PRESENTATO ECO BLU UN PROGETTO PER UN ECOSISTEMA DELL’INNOVAZIONE

E’ stato presentato ieri il progetto Eco Blu per la realizzazione di un’Ecosistema dell’innovazione sulla gestione integrata delle zone Costiere orientata alla crescita blu che è stato presentato per un finanziamento a valere sulle manifestazione di interesse raccolte dalla Agenzia nazionale di Coesione che di fatto inaugura la stagione del PNRR per le regioni del Meridione.
Il CoNISMa – Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare – è l’ente che, formalmente, ha presentato la manifestazione di interesse per la candidatura dell’idea progettuale da ammettere alla procedura negoziale finalizzata al finanziamento dell’intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione del sito per la creazione dell’ecosistema dell’innovazione, che è stato individuato nella ex colonia Cirincione e che è partner del Comune di Bagheria.
A presentare l’idea progettuale oltre al sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, l’ingegner Orazio Amenta che coordina il tavolo delle Infrastrutture di Bagheria Cantieri quale consulente comunale, il professor Antonio Mazzola presidente del CoNISMa ed il professore Agostino Tomasello docente di Botanica Ambientale ed Applicata e il dirigente della Programmazione Giancarlo Dimartino.
Il progetto, che avrà la mission di riqualificare l’immobile dell’ex colonia di Aspra, vede partner l’Università degli Studi di Palermo, il Comune di Bagheria, il G.A.C. Flag Golfo di Termini Imerese Soc. Coop. a.r.l. e il G.A.L. Metropoli Est s.r.l. L’importo totale dell’investimento sarà pari a 13.000.000 di euro.

L’idea è quella di trasformare la colonia di Aspra in un palazzo intelligente dove realizzare attività di ricerca scientifica, trasferimento tecnologico, living lab, alta formazione specialistica, formazione terziaria, nonché informazione e sensibilizzazione sulle tematiche ambientali sul mare e sulla zona costiera con un forte riferimento alla blue economy. Un primo passo per coinvolgere centri di ricerca, istituzioni, imprese, associazioni nella tutela, salvaguardia e valorizzazione di una zona costiera, che per problematicità e potenzialità ambientali può assurgere ad area pilota per il meridione d’Italia.

«La zona costiera seppur fiaccata da abusivismo edilizio, scarichi a mare e urbanizzazione selvaggia» – dice Amenta – «è ora un SIC un sito di interesse comunitario come Monte Catalfano, perché l’EU ha riconosciuto anche il mare SIC, e nello specifico la zona di capo Zafferano in quanto grazie all’alga Posidonia che vive su quei fondali e che termometro dello stato del nostro mare».
«Il progetto, a prescindere dal fatto che venga finanziato o meno» – continua l’ingegnere – «per il suo valore, per l’importanza per la ricerca (n.d.r.:non a caso CoNISMa è un consorzio di 35 Università), per gli le aziende di trasformazione del pescato e per la pesca artigianale, per il GAC (Gruppo di azione costiera) che raggruppa i 13 comuni della zona costiera, per il GAL che si occupa di agricoltura e turismo, ha un’importanza tale e per il quale si ricercheranno le possibili modalità di realizzazione anche con altre fondi comunitari. La cosa più importante è aprire una strada, stipuliamo un partenariato al fine di realizzarlo».

Ha ringraziato CoNISMa, l’Unipa, l’ufficio programmazione diretto dal dirigente Giancarlo Di Martino, con Lidia e Giusy Cuffaro e tutti i tecnici il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli per l’opportunità che stanno dando al Comune grazie a questo partenariato e alla programmazione. «Si parla tanto di PNRR e bisogna avere la capacità di trovarsi pronti, capacità di partecipare ai bandi, per questo intendo ringraziare l’ufficio programmazione e anche i neo assunti le nuove forse, ingegneri e geometri che sono venuti in supporto all’Ente».

Il punto di forza del progetto Eco blu sta anche nella riqualificazione di un bene presente nella frazione marinara di Aspra, abbandonato da anni, la colonia Cirincione appunto che fino agli anni 2000 era usato quale ente di formazione professionale. Costruito nel 1921, è oggi un in stato di abbandono, e riqualificarlo sarebbe un’azione importante per il borgo marinaro.
«Creare infatti un punto di studio di alta formazione, in collaborazione con Unipa e le altre università, collaborando con operatori turistici ed ittici rappresenterebbe un punto di riferimento per tutta la costa, passando da Bagheria a Porticello» – conclude il primo cittadino.

Sottolinea l’importanza della collaborazione con il Comune e l’integrazione delle diverse forze, il presidente di presidente Conisma Antonio Mazzola: «l’idea nasce dall’amministrazione locale, l’amministrazione ha pensato all’immobile, il Conisma è consorzio di università che si occupano di mare. Oltre all’università di Palermo, lavoreranno al progetto, Tor Vergata e l’università di Siena. «La mission» – spiega il docente – «non è solo la ricerca ma vi è anche la missione di rivolgersi al territorio per sviluppare attività. Nel caso specifico l’dea è quella di valorizzare un immobile per dei servizi che devono essere utili dapprima alla collettività che si rivolge al mare e lavora sul mare con la pesca artigianale m a anche il mondo della trasformazione del pescato non tralasciando aspetti ambientali fondamentali».

E’ in progetto anche la realizzazione di un acquario, attraverso tecnologie innovative, utilizzando i fondali ed in continuo rapporto con un sistema da remoto all’interno dell’immobile. Prevista anche l’acqua cultura ed un laboratorio lavorativo e dimostrativo al fine anche di iniziare un percorso di sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente marino, passando per la condivisione e approvazione collettiva. «Il centro» – conclude Mazzola – «avrà la funzione di essere punto di riferimento della borgata marinara per avere supporto e risposte sulle tematiche legate al mare».

Si è formato nelle acque locali, studiando i fondali marini delle coste dell’hinterland, il professor Agostino Tomasello, docente di Botanica Ambientale ed Applicata, ed ha ora l’ambizione di formare i nuovi biologi marini offrendo le stesse possibilità che ha avuto lui, offrendo uno studio dal vivo, per una realtà che soffre la carenza di poter accedere, con facilità ai fondali e all’ambiente da studiare. «Il progetto» – dice – «offrirebbe una soluzione ideale con un avamposto laboratoriale, diventando una sorta di polo quale laboratorio naturale con una grande valenza educativa e formativa mediante le esplorazioni in campo, le ricerche sul luogo».

Marina Mancini
ufficio stampa

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