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Quali prospettive concrete per il futuro del territorio. Conferenza dei “Lions” nella chiesa Madre

Sabato 12 Marzo si è svolto presso la Chiesa Madre un dibattito sul tema “Quali prospettive concrete del presente, per il futuro del territorio” rivolto in particolare al futuro dei giovani oggi in serio pericolo.
La tavola rotonda è stata organizzata dai Lions Club Bagheria, distretto 108 YB, dalla Confcommercio Ascom della città che, per l’occasione, ha anche allestito, in Piazza Matrice, un gazebo sulla legalità.
Il dott. Italo Fragale, presidDSCN1111_risultato info intente Confcommercio Bagheria e moderatore dell’evento ha aperto il dibattito con una riflessione e considerazione : “Noi ci siamo prefissati di continuare sulla scia di quello che è stato il primo incontro che abbiamo fatto sempre in questa sede, luogo di culto che ci pare luogo veramente preposto a tutto quello che oggi noi andremo a dire, tutto quello che è sviluppo, tutto quello che è legalità. Abbiamo voluto fortemente questo incontro e oggi ne approfittiamo per parlare di sviluppo del territorio di Bagheria, il nostro territorio com’è e come effettivamente vorremmo che fosse”.
Ha continuato poi ringraziando i presenti all’evento, le autorità civili e militari come il Maggiore Claudio Artesi, il comandante dei Carabinieri Ettore Saladino, il presidente dei Lions Filippo Gagliano, Giovanni Busetta che collabora con lui, Michelangelo Balistreri e Calì imprenditori che si sono opposti alla mafia, e il Prof. Dott. Di Bernardo, medico, lasciando poi spazio all’intervento del presidente dei Lions, Filippo Gagliano che ha esordito: “Io rappresento il Lions Club che è un’associazione a livello mondiale di servizio per il settore sanitario anche assistenziale…che ha una grande attenzione per i problemi locali e questo è uno dei motivi per cui noi siamo particolarmente sensibili alle iniziative che sono a favore del territorio. In questa tavola rotonda è stata messa al centro la legalità, perché io ritengo che se non c’è legalità non c’è sviluppo, quel sano  sviluppo del quale Bagheria ha bisogno e che ritengo debba partire dalle cose concrete, attuali, le poche cose che abbiamo e da lì ripartire qualificando tutte quelle che sono le nostre eccellenze naturalmente avendo anche uno sguardo al futuro”.
Ha preso in seguito la parola il parroco Sac. La Mendola Giovanni che ha espresso la sua autorevole riflessione sul tema: “Leggere i giornali dell’isola e vedere ogni giorno che passa l’aggravarsi di vecchi e nuovi problemi senza che si possa cogliere il minimo segnale di svolta è deprimente. La situazione dell’economia è pessima, il timido aumento di ripresa che soffia nel paese non riesce a lambire le coste dell’isola. Gli investimenti privati e pubblici stentano a partire, lo sviluppo promesso dai fondi Europei si sta rivelando un mito se non addirittura uno scandalo, il tessuto sociale è disgregato, è allarmante e preoccupante il numero di persone disoccupate; il futuro dei giovani è compromesso non solo per la spaventosa disoccupazione ma la mancanza di lavoro li spinge a cercarlo altrove e non meno grave è il considerevole numero di giovani che frequentano corsi universitari fuori dall’isola, anche da Bagheria. Il presente incontro vuole essere ancora una volta un invito, un incoraggiamento, a quanti sta a cuore il progresso della città, Bagheria non merita di essere ridotta com’è ma ha tante potenzialità, mettere insieme le forze a trovare spiragli positivi, prospettive concrete per scacciare la rassegnazione e credere che insieme si può”.
Il Magistrato dott. Stanislao Saeli ha parlato di legalità in senso lato, del binomio legalità-libertà, di microcriminalità e di problemi legati al paese: “Sembra un discorso vago, la legalità, ma in effetti senza la legalità non c’è nessuna possibilità di sviluppo, quello nell’illegalità forse è ancora più dinamico ma non è sicuramente rivolto alla comunità, non è sicuramente auspicabile. Oggi mi piacerebbe iniziare da due concetti quello di legalità e libertà, intanto la legge è lo strumento principale che regola i rapporti fra i cittadini. La libertà di fare impresa si scontra contro tutta una serie di ostacoli che sembrano una limitazione della libertà ma di fatto la garantiscono. Perché ci sia un giusto rapporto tra diritti e doveri e questo rapporto produca libertà occorre che queste regole che ci siamo dati come società civile siano osservate dalla maggioranza dei consociati. Il concreto sviluppo secondo me ha due presupposti fondamentali: giustizia che funzioni e democrazia, senza questi presupposti non possiamo andare da nessuna parte”.
Il docente Ignazio La Monica, impegnato in un progetto che vede la scuola insieme all’ente regionale della scuola dell’alternanza ha detto: “Non c’è sviluppo senza lavoro e quindi non ci sono regole senza che noi possiamo portare le nuove generazioni nel futuro; un futuro in cui questa persona che si sta formando sviluppi il suo senso di capacità attraverso il lavoro. Quando viene negata questa possibilità allora dobbiamo fermarci… legalità e lavoro possono andare insieme… questo binomio è indissolubile”.
Inoltre ha focalizzato il problema dell’alternanza scuola-lavoro come soluzione per un processo di crescita dei giovani dal punto di vista delle competenze tecniche e professionali che gli servono poi per inserirsi nel mondo del lavoro e continua dicendo che è parzialmente vero che non c’è lavoro, poiché spesso non ci sono le competenze che i ragazzi dovrebbero avere.
E’ stato invitato ad esprimere il suo parere il Sindaco Patrizio Cinque: “Rispetto al futuro dei giovani dobbiamo guardarci in faccia e cominciare a pensare che bisogna fare la rivoluzione in questo paese!. Non fatevi raccontare da chi ha costruito questo sistema come si cambia, perché non lo vogliono cambiare, dovete pensare che non avrete pensioni e che non c’è lavoro o meglio dicono che non c’è lavoro e non vi fanno vedere le opportunità. C’è un sistema corrotto e voi dovete farvi spiegare come si fa a trovare lavoro. Avete idea che dovete stare in piazza in questo momento perché ve lo stanno rubando!, svegliatevi non avete altra via di fuga”.
Ha esortato a comprare l’olio bagherese e non quello tunisino e di acquistare prodotti nostrani… per lui è fondamentale cercare di non abbandonare questa terra per non abbandonarla si deve costruire qualcosa e la legalità è parte integrante. Ha dato un parere sulla mafia bagherese e siciliana parlando del vero commercio mafioso, ottenuto dal “lascia fare” secondo un accordo internazionale. “La mafia non campa con il pizzo, le famiglie della mafia campano con il pizzo, è il traffico di stupefacenti da Bagheria verso Milano, Roma, verso il nord, verso altri traffici internazionali il vero business… nessuno vede nulla e se il sindaco per la prima volta inizia a dire che c’è qualcuno vicino la mafia succede l’inferno, “devi stare zitto”, ho detto solo un caso ma dovrei dirne tanti altri dovrei parlare delle onoranze funebri che nel 2004 Provenzano era dentro il cimitero che si faceva le riunioni però questo Bagheria non lo sa. Per il futuro di questo territorio dobbiamo ascoltare e aiutare molto i giovani”.
L’ingegnere Leoluca Liggio ha esposto il suo pensiero: “La parola territorio è molto importante perché non dobbiamo dimenticare che noi viviamo in un villaggio globale, in un ecosistema. Quindi dobbiamo parlare di città attrattiva finchè i giovani non se ne vanno e dobbiamo capire cosa sta succedendo intorno alle attività produttive. Manca la legalità del buon senso”.
Ha inserito nel suo discorso anche le Smart City “E’ un paradigma che venne fuori nel 2008 quando si insediò Barack Obama che chiamò la Cisco, la Microsoft e altri importanti imprenditori americani e disse loro, voi avete un potenziale enorme poiché avete tanti bei manager e cervelli e voglio che li mettiate insieme per costruire una cosa migliore a livello tecnologico, una città intelligente”.
Si è convenuto che la Smart City si può fare anche a Bagheria, ci vuole un luogo, un laboratorio dove ci si può aggregare e costruire la città intelligente poiché come dice l’ingegnere fare Smart City è una roba scientifica. Ci sono degli strumenti che tengono a misurare il grado di maturità dei singoli, della cittadinanza e per prima cosa  aiutano ad imparare secondo la teoria del Basic Imprinting cioè la capacità di imparare dagli altri in un luogo fisico con degli strumenti.
La dott.ssa Rosanna Montalto, vicepresidente Confcommercio con delega alla legalità  ha focalizzato l’argomento sui giovani “Parlare di futuro oggi è complicato e problematico e il ragionamento che voglio fare sono una serie di riflessioni che rivolgo ai giovani a loro che sono il futuro in termini di risorse umane; i nostri giovani sperano in un futuro migliore e quindi non solo cercano di laurearsi altrove ma addirittura portano la loro forza e intelligenza in Inghilterra, in Germania, Spagna, nei Paesi Arabi, addirittura in Cina evidentemente hanno poche speranze rimanendo e le ragioni di tutto questo sono da imputare da una parte a questi 8 anni di crisi internazionale che in un tessuto come quello nostro molto fragile è stato devastante”.
Successivamente ha parlato il dott. Nicolò Benfante, commercialista che ha esordito: “Il perché del mio argomento verte sul discorso che riguarda il potenziale creativo dei giovani ma soprattutto se conviene oppure no restare in Italia, nel proprio territorio oppure andare all’estero a studiare perché alla fine ci stiamo rendendo conto che questo sta diventando un malessere sociale e l’Italia, fra non molto, diventerà un paese di soli vecchi. Da una recente statistica che è stata redatta a fine 2015 ci siamo resi conto che 150 mila persone sono andate via dall’Italia di cui 90 mila, solo giovani. Si parla di impoverimento sociale, perché questa fuga di cervelli da un lato toglie possibilità di sviluppo economico per il nostro paese…Il futuro dei giovani è quello di rimanere nel territorio, di impegnarsi nel territorio, rinnovando nell’impresa per dare la possibilità ad una continuità per questo territorio”, in concomitanza al suo discorso ha proiettato delle slide inerenti gli argomenti trattati .
Un altro relatore dott. Maurizio Lo Galbo, presidente Anci Sicilia Giovani  all’inizio del suo discorso ha ringraziato le forze dell’ordine e ha continuato dicendo: “Sappiamo benissimo che in Sicilia abbiamo un tasso di disoccupazione pari al 42-44 percento, una cosa sconvolgente. Però non abbiamo avuto delle valide e concrete risposte per poter andare a sopperire e a limare questa piaga ma una delle tante cure palliative è il piano giovani che sappiamo tutti com’è finito…perché comunque terminato il tirocinio di 6 mesi nessuna impresa si è assunta l’impegno nell’assumere e sappiamo che bisogna operare sul regime fiscale asfissiante che vivono le aziende e quindi è quello il nocciolo della questione, bisognerebbe fare nuove politiche fiscali e parallelamente un serio snellimento della burocrazia, solo così molti giovani potranno fare impresa e allora potranno assumere altri giovani nella loro impresa. Noi come Anci (Associazione nazionale comuni siciliani, ndr), stiamo adoperandoci per cercare di poter istituire uno sportello, Bandi Uffici Europa, che servirà con i giusti collegamenti, con le giuste reti, con queste figure professionali, da aiuto a tutti quei comuni della Sicilia che si trovano con delle casse esigue”.
Il prof. Cristoforo Di Bernardo ha detto “Facciamo delle meravigliose diagnosi, bellissime indicazioni di prevenzione, poi quando dobbiamo scegliere come curare e trattare abbiamo delle difficoltà ma non perché siamo incapaci ma perché inseriti in una situazione organica rappresentata da quelle che sono anche alcune normative e la mancanza del senso civico”.
La prof.ssa Clementina Castronovo  ricollegandosi al tema del dibattito si è ritenuta ottimista credendo nel lavoro che fa e ritenendo la scuola un presidio di legalità; riaffermando che non si può fare sviluppo senza legalità e che la scuola opera in sinergia con tante realtà, aggiungendo che per il futuro dei giovani ci vuole progettualità e condivisione.
Infine non meno importanti, gli imprenditori Gianluca Calì e Michelangelo Balistreri hanno preso la parola,  portando la loro testimonianza per la lotta contro la mafia, con il loro coraggio nel denunciare i mafiosi e portando un bagaglio di esempio di legalità per i giovani e per tutti.
Peccato che l’interessante conferenza non abbia avuto il riscontro di pubblico che meritava.

 

Claudia D’Amato

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