Autogru in fiamme a Bagheria. Episodi sempre meno sporadici.

Fine anno col botto. La paura è che siano tornati certi fantasmi. La città non è più una città trasparente e sarebbe tragico  scoprire una realtà nuovamente legata a certe logiche.

Intorno alle 5:00 del mattino il primo boato ha svegliato il vicinato. In via Capitano Luigi Giorgi, proprio di fronte il Punto di Emergenza Territoriale, le fiamme hanno completamente distrutto una piccola autogru di proprietà di un’azienda operante nel settore dei servizi ambientali, all’interno di una area delimitata dove il mezzo era ricoverato.

Secondo una prima ricostruzione le fiamme potrebbero essere di natura dolosa, per il rinvenimento di una bottiglietta contente tracce di liquido infiammabile.

Sul posto sono intervenuti i mezzi dei Vigili del Fuoco di Palermo e le forze dell’ordine di Bagheria. In pochi minuti le fiamme sono state domate, ma il mezzo è andato completamente distrutto.

Il tutto veramente a ridosso delle case, con le fiamme che lambivano alcune abitazioni.

Nella mattinata poi è intervenuta anche la scientifica per i rilievi del caso, e sono stati sentiti i medici e il personale del PTE per verificare se in possesso di elementi utili a ricostruire l’accaduto.

Se fosse confermata, come sembra, la natura dolosa dell’evento, sarebbe fondamentale ascriverla ai giusti ambiti. Gli inquirenti non possono non tenere conto dell’analogia con il recente episodio in via del Fonditore dove alcuni mezzi in un parcheggio sono stati dati alle fiamme, ne di un evento meno recente, assolutamente taciuto alla cittadinanza, con una spazzatrice di AMB (che di servizi ambientali vive), trafugata da ignoti dal ricovero nei pressi dello stadio di Bagheria, rintracciata abbandonata, e non appena riportata allo stadio, incendiatasi parzialmente per le fiamme divampate a causa dell’uso improprio del mezzo.

Non si deve escludere nemmeno la possibilità dell’atto vandalico, di ritorsione nei confronti dei residenti della zona che più volte hanno denunciato, lo stato di degrado, complici alcuni esercizi ma anche attività di altro tipo che insistono nella zona, e la cui frequentazione, è più da riformatorio che non da centro educativo. Gli episodi di scontro sono stati diversi ed in alcuni casi sono anche andati in direzione di violenze e danneggiamenti alle vetture.
Testimoni riferiscono infatti che proprio davanti quel cancello, e nei portici privati nelle vicinanze, sosta un gruppetto dedito al consumo di stupefacenti, più di una volta redarguito, poiché, per altro, particolarmente rumoroso.
E proprio ieri sera pare fosse presente e avessero pure fatto scoppiare una paio di petardi, intorno alle 2:00. La scelta di un mezzo isolato sarebbe stata perfetta per evitare un disastro di proporzioni immani con le reazioni a catena che, incediare una vettura parcheggiata tra le altre, avrebbe di certo innescato.
Il Comitato dei Residenti di Via Capitano Luigi Giorgi, nato per contrastare l’abbandono di questa zona alla mercé di vari fenomeni di illegalità e alla malamovida, e che ha aderito tra i primi al coordinamento cittadino ReteCivica, esprime solidarietà alle vittime dell’evento, ma ci tiene a sottolineare che questi episodi vanno indagati in tutte le direzioni senza escludere nessuna pista e lamenta ancora una volta, il disinteresse delle istituzioni locali, troppo impegnati ad auto incensarsi, ed evitare il confronto coi cittadini proprio sul tema della sicurezza del territorio.
Attendiamo dunque che gli inquirenti facciano il loro lavoro e traggano le conclusioni, con la consapevolezza che sempre più

Bagheria non è un Comune per tutti

Ignazio Soresi

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