Riapre il “Museo del Giocattolo” ma non viene nessuno. Pietro Piraino: “la struttura è precaria, manca manutenzione e promozione turistica”

“Il Museo del Giocattolo è aperto ma non viene nessuno”. Con questa frase lapidaria veniamo accolti dal prof. Pietro Piraino,
direttore del museo, riaperto dopo una lunga pausa dovuta al covid 19. “Vede – riferisce come fiume in piena dopo averci accolto con cordialità – quello che io mi permetto di contestare è sostanzialmente che in città nessuno si occupa, o mai si è
occupato, di turismo da tempo immemorabile.

Per fare un esempio, chiedo da anni la possibilità di poter usufruire di un servizio trasporti con un piccolo bus, anche di seconda mano, per consentire ai gruppi organizzati di poter essere accompagnati dalla stazione al museo e viceversa.
Ogni quarto d’ora c’è un treno che viene da Palermo ed i gruppi che incontro mentre girano per la città hanno sempre da ridire per la mancanza di un servizio bus per la visita alle ville storiche.

Tempo fa una famiglia di cinesi è venuta a piedi dalla stazione fino alla “Certosa” e, dopo aver visitato il museo, ho percepito
dagli sguardi che, uscendo per tornare alla stazione, non se la sentivano di rifare tutta quella strada. In quella occasione mi sono offerto di accompagnarli con la mia auto e, una volta giunti alla Puntaguglia, non potevano finire di ringraziarmi.

Da anni protesto per la mancanza di qualsiasi forma di segnaletica turistica e l’unica volta, nella storia, che durante l’estate di alcuni anni fa si organizzò un servizio navetta per poter girare Bagheria ed Aspra, il Museo del Giocattolo fu completamente tagliato fuori dal percorso. La fermata più vicina era a piazza Matrice. Per quanto riguarda la precarietà della struttura del museo, che da anni denuncio, ho solo l’imbarazzo della scelta sull’elenco delle problematiche strutturali che, come direttore di un museo di questa portata, avrei il diritto di vedere rimosse prontamente o, al massimo, entro pochissimi giorni.

Invece, per fare solo qualche esempio, l’ultimo intervento urgente operato l’altro giorno ha riguardato per l’ennesima volta l’impianto idrico, e proprio ieri (mercoledì, ndr) ho dovuto fare intervenire, naturalmente a mie spese, un idraulico per controllare le tubazioni d’acqua.

Abbiamo scoperto che l’autoclave era, per l’ennesima volta, scoppiata ed eravamo di fatto rimasti senza acqua con il problema soprattutto dei servizi igienici non funzionanti. Per fortuna, diciamo così, in questo periodo non si vede nessun visitatore. Ho speso 400 euro, naturalmente di tasca mia visto che dal comune nemmeno mi rispondono, né al telefono e nemmeno quando trasmetto lettere ufficiali. Figuriamoci se lo fanno per un semplice blocco dell’autoclave.

Continuando: l’impianto antincendio è mal funzionante, compreso il rilevatore di fumi, le infiltrazioni piovane nei locali interrati le segnalo da anni, l’impianto antifurto è perennemente guasto, l’area esterna destinata a giardino abbandonata alle erbacce, gli affreschi interni del Velasco mostrano evidenti tracce di umidità, l’intonaco esterno è caratterizzato da ampie chiazze distaccate, il soffitto della sala espositiva presenta “percolazioni delle acqua meteoriche. Tutti questi danni sono stati nel tempo accertati a più riprese e nel corso degli anni dal C.T.U.”

Queste problematiche, che vengono segnalate a ripetizione e non soltanto alle autorità locali, possono nel tempo arrecare danno grave ai beni coinvolti e potrebbero irrimediabilmente pregiudicare l’integrità della preziosa collezione del “Museo del
Giocattolo e delle Cere” di Bagheria, struttura di cui si parla un gran bene ma che di fatto è, da anni, abbandonata a se stessa.

Michele Manna

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