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Coronavirus, è coprifuoco! Stamunn’a casa….

Il Governo ha emanato il decreto che limita la mobilità delle persone.
Tutti a casa per evitare i contatti e limitare le possibilità di
contagi. La situazione, come si temeva, si è rivelata in tutta la sua
gravità.
I contagi continuano ad aumentare e ad estendersi in tutta la penisola.
Dove più, dove meno, ormai, il pericolo di contagio è incombente.
In tutto il territorio nazionale.

Il coronavirus,non è più esclusiva prerogativa dell’Italia.
Si sta diffondendo, ormai, in tutta l’Europa. Nessuna nazione,
nessun territorio, è esente da contagio. Si può pure affermare che, ormai, la possibilità di diffusione del contagio è a livello mondiale.

La diffusione del virus non è più allarme, come sembrava fino a
una decina di giorni fa. Oggi è una realtà tragica, di cui bisogna
prendere atto, e che bisogna arginare e combattere.
Il modo più opportuno è quello di evitare i contatti, stare più lontano
possibile gli uni dagli altri e sperare di farla franca. Purtroppo, l’unico
modo per evitare il contagio, è stare a casa, e uscire solo in caso di necessità.

Per fare approvvigionamenti alimentari. I supermercati sono affollati.
Anche qui gli ingressi sono contingentati. Tutti i locali di aggregazione sono
interdetti. Cinema, teatri, bar, ristoranti, alberghi, restano chiusi.
O praticabili per piccoli gruppi. Scuole di ogni ordine e grado,
palestre, chiuse. Porti, aeroporti dai quali non si può partire,
chiusi. Chiese chiuse.

Alcuni Stati confinanti, come Austria e Slovenia, hanno ripristinato le frontiere. Il transito agli Italiani è vietato. Anche alcune compagnie aeree hanno sospeso i voli da e per gli aeroporti italiani. Sono sospese pure le partenze per gite o viaggi di istruzione per gli studenti. L’ordine tassativo: tutti a casa! è convalidato per tutto il mese di marzo e fino a nuovo ordine.
Chiusura prorogabile se la situazione non dovesse dare segnali
certi di inversione di tendenza.

Insomma una situazione drammatica che stiamo vivendo ognuno sulla propria pelle. Non ricordo di avere vissuto mai, con la mia generazione, dall’immediato dopoguerra, una esperienza così allucinante. Il virus non lo vedi, lo avverti. Sai che c’è, sai che esiste, che ti può colpire nel modo più impensato.

Un contatto con qualcuno che qualche settimana prima, quando ancora il virus non era stato individuato, è stato fuori, in alta Italia, per motivi di lavoro o visita parenti o per turismo può averti contagiato. Abbiamo visto come è arrivato a Palermo. Una comitiva di turisti provenienti dal bergamasco, aveva al suo interno qualcuno che, inconsapevolmente, aveva preso il contagio, e altrettanto inconsapevolmente, aveva contagiato altri. Fin qui gli effetti visibili e tangibili che stanno condizionando le
nostre abitudini quotidiane, il nostro modo di vivere.

Ci sono altri effetti meno visibili. Quelli economici. Non mi riferisco alla grande svalutazione delle Borse mondiali e alla caduta del prezzo del petrolio cui abbiamo fatto riferimento nel precedente articolo. Mi riferisco alla caduta degli introiti di quanti lavorano nel settore della ristorazione:
ristoranti e bar; nel settore alberghiero; nel settore del turismo,
nel settore dei servizi. Tanti di questi lavoratori: precari, a tempo
determinato, a chiamata, che non hanno alcuna tutela contributiva,
non fruiranno di alcun trattamento economico. Possiamo immaginare
il loro dramma.

Tanti altri lavoratori dipendenti che sono in regola, andranno in cassa
integrazione. Con taglio della retribuzione.
Ma con un trattamento economico che, seppure decurtato, è pur sempre un reddito. Quanto potrà durare una situazione di questo tipo? Il Governo sta stanziando alcuni miliardi di euro per fare fronte a questa emergenza. Speriamo che presto si possa tornare alla normalità, pur essa difficile, ma con altre problematiche.

Intanto è certo che fino a tutto marzo, tutto resterà così come è ora.
Notizia dell’ultima ora, anzi, dell’ultimo minuto: anche a Baaria
abbiamo il coronavirus. Per non farci mancare nulla. Un paziente,
proveniente da Bologna, che doveva essere ricoverato a Villa
Santa Teresa, è risultato positivo al test del coronavirus.
Con quanti è venuto in contatto, questo signore?
Prima che fosse scoperto che era contagiato?
Non è dato sapere. Bisogna ancora aspettare parecchi giorni per
vedere gli effetti. Speriamo che si tratti di una fake.news, messa
in giro per allarmarci!

Per concludere, voglio esprimere una mia considerazione, del
tutto personale, che vuole essere un auspicio per il futuro, per il
tempo della ripresa, quando sarà passato questo periodo di crisi
profonda. L’auspicio è che la ripresa economica mondiale possa
essere realizzata su nuovi presupposti.

Sul principio della cosiddetta “decrescita felice”.
Che non vuol dire rinunciare alla crescita della produzione e della
produttività, ma selezionare i settori dove intervenire e soprattutto
non mirare solo all’utile economico, ma anche alla redistribuzione
della ricchezza prodotta a tutte le classi sociali. Su questo
aspetto della crisi torneremo a ragionare.

Domenico Aiello

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