Novità per il trasferimento del Consultorio Familiare. Lavori attesi per metà gennaio. On Licatini: “rispettare le scadenze”

Si è perso ormai il conto dei mesi trascorsi ad attendere il trasferimento del Consultorio familiare di Bagheria nei nuovi locali confiscati alla mafia in via Dante. Una vicenda complessa, lunga e intricata. Se in quel lontano marzo del 2019 – alla stipulazione del
comodato d’uso tra Comune di Bagheria e Asp di Palermo – il cambio di sede poteva sembrare di fatto imminente, col tempo si è poi rivelato un obiettivo ai limiti del possibile.

Un miraggio sfuggevole che ha messo alla prova i nervi e la pazienza di molte persone, soprattutto di tantissime donne per le quali un Consultorio efficiente e affidabile rappresenta un servizio irrinunciabile. Sono state proprio le donne del Comitato delle Utenti del Consultorio a riferirci più volte i vari ostacoli che hanno incontrato lungo il cammino.

Adesso, però, arrivano notizie incoraggianti che fanno sperare di poter porre fine una volta per tutte a questo calvario. Pare, infatti, che i lavori che permetteranno il tanto agognato (e a lungo rimandato) trasferimento del Consultorio, prenderanno il via a metà di questo mese. Ricordiamo che la nuova destinazione del Consultorio sarebbe il primo piano dell’immobile confiscato in via Dante, dopo quanto stabilito lo scorso aprile con la revisione del comodato d’uso che in origine aveva ad oggetto il secondo piano, poi dichiarato non idoneo. L’Asp pertanto avrebbe preso l’impegno di avviare i lavori a gennaio, come viene riferito dalla deputata bagherese Caterina Licatini, che ha dichiarato: “Proprio oggi (comunicazione del 4 gennaio, ndr)sono stata contattata dall’Asp di Palermo, che mi ha assicurato che i lavori inizieranno per metà gennaio e si concluderanno entro i successivi 40 giorni.”

Nei mesi scorsi la stessa Licatini ha seguito assiduamente la situazione del Consultorio familiare, cercando più volte di sbloccare
l’iter del trasferimento e chiedendo recentemente l’intervento del Ministero della Salute per far fronte alla lentezza delle amministrazioni competenti. Una richiesta alla quale il Ministero “ha risposto favorevolmente, rivolgendosi immediatamente
alla Regione Sicilia e ottenendo un sollecito diretto all’Asp di Palermo”.

Lo scorso primo dicembre, pertanto, dall’Asp era arrivata la notizia della pubblicazione e sottoscrizione della delibera per l’affidamento dei lavori. Ora, dopo poco più di un mese, viene annunciato che questi lavori sono ormai in arrivo. Ed è più che mai importante che le tempistiche vengano rispettate, specie in considerazione delle gravi difficoltà che sono sorte finora. Nell’attuale sede di via Massimo D’Azeglio, infatti, il Consultorio dispone di locali fatiscenti, angusti, non idonei al corretto esercizio delle prestazioni sanitarie, e non adeguati a soddisfare le esigenze di privacy che fanno ragionevolmente capo a chi si rivolge a questo genere di servizio.

Una faccenda critica alla quale occorre senz’altro porre rimedio. Non si tratta certo di una questione che risale a qualche giorno
fa, ma di un problema che va avanti da quasi tre anni e che lede gravemente i diritti e la dignità dei cittadini, come hanno più
volte raccontato al Settimanale le donne del Comitato delle Utenti.

È dunque indispensabile che quanto è stato promesso venga effettivamente mantenuto, come conclude Licatini: “confido che
queste scadenze vengano rispettate. Da troppo tempo il Consultorio si trova in locali fatiscenti e inadeguati, nonostante i disagi più volte denunciati dal Comitato delle Utenti che ringrazio sempre per l’impegno e per il loro prezioso contributo in questa battaglia. Sollecitare questi lavori si sta rivelando tutt’altro che semplice ma, dopo l’intervento del Ministero della Salute che io stessa ho richiesto qualche settimana fa, abbiamo fatto rapidi progressi.

Adesso bisogna assicurarsi che i termini vengano rispettati e che venga restituita dignità a questo presidio sanitario di grande
importanza, che costituisce non solo un punto di riferimento per le donne e per le persone in difficoltà economica, ma anche un
centro d’ascolto fondamentale per i più giovani.”

Gioacchino D’Amico

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