Il 1° dicembre, vittima del covid, moriva Onofrio Testa. Imprenditore che dal nulla ha creato un impero

La mattina dello scorso primo dicembre, poco dopo le 9, sconfitto dal covid moriva Onofrio Testa, titolare
della “Zooagricola” di Bagheria. Personaggio molto conosciuto in città, ha creato dal nulla un’azienda punto di riferimento in tutta la provincia per mangimi per animali e articoli per il giardinaggio.

Adesso saranno Francesco e Giusy, i due figli dello scomparso, a dover mandare avanti l’azienda fondata dal padre.

Francesco, quando sono iniziati i primi sintomi dell’infezione da corona virus?
“I primi sintomi che ha accusato mio padre riguardavano inizialmente la pianta dei piedi, da lì sentiva salire del calore. Essendo settantenne e, da sportivo, particolarmente impegnato in attività podistiche, pensava si trattasse di infiammazione al tendine o qualcosa del genere. Con il passare dei giorni il fastidio al tendine è andato aumentando e ne ha sofferto pure la prostata che ogni tanto gli dava qualche problema. Primo campanello d’allarme è stato lo stimolo di andare in bagno senza poi poter fare nulla, quindi è arrivata la febbre e subito dopo i problemi respiratori”. Era un grande appassionato di sport. Settantenne, si ritagliava orari impossibili pur di mantenersi in movimento. Mio padre si alzava la mattina intorno alle tre per poter correre qualche oretta prima di andare al lavoro. Nelle domeniche d’inverno,
essendo libero, trascorreva più tempo all’aperto e generalmente correva per le stradine di monte Catalfano. Nel periodo estivo, sempre di buon mattino, faceva delle lunghissime nuotate nel tratto di mare tra Sant’Elia e il faro di Capo Zafferano. Fra andata e ritorno impiegava qualche ora.

Ha creato la “Zooagricola” praticamente dal nulla. Come è iniziata questa sua attività?
“È iniziata nel 1980 quando mio padre si è messo in società con un’altra persona. All’inizio si vendevano solo mangimi per bestiame come cavalli maiali ed altri animali per le macellerie. Si produceva pure mangime attraverso la miscelazione di diversi tipi di erbe ed altri alimenti specifici per animali. Con il passare degli anni si sono aggiunti anche i prodotti per cani e gatti ed essendo tra i precursori di questo nuovo genere (per quel tempo), siamo diventati tra i principali rivenditori in Sicilia di questi prodotti ed i primi per la provincia di Palermo. Nel 1999, ci siamo messi in proprio facendo il grande passo, cioè la realizzazione di un centro commerciale per la vendita di questi prodotti specifici. Con il passare degli anni abbiamo incrementato l’offerta ed il genere di prodotti da esporre per la vendita fino a realizzare una struttura in grado di attrarre una clientela proveniente da ogni parte della provincia di Palermo. Oggi questa azienda dà lavoro a 9 persone, cinque dipendenti oltre ai quattro componenti del nucleo familiare”.

La notizia della morte di tuo padre quale riscontro ha registrato?
“Il riscontro della gente è stato di grande conforto. Dai social sono giunti centinaia di messaggi di cordoglio. Tra l’altro mio padre era una persona solare, dotata di una spiccata ironia; era conosciuto da tutti i bagheresi ma non solo, la clientela della Zooagricola infatti ha un bacino d’utenza che spazia in tutta la provincia. Era sempre lì, al suo posto alla cassa, da dove dirigeva sornione la situazione del negozio, scambiava qualche parola con i clienti, e se qualcosa andava storto bastava una sua battuta a ridare il buon umore a tutti. Capitava alle volte che quando doveva dare del resto ad un cliente che conosceva bene i soldi, anche gli spiccioli, li spalmava su tutto il bancone attendendo l’eventuale battuta di ritorno del cliente.. Era, oltre che commerciante, anche sempre allegro ed originale intrattenitore della
clientela, una persona che conquistava la simpatia di tutti”.

Adesso sarete tu e tua sorella a prendere in mano le redini della “Zooagricola”
“Mio padre già da tempo aveva iniziato a lasciare buona parte delle responsabilità nella gestione dell’azienda ai figli ed in parte aveva già iniziato un percorso progressivo in tal senso. Il suo compito lo considerava ormai come un passatempo, lasciando tutto il resto dell’organizzazione del lavoro ai figli. Ciò non toglie che questa tragedia ci ha sconvolto anche dal punto di vista lavorativo, non ci aspettavamo certo il precipitare degli eventi. Sicuramente miglioreremo quello che ci ha lasciato perché era
questo che lui voleva, ci ha insegnato a reinvestire sempre quello che si guadagnava”.

Michele Manna

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