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Equinozio di primavera fra scienza e mito ma non solo sulla terra

La primavera sta arrivando?”
“Com’è fatta?”
“E’ il sole che brilla sulla pioggia, ed è la pioggia che scende sotto il sole”

(Frances Hodgson)

Potremmo riassumere così l’inizio della primavera, quando il clima è ancora incerto, ma le giornate si preannunciano più lunghe e piacevoli, quando tra un raggio di sole e una nuvola passeggera, l’inverno cede il passo a una nuova stagione. Oggi 20 marzo, dunque, alle ore 21.58 circa (in Italia saranno le 22.58), avviene nel nostro emisfero l’equinozio di primavera che sancisce l’ingresso della primavera astronomica, mentre nell’emisfero australe ha inizio l’autunno astronomico. La parola equinozio ha origini latine: aequs (uguale), nox (notte) ovvero che la durata della notte o delle ore di buio, è pari alla durata del giorno o della luce. Come sappiamo, l’alternarsi delle stagioni è determinato dal moto terrestre intorno al sole, dunque durante gli equinozi i raggi del sole cadono perpendicolari all’asse di rotazione terrestre, determinando l’altezza del sole a mezzogiorno all’equatore a 90° di latitudine.

Solo negli equinozi il circolo d’illuminazione passa per i poli e sempre e solo negli equinozi il sole sorge esattamente ad est e tramonta esattamente ad ovest. Ma la data degli equinozi, così come la data dei solstizi, non è sempre la stessa, questo per via della differente durata del calendario stabilito dall’uomo e la reale durata dell’anno solare. Infatti la terra, per compiere il suo moto di rivoluzione completo attorno al sole, impiega qualche giorno in più rispetto ai 365 in cui è stato stabilito per convenzione l’anno.
La parola equinozio ha origini latine: aequs (uguale), nox (notte) ovvero che la durata della notte o delle ore di buio, è pari alla durata del giorno o della luce. Come sappiamo, l’alternarsi delle stagioni è determinato dal moto terrestre intorno al sole, dunque durante gli equinozi i raggi del sole cadono perpendicolari all’asse di rotazione terrestre, determinando l’altezza del sole a mezzogiorno all’equatore a 90° di latitudine.

Solo negli equinozi il circolo d’illuminazione passa per i poli e sempre e solo negli equinozi il sole sorge esattamente ad est e tramonta esattamente ad ovest. Ma la data degli equinozi, così come la data dei solstizi, non è sempre la stessa, questo per via della differente durata del calendario stabilito dall’uomo e la reale durata dell’anno solare. Infatti la terra, per compiere il suo moto di rivoluzione completo attorno al sole, impiega qualche giorno in più rispetto ai 365 in cui è stato stabilito per convenzione l’anno.

Quindi, per compensare tale discrepanza, ogni 4 anni si ricorre al calendario bisestile e, per rimetterci in pari, si aggiunge un giorno al mese di febbraio. Quindi se fino a qualche anno fa tutti sapevamo che il 21 marzo fosse la data d’inizio della primavera, quest’anno, cosi come l’anno scorso, la data è fissata per l’appunto il 20 marzo; e si
che fra alcuni anni, nel 2044, la data sarà addirittura quella del 19 marzo. La data dell’equinozio incide sulla determinazione della data per la Pasqua, attraverso un calcolo che utilizza anche la data del giorno di Luna piena. La Chiesa, per convenzione, ha stabilito durante il Concilio di Nicea nel 325, che la Pasqua fosse celebrata la prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Quindi quest’anno, anche se l’equinozio è giorno 20 e la luna piena cadrà il 21, si calcolerà come prima Luna piena utile quella del 19 aprile.

La Chiesa, per convenzione, ha stabilito durante il Concilio di Nicea nel 325, che la Pasqua fosse celebrata la prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Quindi quest’anno, anche se l’equinozio è giorno 20 e la luna piena cadrà il 21, si calcolerà come prima Luna piena utile quella del 19 aprile.
Attorno all’equinozio di primavera ruotano anche aspetti culturali e tradizionali, oltre a quelli prettamente scientifici; sin dall’antichità infatti, la festa di primavera è ritenuta festa dell’abbondanza, della luce, dopo le tenebre dell’inverno . In tutto il mondo poi abbiamo diversi esempi di monumenti celebri che, durante il giorno di equinozio, vengono illuminati in maniera particolare .

E’ il caso ad esempio della Grande Sfinge di Giza in Egitto, oppure del misterioso quanto affascinante sito di Stonehenge, in Inghilterra, da sempre oggetto di studio da parte degli esperti del settore, che lo considerano addirittura uno strumento di osservazione astronomica. Infatti le grandi pietre di cui è composto il celebre sito neolitico, sono allineate in ordine tale da corrispondere ai punti esatti in cui il sole sorge nelle giornate di equinozio e di solstizio.

Finora vi abbiamo parlato dell’alternanza delle stagioni e, nello specifico, dell’equinozio di primavera sul nostro pianeta Terra. Ma sapevate che anche su altri pianeti del nostro sistema solare vi è l’alternanza delle stagioni e quindi si verificano anche gli equinozi? Marte ad esempio, pur essendo più piccolo della Terra ha delle caratteristiche comuni con essa. Infatti il periodo di rotazione che lo caratterizza è simile a quello del nostro pianeta e l’inclinazione del suo asse fa sì che avvenga l’alternarsi delle stagioni. Solo che le stagioni marziane sono un po’ più fredde e lunghe delle nostre. Occorre però specificare alcune differenze sostanziali, perchè in generale su Marte nessuna delle quattro stagioni ha la stessa durata nei due emisferi. Nell’emisfero meridionale, ad esempio, la primavera e l’estate sono corte e calde, mentre l’autunno e l’inverno risultano essere molto lunghi e freddi. Di contro nell’emisfero settentrionale le temperature sono in generale molto più rigide. Bisogna considerare poi che l’inverno dura ben 154 giorni e in questi lunghi inverni, a causa della lontananza dal Sole, avvengono delle abbondanti nevicate di ghiaccio secco.

Infatti il periodo di rotazione che lo caratterizza è simile a quello del nostro pianeta e l’inclinazione del suo asse fa sì che avvenga l’alternarsi delle stagioni. Solo che le stagioni marziane sono un po’ più fredde e lunghe delle nostre. Occorre però specificare alcune differenze sostanziali, perchè in generale su Marte nessuna delle quattro stagioni ha la stessa durata nei due emisferi. Nell’emisfero meridionale, ad esempio, la primavera e l’estate sono corte e calde, mentre l’autunno e l’inverno risultano essere molto lunghi e freddi. Di contro nell’emisfero settentrionale le temperature sono in generale molto più rigide. Bisogna considerare poi che l’inverno dura ben 154 giorni e in questi lunghi inverni, a causa della lontananza dal Sole, avvengono delle abbondanti nevicate di ghiaccio secco.

Saturno invece, sebbene “corra” più velocemente, impiega circa 30 anni per compiere un giro completo intorno al sole. Gli equinozi su Saturno si verificano, pensate, ogni15 anni terrestri, ma sono proprio questi lunghi equinozi che permettono di poter osservare la struttura tridimensionale di cui Saturno è caratterizzato, perché durante questi periodi il sole illumina i suoi anelli in maniera particolare. Per chiudere questa parentesi sugli “equinozi alieni” andiamo a citare anche Urano, il pianeta in cui l’inverno ha una durata più lunga rispetto a tutti gli altri. Infatti il suo asse di rotazione giace sul piano dell’orbita, avendo un’inclinazione di 90°. E’ proprio per questa sua caratteristica che Urano alterna i poli verso il sole in un periodo così lungo (40 anni) e la durata dell’inverno è di circa 42 anni! Insomma a conti fatti possiamo ritenerci di gran lunga i più fortunati!
Dopo questa piccola escursione su altri pianeti, torniamo adesso sulla Terra e nel farlo vi ricordiamo due prossimi eventi da segnare in agenda, ovvero: la Luna piena del 21 marzo e il cambio di orario che avverrà nella notte tra sabato 30 marzo e domenica 31 marzo, quando le lancette andranno spostate in avanti di 60 minuti. Avremo un’ora di luce in più e le giornate saranno più lunghe. Non ci resta che augurarvi un buon inizio di primavera!

Infatti il suo asse di rotazione giace sul piano dell’orbita, avendo un’inclinazione di 90°. E’ proprio per questa sua caratteristica che Urano alterna i poli verso il sole in un periodo così lungo (40 anni) e la durata dell’inverno è di circa 42 anni! Insomma a conti fatti possiamo ritenerci di gran lunga i più fortunati!
Dopo questa piccola escursione su altri pianeti, torniamo adesso sulla Terra e nel farlo vi ricordiamo due prossimi eventi da segnare in agenda, ovvero: la Luna piena del 21 marzo e il cambio di orario che avverrà nella notte tra sabato 30 marzo e domenica 31 marzo, quando le lancette andranno spostate in avanti di 60 minuti. Avremo un’ora di luce in più e le giornate saranno più lunghe. Non ci resta che augurarvi un buon inizio di primavera

A cura di Teresa Molinaro del Centro Meteorologico Siciliano

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