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A Carlo Puleo il premio Mignosi alla carriera

“Premio Pietro Mignosi 2018 alla Carriera” all’Artista, Poeta e scrittore Carlo Puleo “per il lungo e luminoso iter artistico e lo stupore poetico nel creare tante opere d’arte”. Questa la concisa ed efficace motivazione incisa nella targa ricordo consegnata al nostro illustre concittadino.
A parte pubblichiamo una recensione di Tommaso Romano, fraterno sodale di Puleo, che ha sempre seguito con viva partecipazione ogni momento della sua multiforme attività artistica.
La recensione è stata stampata in una locandina che accoglie anche immagini di Puleo con alcuni personaggi eminenti del passato.
La cerimonia di premiazione dell’XI edizione del Mignosi, organizzato dall’associazione socio-culturale “Ottagono letterario” presieduta da Giovanni Matta, ha avuto luogo giovedì 13 dicembre nel Salone “Terrasi” della Camera di Commercio di Palermo.
Oltre a Carlo Puleo sono stati premiati: Marcello Veneziani, Franca Alaimo, Marco Malvaldi, Simonetta Trovato, Emanuele Drago, Carlo Guidotti, Luciano Schimmenti e numerosi altri importanti esponenti della cultura siciliana e nazionale.
I premi alla Carriera, all’Editoria e al Giornalismo sono stati assegnati dal Consiglio direttivo composto da Giovanni Matta (presidente) Silvio Giudice Crisafi (segretario) e poi Ida Rampolla del Tindaro (Vicepresidente), Giuseppe Bagnasco, Antonino Causi, Francesca Luzzio, Giuseppe Pappalardo.
La Giuria che ha attribuito il Premio Mignosi Sezione Poesia a Franca Alaimo era composta da Aldo Gerbino (presidente) Giuseppe Bagnasco (segretario) e poi Biagio Balistreri, Anna Maria Bonfiglio, Stefano Lo Cicero, Giuseppe Pappalardo e Nicola Romano. La Giuria che ha attribuito il Premio Mignosi Sezione Saggistica a Marcello Veneziani era così composta: Tommaso Romano (presidente) Silvio Giudice Crisafi (segratario) e poi Rosalba Anzalone, Antonino Causi, Antonio Martorana, Ida Rampolla Del Tindaro, Ferdinando Russo (on.le) Marcello Scurria.
La manifestazione è stata presentata con garbo e brio dall’attrice Marisa Palermo.

Giuseppe Fumia

 

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CARLO PULEO VISTO DA TOMMASO ROMANO
Accostarsi con l’apertura intellettuale e con la ricerca del senso e della profondità alla pittura di Carlo Puleo è sapere cogliere l’ancestrale mediterraneità in questo Artista che si esprime su svariate forme artistiche e creative, compresa la scrittura.
Segno e percezione visiva, tavolozza robusta, ricca di varianti cromatiche, scelta di luoghi emblematici come ri-creazioni di un mondo che gli appartiene intimamente e che nello spazio-tempo di una città simbolo come Bagheria, trova motivi per non arrestarsi di fronte alla dissoluzione etica, al crollo spirituale e materiale, allo spaesamento anche esistenziale del nostro tempo.
Guardare e pensare, osservare e rileggere con gli occhi della profondità ciò che è superficie anche se nobile e antica. Puleo non considera – e fa bene – le anguste scorciatoie della filologia e le sirene di un passato sepolto; egli scruta come da una feritoia, la realtà e ne costruisce una metafisica, lirica, e pittorica insieme, consegnandoci un affresco. di sensazioni e di storia, da non dimenticare.

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