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Don Giovanni Basile si è insediato alle “Anime Sante”

padrebasileGiorno 20 Novembre le campane delle anime sante hanno suonato a festa. Durante la celebrazione delle 10,30 nella parrocchia Maria SS. Immacolata, conosciuta come Anime Sante, il vescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, ha insediato ufficialmente, con la presa di possesso canonica, don Giovanni Basile, come nuovo parroco della storica Chiesa di Bagheria.

La chiesa gremita di fedeli si è raccolta ed unita attorno al nuovo parroco a fargli festa, tra l’entusiasmo generale e la gioia trepidante. Attorno al vescovo, oltre don Giovanni, erano presenti padre Innocenzo Giammarresi, che in qualità di cancelliere della curia, ha letto la bolla con la quale il vescovo da via all’insediamento di don Giovanni nella nuova parrocchia, padre Giovanni Muratore, con il quale don Giovanni Basile collaborò alla chiesa madre nei lontani anni 80’, l’arciprete don Giovanni La Mendola, padre Francesco Michele Stabile, docente di padre Basile, don Giuseppe Sunseri e i vicari Todaro e Mangano.

Durante l’omelia il vescovo Corrado ha sottolineato l’importanza della testimonianza che la chiesa al mondo di oggi è chiamata a dare, in particolare ogni singola comunità che deve mostrarsi unita e come parte integrante di un unico grande corpo mistico di Cristo.

Ha inoltre evidenziato la centralità di Cristo nella nostra fede, il dono del sacerdozio non legato alla persona singola, ma al carattere sacramentale del ministero. Il vescovo ha inoltre parlato della elezione di Davide, ultimo dei figli, povero pastorello, eppure è il prescelto da Dio, è colui al quale Dio designa una missione importante e fondamentale per la salvezza del suo popolo; con questo parallelismo, don Corrado ha voluto far emergere quella che è stata la sua vicenda personale, raccontando che papa Francesco ha scelto lui come vescovo della diocesi di Palermo proprio perché uno degli “ultimi” papabili, un parroco, di grande preparazione, di un paesino della Sicilia orientale, nativo non di certo tra i più famosi comuni del mezzogiorno.

Tuttavia Dio vede il cuore, mentre l’uomo guarda al prestigio personale. Con i riti esplicativi delle lunga liturgia, don Corrado ha così voluto donare come suo rappresentante don Giovanni, e ha sottolineato che il parroco è il segno della cura e della devozione che il Vescovo ha nei confronti di una comunità. Tra i riti esplicativi, particolarmente intensi sono stati il giuramento e la promessa di fedeltà che don Giovanni inginocchiato ha fatto a don Corrado seduto nella sede davanti tutta la comunità, durante la quale perfino il vescovo si è commosso.

Altro grande gesto è stato quello nel quale il vescovo Lorefice ha fatto sedere don Giovanni nella sede principale del celebrante, segno visibile e tangibile con il quale il vescovo invia come suo rappresentate il sacerdote, il tutto accompagnato da uno scrosciante e fluido applauso dei fedeli festanti e gioiosi.

Il vescovo ha poi ricordato l’ultima volta che venne in parrocchia alle anime sante, per le esequie del compianto padre Gaetano Romeo, evidenziandone le virtù sacerdotali. Ha voluto mettere in evidenza come l’ultima volta venne per dare l’estremo saluto ad un sacerdote, e ora veniva per dare il benvenuto ad un altro sacerdote.

La communio sanctorum è da sempre al centro dell’esistenza ecclesiastica. A fine celebrazione ha infine parlato il nuovo parroco don Giovanni Basile. Ha ringraziato il vescovo per la fiducia e la stima che ha nutrito nei suoi confronti per affidargli il nuovo incarico, ha ringraziato don Massimiliano Purpura, per il servizio svolto in cinque anni di parrocato nella suddetta chiesa, per aver lasciato una buona comunità e una chiesa in eccellenti condizioni, ha ringraziato don Innocenzo Giammarresi che ha preparato la strada al nuovo parroco e lo ha affiancato in molti momenti.

Don Giovanni ha poi espresso la gioia di servire questa comunità, che da subito l’ha conquistato; ha espresso la volontà di unione, di comunione, di risanamento, di annullamento di ogni remora o frizione del passato, guardando adesso il futuro e non più il passato. Bisogna camminare, andare avanti, seguire Cristo, specie nel difficile periodo storico nel quale siamo immersi.

Don Giovanni, umile servo di Dio, amante della comunione, gentile e servizievole, ha conquistato i nostri cuori sin da subito! Vogliamo come comunità bagherese pregare per lui, affiancarlo, amarlo, stimarlo e apprezzarlo per le sue virtù e la morigeratezza. Rendiamo sempre grazie a Dio per il dono del sacerdozio e dei sacerdoti. Senza di loro non c’è l’Eucarestia, e come diceva padre Pio da Petralcina, il mondo senza sole forse può vivere per un giorno, ma il mondo un giorno senza Eucarestia non può vivere!!!!

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