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Uno sguardo triste al rettifilo di Aspra

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Oggi è il 12 agosto 2017 ed io, tra mille difficoltà, sono ancora in paese e ci rimarrò, a dispetto di caldo, voglia di riposo e vacanze di Ferragosto che, per chi può permetterselo, quest’anno sono abbastanza lunghe. Mi si è improvvisamente guastato l’autoclave.

Stamane, insofferente per il caldo,  mi sono alzata alle 3 e preparando le sicilianissime “bottiglie” attendendo il giorno, e ora devo fare i conti con rubinetti asciutti, pentole e stoviglie sporche di salsa che già stanno emanando effluvi di acido. “Fortunatamente” è sabato, sempre “fortunatamente” è anche prefestivo, pur scorrendo tutti i numeri di telefono e di cellulare di idraulici, elettricisti e di altre maestranze, nessuno è disponibile per soccorrermi in questa empasse.

Facendo di necessità virtù percorro via Roccaforte per comperare salviettine umidificate e interi fardelli di bottiglie d’acqua minerale. Mi fermo ad ammirare il secolare Ficus Magnolia che da sempre regala bellezza  e refrigerio, il magnifico albero le cui fronde si fondono con quelle dell’ albero del cotone della villa Greco Giammanco creando un romantico arco.

Ogni qualvolta vi passo mi addoloro perché bello com’è è anche “indifeso”, toilette per cani, rifugio per ubriaconi che abbandonano i loro vuoti, coppiette che, noncuranti, lasciano traccia organica dei loro amori in contenitori all’aria aperta, incivili che ne usano l’aiuola per abbandonarvi rifiuti indifferenziati, intere orde di barbari che ne spezzano i rami. Stamane ho visto che ad essere spezzato è stato un grossissimo ramo, un ramo che avrà richiesto tanta forza e fatica per essere divelto, un ramo che avrà richiesto tanti anni per crescere.

Con dolore mi pongo dei legittimi interrogativi. Che soddisfazione prova chi ha spezzato il ramo? Ma soprattutto una considerazione mi sorge con prepotenza. Che fanno le istituzioni per la salvaguardia di un bene pubblico? Nessun sindaco, nessun funzionario del comune si accorge di tutto ciò?

Il massimo delle vacanze che posso permettermi al momento è solo una passeggiata sul rettifilo per Aspra. Adoro quel viale adorno di alberi, adoro il profumo che emanano. D’inverno lo percorro specialmente nei giorni tetri di pioggia, quando il grigio delle nuvole conferisce a tronchi e rami colore dell’argento una luce che colpisce lo sguardo. Una piacevole tristezza e melanconia entra nelle viscere e prende fino al midollo.

Mi piace percorrerlo quando già nell’acerba primavera inizia a dare presenza di sé Kore la magnifica, ancora non del tutto pronta per lasciarsi ammirare. Le foglie, poco per volta, si mostrano allo sguardo attento, sfoggiano nuance e tonalità di verde, da chiaro a scuro, verde imperatore, verde limo, giallo di foglie secche già cadute e che da anni rimangono accatastate sui marciapiedi che nascondono tra le foglie le insidie di ricordini di qualunque misura, abbandonati dai cani di piccola e grossa taglia. Loro non ne hanno colpa.

In autunno percorro il rettifilo cercando ispirazione o è l’ispirazione a cercare me. Il giallo, il marrone, il rosso e il verde, colori  che tingono le foglie in quella triste stagione che si addice ai ricordi. Ma le foglie che tappezzano i marciapiedi sono sempre quelle morte da anni. Anche gli spuntoni che feriscono e i rami e le erbacce sono quelli morti da tempo. La domanda è sempre uguale.

Ma quelle figure di spicco, che per procacciare voti si rimboccavano le maniche e pulivano personalmente il viale rendendo agevole il percorso, che fanno tali persone adesso? Possibilmente si trovano in qualche località estera a godere di ordine e pulizia, commentando e paragonando? Anche io vorrei trascorrere la mia forzata vacanza passeggiando per Bagheria o Aspra senza il timore di pungermi su siringhe abbandonate quasi per dispetto sulla spiaggetta, la più interna,  della zona  “Sarello” ad Aspra, tra rifiuti organici, inorganici, umido, plastica, vetro, metalli, indifferenziata…

Ermelinda Gatto

1 commento


  1. // Rispondi

    Un bel commento poetico ironico .
    È completo di tutto, però ,manca qualcosina ……
    Come per esempio , camminando nel rettifilo , in salita alcuni alberi c’erano , in discesa ne mancano un bel po . Dove sono andati a finire , questo lo sanno i vari cancelli dei vari palazzi che spuntano all’improvviso .
    Come mai nessuno ne parla e nessuno vede nulla ?
    E pure il rettifilo è una strada transitati giono e notte …….

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