Inasprite le condanne per il cerchio magico dell’Antimafia.  

La corte di Appello di Caltanissetta condanna ad 8 anni e 10 mesi, Silvana Saguto, ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Palermo.

 

Aggiunti 4 mesi in più rispetto al processo di primo grado e 1 mese in più per l’avvocato Seminara Cappellano. Così il presidente e della corte d’appello del capoluogo nisseno, Marco Sabella, conferma sostanzialmente l’impianto accusatorio della procura.

La vicenda notissima anche per l’interesse e gli spunti investigativi offerta dall’opera della libera informazione del giornalista Pino Maniaci, e della sua Tele Iato con la cassa di amplificazione del programma “le  iene”, registra oggi questo nuovo passo avanti.

Un caso del destino che la sentenza arrivi proprio il giorno dopo la commemorazione del tentennale della strage di via D’Amelio.

La ricostruzione degli investigatori aveva evidenziato negli anni un sistema non troppo diverso dal fenomeno mafioso che avrebbe dovuto combattere, fatto da clientele, favoritismi, corruzione e aggressioni sistematiche dei capitali delle aziende che finivano nel mirino dei sequestri per (presunte) collusioni mafiose.

La posizione dell’ex magistrato si è poi incrinata profondamente agli occhi della opinione pubblica, nel momento in cui sono state desecretate le intercettazioni, in cui si è potuto sentire nella viva voce dei diretti interessati l’assoluto disprezzo anche per la più piccola legalità, come nella vicenda dell’assicurazione del figlio a seguito di una banale incidente, dove per 400 euro di rimborso, la Saguto faceva pesare tutta la sua posizione, nella più becera dimostrazione di come non ci fosse alcune attitudine ad essere ligi alle regole.

Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza che sarà presto depositata e di conoscere le decisioni dei difensori in merito alla possibilità (scontata) di ricorso in cassazione.

 

 

 

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