La nuova frontiera della libertà: il “green pass”. Come spostarsi in sicurezza

Con D.L. 22 aprile 2021, n.52 recante “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto
delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19”, è stata introdotta – all’art. 9 – la “Certificazione
verde COVID-19”, meglio conosciuta come green pass. Come ormai tutti sapranno, il green pass altro non è che un
lasciapassare, cartaceo o digitale, che apre finalmente le porte ai liberi spostamenti tra regioni, indipendente dal colore delle
stesse.

Per ovvie ragioni, dunque, tutti aspirano ad ottenerlo per conquistare l’agognata libertà che ci permetterà di andare in
vacanza, o più semplicemente di andare a trovare amici e parenti lontani ai quali abbiamo dovuto rinunciare durante tutti questi lunghi mesi.

In tema di green pass, il Governo ha delegato ad ogni Regione il compito di provvedere al rilascio della suddetta certificazione, e così – per quanto ci riguarda – con una circolare dell’Assessorato della Salute, firmata dal Presidente della Regione nonché assessore per la Salute ad interim, Nello Musumeci, sono state predisposte le modalità per ottenere, appunto, il green pass. Quest’ultimo può essere ottenuto o da chi è già stato sottoposto al ciclo completo (doppia dose) di vaccinazione contro il Covid, oppure a coloro i quali sono guariti dall’infezione (con contestuale cessazione dell’isolamento), od ancora a chiunque si sottoponga ad un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo.

Ma chi rilascia la certificazione? Per coloro che hanno completato il ciclo vaccinale, la certificazione – con validità semestrale – è rilasciata, su richiesta dell’interessato, dalla struttura sanitaria o da chi ha materialmente provveduto alla vaccinazione.
Chi, invece, è guarito dal Covid, può ricevere la certificazione dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero o, per i
pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Infine, la certificazione di esito negativo
di test molecolare o antigenico rapido – con validità di 48 ore dall’effettuazione del tampone – viene rilasciata dalle strutture
pubbliche o private autorizzate e dalle farmacie che svolgono i test, ovvero dai medici di medicina generale e dai pediatri
di libera scelta.

Tuttavia, nonostante ci siano tutte le indicazioni operative per indicare chi può ottenere il certificato, nei fatti il green pass
non esiste ancora. Ciò posto, stando ai tempi dettati da Bruxelles – teoricamente – la data cerchiata sul calendario per
raggiungere la piena operatività dei sistemi di interscambio è il 1° giugno, ma considerando che l’Italia è stata inserita nel primo gruppo di Paesi che cominceranno i test tecnici sul lasciapassare, la data di partenza potrebbe essere l’imminente 10 maggio. Si auspica che i tempi si rivelino celeri, data l’importanza del green pass per spostarsi liberamente.

Il certificato verde verrà, infatti, richiesto durante qualsiasi controllo e chi non sarà munito dello stesso sarà obbligato ad
esibire la “classica” autocertificazione. Tutti coloro i quali non soddisfano le condizioni su esposte per ottenere il green pass,
continueranno ad essere autorizzati ad effettuare gli spostamenti soltanto per i motivi che ormai conosciamo bene.
Per i soggetti che possono fare ingresso nel territorio regionale, resta comunque l’obbligo di registrarsi sulla piattaforma
www.siciliacoronavirus.it nella sezione appositamente dedicata.

Sono esclusi i pendolari o quanti si siano allontanati dal territorio regionale nei giorni immediatamente antecedenti e per
recarsi al territorio nazionale per un periodo inferiore ai 4 giorni.

Dott.ssa Silvia Sorci

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