Tra Carto-Aliotta e Silvana Lanza, tra murales ed esposizione di quadri

Nuovamente ospite della location “Carto-Aliotta”, per il Settimanale di Bagheria, Silvana Lanza: pittrice autodidatta bagherese. Subito accolti in loco, veniamo rapiti dai colori e dalle tele prodotte dalla nostra artista. Non tardano così ad arrivare le domande:

I soggetti ricorrenti delle sue opere ritraggono la sua terra, i paesaggi, la natura. Che rapporto ha col suo territorio?
Io sono cresciuta fuori, da ragazza sono tornata qui e ho ricordi di quando ero bambina. Qui era ancora tutta campagna ed io facevo immense passeggiate in mezzo agli alberi di ulivo, di limone. Sono sempre stata attratta dalla terra, dal territorio. Mi piace fotografare, scegliere dei soggetti e poi riprodurli. Tendo sempre a lavorare sui colori forti, la luce, mi piacciono.

Mi parli un po’ delle sue opere. Quanto tempo resteranno in esposizione? Che progetti ha per il futuro?
Penso che queste opere in questione resteranno qua ancora qualche settimana. Avevo in programma di fare due mostre questa estate ma il Covid mi ha creato parecchio spavento e quindi ho allentato i progetti. Ad oggi mi sento più tranquilla e quindi penso nel breve di riattivarmi per porre in essere i miei progetti.

-La crisi pandemica ha rallentato solo la sua condizione morale o anche al livello di esposizione delle opere?
Si, non si poteva più esporre. Ho avuto la possibilità di partecipare a due mostre: in Puglia e a Roma, ma si trattava di riproduzione
delle opere, nulla che avesse a che fare col contatto umano, dunque, è stato qualcosa a metà: cosa ti da vedere un video? credo
che mi mobiliterò quando le esposizioni potranno essere effettuate e visionate di persona.

-La cartoleria “Carto-Aliotta” le sta facendo da dimora per i suoi quadri. Come nasce la sua passione per la pittura?
Fin da piccola ho avuto l’esigenza di disegnare. All’età di 14 anni, raccogliendo le paghette, ho acquistato il mio primo cavalletto e
così ho cominciato, contrariamente alla volontà di mio padre. Mio padre aveva un deposito di ceramica e quando avevo del tempo libero, tra un lavoro e l’altro, sistemavo il mio cavalletto nel retrobottega e lì dipingevo. E’ qualcosa di innato, alle volte mi scordo perfino di mangiare – ci confida sorridendo la nostra artista: ho dovuto posizionare un orologio per rendermi effettivamente conto del tempo che non riesco a scandire quando dipingo; per me è essenziale, come respirare.

-Come mai ha deciso di esporre i suo quadri qua da “Carto- Aliotta”?
Ci siamo conosciuti qualche anno fa in quanto ogni tanto vengo ad acquistare materiale, abbiamo cominciato a parlare del mondo dell’arte e lì, dopo avermi chiesto di visionare qualche mio lavoro, è rimasto piacevolmente colpito e abbiamo pensato di esporre qualche mia opera.

Poco dopo giunge anche Katia Lo Piparo pittrice autodidatta anche lei con diversi quadri in esposizione

Ad arricchire piacevolmente la conversazione è il proprietario dell’attività: Francesco Aliotta che insieme a sua moglie Ina li ricordiamo
per aver commissionato la produzione di un murale in dedica a Renato Guttuso.

-Affidata dall’amministrazione comunale un’area a verde in via Vallone De Spuches, nell’ambito del progetto di riqualificazione urbana della città, è stato realizzato un omaggio a Renato Guttuso. Come nasce l’idea di realizzazione di questo murale? ditemi qualcosa in più.

Ci siamo spesso occupati di diverse iniziative, esposizioni di quadri, presentazioni di libri, esposizione di prodotti siciliani. Questa
volta abbiamo voluto dedicarci ad una persona, simbolo del nostro paese e di una villa comunale contenente circa 400 quadri di
Renato Guttuso e la sua tomba. Abbiamo pensato di dare omaggio al maestro. Lo spazio destinato alla realizzazione dell’opera è un’area verde in via Vallone De Spuches, nell’ambito di un progetto di riqualificazione urbana della città. In termini pratici abbiamo
realizzato un arredamento di piante: oleandri, margherite e così via e al centro di esse uno “stelo” alto 2,5mt in tufo siciliano, con un bassorilievo in bronzo che raffigura il maestro. Di fronte ad esso il murale: realizzato da “I Pittamuri” di Termini Imerese, che hanno ripreso colori e immagini cari a Guttuso e presenti nelle sue opere. A terminare l’opera una frase celebre del nostro artista: “Non credo esista al mondo un posto come la Sicilia, almeno per me. Sono un siciliano viziato”.

-Ha detto che diverse volte vi siete spesi per il sociale, avete in mente qualche altro progetto?
Al momento no, quest’opera è stata parecchio impegnativa, tra scultori, rilievi, impegno generalizzato. Siamo troppo impegnati.

-Indubbiamente questo murale contribuisce all’accrescimento culturale-artistico del paese, se lei potesse dare un consiglio ad altri per poter dare un contributo in tal senso, cosa consiglierebbe?
Suggerirei di omaggiare altre persone. Persone importanti di Bagheria. Bagheria ha tanto, si pensi ad Ignazio Buttutta, Giardina,
ecc.. I murales danno un senso di ricordo che si protrae nel tempo. “

Mariangela Facendola

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