Bagheria: emergenza sicurezza, si sveglia la città sopita. Siamo tutti sociologi con… la laurea degli altri!

Tre anni di appelli accorati dei cittadini, di battaglie in prima linea lasciati da soli, di eventi delinquenziali, per riconoscere la gravità della situazione. Ingiustificabili certi silenzi, improbabili certe letture che vogliono in certe manifestazioni una rivendicazione politico-sociale, creando un clima giustificatorio inaccettabile.

Che le manifestazioni di illegalità e di delinquenza nascondano un disagio, non c’è bisogno ce lo racconti Cesare Beccaria o Lombroso, ognuno con la sua visione, a volte, distorta del soggetto criminale. Che di micro criminalità si tratti a Bagheria è però cosa ormai certa, se si susseguono giornalmente segnalazioni che evidenziano anche delle escalation dei fenomeni. Passare indenni da certe zone, sempre più ampie, sempre più corrispondenti a buona fetta del territorio sta diventando un colpo di fortuna.

Se di criminalità si tratta, bisogna stare ben attenti a non farsi prendere la mano alla ricerca di un approccio sociologico, che pure è importantissimo ma che al momento diventa secondario rispetto al fenomeno. Chi in certi meccanismi non ha le competenze necessarie, dovrebbe fugare analisi che non gli competono, soprattutto quando si tratta della sicurezza di tutti. Cercare o affibbiare rivendicazioni, di ceto, o ancora sociali se non politiche e, a causa di queste, andare a cercare soluzioni (che non si propongono nemmeno nella maggior parte delle interlocuzioni) a lunga scadenza, lo si fa solo se non si è capita la reale natura emergenziale della situazione o perché si è in una posizione non chiara per due ordini di fattori:

-in questa situazione ci si sguazza allegramente;

-non si capisce nulla della società che ci circonda, nemmeno quando si assiste a certi eventi in prima persona.

Resta poi un mistero come certuni si accorgano solo ora della gravità del problema. Nei link in fondo alcuni dei nostri articoli sulla vicenda, di oltre un mese fa.

Qualora si ritenesse, come è condivisibile, che il fenomeno vada combattuto ab origine, ancora più tenacemente si deve intervenire su altro.

L’immagine di degrado che questa città offre ad un occhio poco meno distratto è davvero sconfortante, con episodi che spaziano dai rifiuti abbandonati, cementificazione delle aree verdi e incuria del verde pubblico, fino allo spaccio di stupefacenti alla luce del giorno, passando da mille altre cose. Rimane da capire quale sia la continuità tra gli eventi: se il degrado, il lasciare correre, la tolleranza su qualunque illegalità generi poi i fenomeni di delinquenza o sia l’esatto contrario. Se è un cane che si morde la coda, da qualche parte si dovrà pure cominciare, ed intervenire su quelle pratiche becere, che sono il biglietto da visita, è ormai irrinunciabile.

Inutile nascondere l’indifferenza dell’amministrazione locale in tutt’altre faccende affaccendata, sorda anche alle sollecitazioni del SIULP, il sindacato delle forse di Pubblica Sicurezza che ne aveva invocato nei mesi scorsi, una collaborazione più attenta.

Ci sono Comitati di cittadini residenti in zone a rischio che le interlocuzioni con l’ente locale le hanno avviate tre anni fa senza mai ottenere nemmeno la dovuta considerazione, anzi rischiando più volte un atteggiamento derisorio.

Nelle prossime ore i comitati nati in varie zone della città, per fare da deterrente a queste vicende, si confronteranno alla luce della recente escalation, nel tentativo di individuare interlocutori altri e iniziative collettive, perché

Bagheria deve diventare un Comune per tutti,

Ignazio Soresi

Per ricostruire la vicenda:

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