Servizi integrativi, aggiuntivi e migliorativi per alunni con disabilità

Un’altra estate sta ormai volgendo al termine. Le giornate si accorciano, il clima si fa più mite, i ritmi dei lavoratori più serrati e, come sempre, si avvicina anche il primo squillo di campanella che segnerà l’inizio del nuovo anno scolastico. È con un tempismo impeccabile, dunque, che il Comune di Bagheria, qualche giorno fa, ha dato risposta a uno dei più tormentati dubbi di genitori e studenti, chiarendo le sorti dei servizi di assistenza agli alunni con disabilità nelle scuole. Il titolo che, con una magniloquenza che ricopre di lode l’amministrazione, giunge dal Comune a diradare le incertezze è il seguente: “Bagheria primo Comune in cui partono i servizi integrativi, aggiuntivi e migliorativi rivolti agli alunni con disabilità. Unico Comune al momento.”

L’annuncio a primo acchito sembra anche richiamare la vicenda – riportata dal Settimanale – che ha stravolto la tradizionale gestione di questo genere di servizi. Mesi fa, l’amministrazione bagherese non rinnova l’assistenza igienico personale per i disabili nelle scuole, aderendo a un parere del CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa, ndr) che attribuisce la relativa competenza allo Stato e, quindi, alle stesse scuole tramite il personale ATA. Ma, per quanto possa sembrare che ci sia un unico filo conduttore, fino a che punto i nuovi “servizi integrativi” annunciati di recente dall’amministrazione si legano alla famigerata assistenza igienico-personale?

In realtà poco. Effettivamente, lo stesso comunicato dell’amministrazione chiarisce un punto che, forse, viene po’ oscurato dalla grandiosità del titolo, vale a dire che “i servizi integrativi non sostituiscono l’assistenza igienico-personale che viene erogata dalla scuola.” Un particolare, seppur importante, che non emerge abbastanza all’ombra della prestigiosa introduzione con cui il Comune ha dato la notizia. Proprio sulla base di una presunta tendenziosità della comunicazione, si accende la conseguente polemica.

Obiezioni che non hanno nulla a che vedere con i servizi integrativi in sé, accolti anzi con sollievo come tutti i sacrosanti sostegni per i nostri alunni con disabilità. Le criticità, piuttosto, riguarderebbero il piano strettamente politico. Alcuni dubbi sulla limpidezza dell’operazione, infatti, sono stati sollevati dal consigliere di opposizione Anna Zizzo, che qualche giorno fa ha contestato sui suoi
canali social la veridicità della notizia. “Bagheria non è affatto il primo Comune a far partire i servizi integrativi per i disabili” sostiene Zizzo. “Ci sono molti altri comuni siciliani, per esempio Piazza Armerina e Licata, dove sono già stati attivati.” Prosegue il consigliere Zizzo: “A luglio, la Regione ha emanato una delibera di giunta dove si legge che, fermo restando il parere del CGA che sottrae l’assistenza igienico-personale alla competenza del Comune, quest’ultimo è comunque tenuto a garantire i servizi integrativi,
aggiunti e migliorativi.”

Un particolare senz’altro importante poiché, se è davvero una delibera regionale a prevedere che il Comune eroghi il servizio
integrativo – e dunque si tratta di un provvedimento dovuto e non discrezionale – , è chiaro che ingigantire il merito politico dell’amministrazione potrebbe risultare illogico. Tanto più se si considera che “partono i servizi” è un’affermazione che va analizzata.
Piuttosto, l’amministrazione ha dichiarato di aver incontrato “i dirigenti scolastici per definire l’avvio dei progetti integrativi, aggiuntivi e migliorativi rivolti agli alunni con disabilità. Le scuole una volta ricevute le somme faranno le gare per affidare il servizio.” In altre parole, sembra che l’iter per l’attivazione dei servizi sia ancora in una fase iniziale e che, per giunta, i successivi adempimenti gravino sull’istituto scolastico e non sull’amministrazione.

Un ulteriore aspetto che preoccupa il consigliere Zizzo: “sarà compito delle scuole avviare i progetti integrativi. Per questo, il mio timore è che il Comune, al momento impegnato ad intestarsi il merito, scaricherà la responsabilità sulla scuola in caso di
ritardi o inefficienze.” Un acuto pessimismo, dunque, infiamma l’animo del consigliere d’opposizione. Idee poco propense alla fiducia, forse, anche per via del fatto che la vecchia storia dell’assistenza igienico personale non è ancora stata chiarita del tutto. Conclude a tal proposito Zizzo: “attendo ancora una risposta alla mia interrogazione con cui chiedevo che fine avessero fatto le somme
distratte dall’assistenza igienico personale. Se il servizio non è più di competenza del Comune, né ha nulla a che vedere con i servizi integrativi, venga almeno chiarita la nuova destinazione di quei fondi.”

Un nodo, quest’ultimo, che speriamo venga sciolto al più presto. Nel frattempo, ciò che conta è augurarci di vero cuore che i nostri alunni con disabilità possano fare affidamento su servizi di assistenza completi, efficienti e costanti, senza che in futuro vengano confuse le responsabilità e gli oneri di chi ha il dovere di garantirli. Certo, l’idea – introdotta da alcuni esponenti politici – di una
comunicazione incline all’enfasi per accrescere consensi e prestigio, anche quando si parla di servizi fondamentali per la comunità, offre uno scenario forse sconfortante, ma che rientra pur sempre tra gli inevitabili ingredienti del confronto politico.

D’altronde, il bello della democrazia è anche questo.

Gioacchino D’Amico



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