni siciliani su 10 rientrano nelle procedure d’infrazione avviate dall’Unione Europea. E in generale più del 50% dei comuni colpiti da tali procedure sono in Sicilia. Un problema che si ripercuote non solo sull’ambiente, ma anche sulle casse pubbliche.

Le attuali sanzioni ammontano a 30 milioni di euro per ogni semestre di ritardo nella messa a norma degli impianti. Una condanna chiaramente insostenibile, che si protrae nel tempo e che prima o poi verrà fatta ricadere sui cittadini. Che la Regione addossi le proprie colpe ai contribuenti, è un rischio che va assolutamente scongiurato.”

“Nel corso delle varie audizioni, inoltre, sono emersi gravi illeciti ambientali, come gli sversamenti in mare di reflui non depurati. Un fatto increscioso che danneggia il patrimonio naturale siciliano e compromette la possibilità di valorizzare la costa e di rilanciare un turismo di qualità nell’isola.

Giovedì 16 settembre, a Palermo, la Commissione concluderà il ciclo di audizioni, e venerdì verrà effettuato un ultimo sopralluogo in mare con la Capitaneria di Porto. Dopodiché il quadro sarà completo e bisognerà intervenire in modo decisivo. Per questo, confido nell’impegno della Commissione Ecomafie. Non possiamo più tollerare quelle negligenze che provocano danni ambientali e spreco di denaro pubblico.”

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