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Salviamo la tradizione della pesca con le “Lancitedde” – Presentata una interrogazione al parlamento della regione siciliana

“Ora non è tempo per pensare a ciò che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che c’è.” così Ernest Hemingway scriveva in uno dei più bei romanzi che raccontano del rispetto e della continua lotta tra uomo e mare. Mentre il governo nazionale e quello regionale stanno cercando di autorizzare i petrolieri a Trivellare i nostri mari incontrollatamente dando così il colpo di grazia alla bellezza delle nostre coste mettendo in ginocchio i settori della pesca e del turismo, settori già in forte crisi, noi cerchiamo, con quello che c’è, per citare nuovamente Hemingway di salvaguardare quelle tradizioni e quegli oggetti che, grazie al sudore, al rispetto ed alla dedizione al lavoro i nostri avi hanno saputo tramandare di padre in figlio dandole così un’anima, una vita propria.
Tra queste tradizioni non possiamo non evidenziare la pesca con le “lancitedde” a prua latina, pratica che ancora viene portata avanti da qualche famiglia legata alle tradizioni, che da sempre hanno caratterizzato la borgata marinara di Aspra.
Ho presentato un’interrogazione al parlamento della regione siciliana, affinchè le Lancitedde possano essere dichiarate beni di interesse storico culturale, queste piccole imbarcazioni marinare tipiche del paesaggio costiero della borgata che impreziosiscono il litorale costiero,sono costruite con poppe quadre e con prore molto acute e slanciate e rappresentano un elemento tipico della tradizione marinara. Oggi, vengono realizzate ancora in legno dai pochi mastri d’ascia rimasti, che di padre in figlio si sono tramandati quest’arte antica e peculiare.
Bisogna rilanciare le attività come il turismo e la pesca, attività che non vanno a ledere la bellezza dei nostri mari ma anzi impreziosiscono i luoghi e la gente e non possiamo lasciare che vengano deturpate le nostre coste con le trivelle a favore delle multinazionali del petrolio.

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