Il villaggio francese nella litoranea di Aspra.

Continuano gli aneddoti del Professore Antonino Russo. Quando tutto aveva un altro sapore ed un alto valore formativo, quand’anche si fosse trattato dell’avventuretta con la turista d’oltralpe.

Vi è stato un momento in cui il “Village magique” di Aspra è stato un centro vacanze dal sapore internazionale. I giovani bagheresi bivaccavano nei pressi del villaggio a Mongerbino, in cerca di avventure perché, si diceva, le ragazze francesi erano disponibili ad incontri amorosi. Soltanto in parte era vero. Noi ragazzi che avevamo studiato un po’ di francese a scuola facevamo da interpreti. Io una volta l’ho fatto, ma il giovane che ho aiutato a fare la conquista ad un tratto si è allontanato con la ragazza francese ed io sono rimasto lì fermo come un fesso.

Da quel momento non mi sono più prestato al gioco sporco, in ogni modo poco elegante. In quegli anni cinquanta quel villaggio nella litoranea di Aspra per noi era il centro del mondo. Ricordo due titoli di giornale che facevano sognare.

la “Gazzetta di Sicilia” del 5 aprile 1953 titolava: “Sorge ad Aspra Il villaggio delle stelle”.
Il “Giornale di Sicilia” del 14 agosto 1958 titolava: “Aspra, un canestro di bellezza in un anello di azzurro e di luce“. Come si può vedere erano titoli da far sognare ad occhi aperti. Noi giovani partivamo a piedi per la litoranea con nella testa molti progetti che poi regolarmente non vedevano attuazione. Alla fine si faceva da interpreti ai più grandicelli e i giovani rimanevano soli soletti e rientravano mestamente in paese carichi di delusione. Sin da subito io ho capito che era meglio se me ne rimanevo a casa a sognare.

Purtroppo non avevo ancora l’età per potere fare qualcosa al “Villaggio delle stelle“. Per me è stata una esperienza di un giorno molto amara, ma altri l’hanno trovata interessante e hanno continuato a farla, io ho preso a frequentare la spiaggetta di Aspra, facendo il solito bagno in solitaria o con qualche amico.

Il giro della litoranea a piedi veniva da noi spesso praticato.

Durante tutto il percorso si parlava, si raccontavano avventure, non so se vere o false. Erano comunque utili per farci trascorrere il tempo in allegria. Alla fine giungevamo nelle nostre case stanchi ma soddisfatti. Durante la mia giovinezza di giorni trascorsi nell’ozio ve ne sono stati tanti. Era anche la conseguenza di essere squattrinati.

 Antonino Russo

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