Filippo Fiorelli… nato per correre.

Pasta semplice, umano, sa stare al suo posto, non esce dai confini assegnati, papà Eugenio lo ha plasmato con i suoi dolci sguardi, nonno Matteo lo ha forgiato girando con lui per la Sicilia sopra un carretto.

Non è facile correre, lottare da pari con i big, diventare professionista a 26 anni, possedere quella voglia scatenante, travolgente, che esce fuori quando il telone “Arrivo” è ai 100 metri, è difficile mantenere l’equilibrio fisico e mentale pedalando tra giganti dell’ Est, biondi vichinghi, smaliziati francesi, molossi belgi e furbi italici.

Filippo Fiorelli ieri ha provato sulla sua pelle una delusione immensa sia per la mancata vittoria, beffato dal quotato Molano sul traguardo di Mondello, sia per l’atroce beffa del declassamento da parte di una giuria troppo pignola, lui che ha sempre preso spintoni, stretto sui pannelli pubblicitari, sfiorato transenne, gomiti nei fianchi, spallate in mucchi selvaggi, lui dalla grande lealtà agonistica e un costante rispetto per gli avversari, quasi timido e reverente verso quei campioni che fino a pochi mesi prima aveva visto in TV, mai cattivo, mai superbo, mai arrogante, allegro e felice, pedalata secca, fisico asciutto, quasi nato per correre in bici.

Lui che ci sta regalando una montagna di soddisfazioni e riempiendo d’orgoglio un paese che non ha mai provato la gioia della prima pagina, le sue volate temerarie ci hanno messo addosso adrenalina e voglia di seguire tutte le corse, Filippo diventato popolare come Nibali, coraggioso come Caruso, sprezzante come Visconti, non si può certo fargliene una colpa di non aver battuto Molano e nemmeno accusarlo di slealtà.

Lui talento genuino arrivato per caso in un mondo che non lo meritava e oggi dovrebbero chiedergli scusa. Stamane a Termini Imerese alla punzonatura lo abbiamo incontrato prima del via e lui era già pronto a dare battaglia mettendosi alle spalle la delusione, l’amarezza per un trionfo sfiorato.

Chiudo con un plauso al 41enne Valverde, oggi è arrivato primo sul traguardo di Marina di Caronia, ecco Filippo noi ti auguriamo una carriera lunga e ricca di successi come quella di Alejandro Valverde, te lo meriti!

Giuseppe Morreale



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