“Sempre più bagheresi vittime del Covid”. Il “pungolo” pensiero di Pino Grasso

Prendo spunto da una conversazione avuta con una concittadina, infermiera che lavora nel reparto Covid dell’ospedale Civico di Palermo, con chi cioè, si trova tutti i giorni, a diretto contatto con il dolore, per riflettere su tutte le morti di cittadini bagheresi che ci hanno lasciato in questo periodo di Pandemia.

Persone con cui qualche giorno prima abbiamo scambiato due parole in piazza o al bar che non festeggeranno il Natale con i propri cari come la Figlia della Carità suor Rosa Provenzano, l’assistente immobiliare Mimmo La Corte, l’ex presidente del Consiglio circoscrizionale di Aspra, Pino Coffaro, il fratello di Atanasio Matera, Totuccio, il grande sportivo e lavoratore Francesco Basilide, l’ex assessore e consigliere comunale, Nino Tomasello, il sottufficiale della Guardia di Finanza Salvatore Pisconti, l’ex docente dell’Itc “Luigi Sturzo”, don Girolamo Casella che era stato ordinato appena due mesi prima della morte e ultimo in ordine di tempo, stamani, Onofrio Testa titolare di Zooagricola.

Questi sono soltanto alcuni per citare i più noti, ma ce ne sono decine di bagheresi che ci hanno lasciato forse anche a causa dell’imperizia di ciascuno di noi, come dirò in seguito. Penso anche a tutte quelle persone ricoverate in questo momento che stanno lottando tra la vita e la morte in una camera intensiva d’ospedale.

Ritengo che ci dobbiamo sentire corresponsabili di questi nostri cari concittadini che non ci sono più ed allora ci dobbiamo impegnare a dare il massimo tutti.

Come suggerito dalla mia amica infermiera si potrebbe lanciare una campagna di screening periodico, ogni 10 giorni, per coloro che lavorano nei Bar, supermercati, locali, panifici e negozi che accolgono tante persone al loro interno e un “Drive-In” di massa ogni fine settimana.

Ma sarebbe anche opportuno che si chiudesse tutto, anche ogni 20-30 giorni con 10 giorni di pausa, in fondo non sarebbe un dramma rimanere a casa per un periodo ragionevole.
Gesù stesso è stato 40 giorni nel deserto e non ci risulta che sia morto per ciò, idem Biagio Conte e tanti altri che offrono il loro sacrificio per ottenere una grazia celeste.

Ma inoltre, non sarebbe il caso che l’amministrazione comunale agisca a livello logistico per evitare questo massacro? Accentuando i controlli ed elevando multe a carico dei disobbedienti?

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