Dalla poliedrica mente del bagherese Antonino Russo, una publicazione dalla visione avanguardista.

Inicamente  geometrico “ è il titolo dell’ultimo libro del professore diventato da molti anni, oriundo  campano. La penna lascia il posto alle matite e ci regala imagini e visioni, poesie visive e nuovi tratti.

La cultura è caleidoscopica immagine della società che la produce, e nessun richiamo visivo può meglio spiegare la produzione di inie del nostro professore Antonino Russo, di cui ci pregiamo di essere lettori, e divulgatori con gli splendidi racconti di memorie, aneddoti e incontri culturali. Come ci ricorda l’autore della prefazione Umberto Balistreri, direttore dell’ ISSPE, l’Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici, di cui fu anche direttore il mai troppo compianto professore Pippo Tricoli, “Russo ha vissuto, anche assieme ad altri siciliani, la temperie culturale degli anni Sessanta, culminata con il famoso”Sessantotto” con Achille Bonito Oliva, Laura Aga-Rossi, Gabriel-Aldo Bertozzi (fondatore del movimento INI, n.d.r.)

”Dell’impegno culturale e letterario di Antonino Russo si sono , tra l’altro, occupati Marco Liguori, Luigi Fontanella dell’Università di Napoli, Matteo D’Ambrosio della stessa Università e Mario Verdone.
L’evoluzione dal Futurismo al movimento INI (Internazionale Novatrice Infinitesimale) a cui Russo aderisce in toto, è passaggio cruciale nella sua evoluzione artistica.  Mentre la cultura d’avanguardia viene tacciata di essere anacronistica da più parti, oggi la riconosciamo in decine di manifestazioni artistiche che si fregiano di essere più avanti di altre con alterne vicende e fortune e in campi diversi dell’arte. Chi si presenta come innovatore, perde però spesso il contatto con la società e la funzione sociale che intende appunto “innovare” e si ritrova invischiato in un eterno circolo ancora più conformista del conformismo che vuole combattere. 
I contenuti innovativi, lo sguardo al futuro e a nuove forme comunicative e espressive non vanno spiegate. Bene si mostrano nell’opera di Antonino Russo che da buon Futurista, propone in immagini dal sapore tradizionale, un distopico domani, fatto da vetrini colorati agitati da mani sapienti a formare, in un gioco ottico di specchi chiusi in un tubo, splendide visioni pareideoliche da cui non riusciamo a staccare gli occhi.

Per la copertina del libro è stata scelta un opera giovanile di Laura Russo, talentosa figlia dell’autore, che pur inconsciamente, si sarebbe potuta inserire in quel contesto artistico.

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