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Ex Sicis: un complesso di mobili e rifiuti lasciati all’aperto

sicisEra l’inizio del 2016, quando dal sito del comune di Bagheria veniva annunciata l’approvazione del progetto per la riqualificazione dell’immobile ex Sicis, bene confiscato alla mafia e sito in via Papa Giovanni XXIII n.26 ad angolo con via Massimo D’Azeglio.

La determinazione n.280 del 31 dicembre 2015 della direzione dei Lavori Pubblici prevedeva interventi di manutenzione straordinaria nel complesso, consegnato ufficialmente al Comune di Bagheria nell’ottobre del 2014. Lo scopo era di adibire la struttura a sede di uffici comunali, e nello specifico a nuovo comando di Polizia municipale, come indicato nell’albo pretorio.

n progetto di lavoro per un importo complessivo di 60mila euro, come recitava il comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune del 7 gennaio 2016. Obiettivo renderlo fruibile quanto prima, in modo da permettere all’ente di risparmiare negli affitti pagati per i vari uffici comunali. Sono passati dieci mesi da quell’annuncio e la situazione sembra esser andata a rallentatore. Qualcosa nei mesi scorsi si era mosso.

Durante l’estate, infatti, alcuni addetti erano intervenuti all’interno della struttura per pulirla in qualche modo e per liberarla dai tanti suppellettili ancora presenti. Sedie, tavoli, divanetti, mensole, e sacchi ripieni di roba. Questo è emerso dal lavoro di pulizia fatto dagli operatori. Un’anteprima, insomma, necessaria che sembrava preludere agli interventi di manutenzione di cui la struttura abbisognava.

“Un soffitto in distaccamento dello strato di finitura”, “pavimentazioni e pareti intrise di umidità” e tanto altro. Così diceva il comunicato del Comune sugli interventi da adoperare quanto prima. Lavori indispensabili affinché l’immobile potesse essere riutilizzato, visto il suo attuale cattivo stato. Ma, mentre da fonti e testimonianze del luogo non è chiaro se la manutenzione sia già iniziata, da mesi ormai il contenuto estratto dall’edificio giace all’aperto in attesa di esser ritirato da qualcuno. Un’attesa ormai trasformatasi in vana speranza.

Una situazione che con l’arrivo dell’inverno preoccupa e non poco gli abitanti dei palazzi limitrofi. Già ad oggi, avvicinandosi alle ringhiere si può sentire un cattivo odore dovuto inevitabilmente alla condizione dei mobili, vecchi e sporchi. Condizione sicuramente peggiorata dalle piogge dei giorni scorsi.

Per di più, ad aggravare lo stato di insalubrità della zona, ci pensano i gatti randagi che, in verità da anni assurgono a proprietari morali dell’immobile, alimentati spesso e volentieri da alcuni cittadini. Con il giungere del freddo e del maltempo la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. Senza dimenticare comunque che la presenza di questi mobili rappresenta anche un elemento di pericolo per i passanti.

L’augurio è che i lavori possano riprendere prima possibile, o cominciare secondo i punti di vista. Non solo per il benessere del quartiere e dei suoi abitanti. Ma soprattutto per un senso di responsabilità che questa amministrazione deve dimostrare di fronte ai suoi atti e alle sue promesse. Di per sé in questo caso corrette e sensate. Ed è per questo che occorre dargli seguito.

Articolo di Mario Montalbano

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