Continua la discesa nel baratro del degrado sociale e umano a Bagheria

L’assenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine ha consentito nella notte tra la domenica e lunedì, da una balcone del primo palazzo in contrada Monaco musica a volumi insopportabili fino alle prime  ore del mattino.

Abbandono totale, non c’è altro modo di definire quello che succede in questo sfortunato rione della città delle ville.

Di quartieri degradati fino a questo punto raramente ne abbiamo avuto notizie.

È bastato che un residente qualche giorno, fa si sia rivolto ai media locali, per denunciare lo stato di abbandono della zona e l’interesse che si riaccende solo in periodi elettorali, per innescare una serie di reazioni anche dal risvolto criminale.

Il dubbio che il rogo di sabato notte di una discarica a cielo aperto,  sia collegato a quella richiesta di aiuto è più che lecito.

Non è bastato questo a rivendicare il diritto ad essere il limite del sociale.

Il concerto notturno  di domenica è ovviamente un’ennesima affermazione che contrada  Monaco è contrada Monaco.

Ma non si può disturbare così tutta una larga parte di città senza avere certi “benestare”. 
È un evidente passaparola di una certa precisa natura  nei confronti di chi si sta opponendo a certe logiche. Dispiace che alcune forze dell’ordine pare prendano sotto gamba questi messaggi che sono chiarissimi a tutti, ed è evidente che in questo clima di disagio sociale,  coloro che si oppongono al degrado,  sono persone da fare desistere, da infastidire, da fermare, sopratutto se stanno spingendo nella direzione della riflessione critica , l’altra parte di Bagheria, quella per bene.

La restituzione del palo
La restituzione del palo sottratto dopo averlo portato in processione

I due ragazzi che vengono a prelevare un palo della segnaletica, per portarselo a fare un giro con la bici elettrica, davanti al Punto di Emergenza Territoriale, incuranti del fatto di essere fotografati, e anche altri  episodi  che sono taciuti alla popolazione (e ce ne sono), sono un messaggio preciso. Solo una giustificazione è possibile al motivo per cui l’amministrazione non si schiera: gli fa comodo così, passare da quelle parti solo nel periodo elettorale o andare a vedere i pompieri domare le fiamme divampate da una discarica a cielo aperto, che loro autorizzano con il loro mancato intervento.
Brutto fare i conti  ancora una volta con il fatto che le forze dell’ordine, a volte siano poco pronte: dalle 18:30 alle 02:30 del mattino circa, raccontare di avere altre priorità è un po’ pretestuoso. Sarebbero  momenti di contatto importanti con le esigenze dei cittadini per bene che devono sentirsi garantiti , di fronte a fenomeni di questo tipo, che bisogna saper leggere.
Se “zio Totò” (nome di fantasia ovviamente) non volesse, non si suonerebbe… vuol dire che a “zio Totò” serve che si suoni per mandare un segnale preciso, la sera in cui da altre parte della città si inaugurano nuove folli tradizioni e in nome del santo ci si dimentica sempre di più che dalla santità si è tanto, molto, troppo, lontani. 
San Giuseppe lavoratore. 

Lunedì mattina ore 01:45



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