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I miei anni alla scuola media “Carducci” nei lontani anni quaranta

Tra il 1947 e il 1950 ho frequentato la scuola media “Carducci” di Bagheria. La scuola aveva sede in uno stabile attiguo a palazzo Ugdulena. Vi
erano poche classi, ma numerose.

La Preside Bambino si mostrava severa, ma non lo era. Il professore di
religione era padre Cipolla, il parroco della chiesa di Aspra. Quando facevamo baldoria sferrava violenti pugni sulla cattedra. Un giorno a un nostro compagno è venuta un’idea: ha sistemato il tavolo che fungeva da cattedra con due piedi in bilico sulla pedana.

Appena è entrato padre Cipolla abbiamo cominciato a fare baldoria. Quello ha dato un pugno tremendo sul tavolo, facendolo precipitare fuori dalla pedana. Non avendo avuto alcun esito l’indagine conoscitiva, la preside ha sospeso tutta la classe.

Il professore di disegno era esigente. Tutti dovevano essere forniti del necessario. Purtroppo con le righe facevamo le lotte, usandole come spade e i bordi erano tutti sfrangiati. Risultato: le linee che tracciavamo non si potevano chiamare rette.

Un giorno il professore mi ha dato la riga in testa, facendola rompere (la riga). Alla nota sul quaderno mio padre ha risposto che non poteva comprare una riga nuova. Siccome il tono è stato perentorio, il professore ha detto che la riga spezzata andava bene lo stesso.

La professoressa di lettere era molto osservante della morale. Alcuni ragazzi erano soliti trafficare con le mani sotto il banco. Lei di tanto in tanto era costretta a urlare:- Le mani sul banco! Sempre la
professoressa d’italiano, disperata per i nostri errori, sia allo scritto che all’orale, un giorno ci ha detto:- Da oggi in poi a casa esercitatevi a parlare in italiano. Io lo stesso giorno ho provato a farlo, ma i miei genitori me ne hanno fatto passare la voglia perché mi prendevano in giro.

Avevamo spesso chiesto ai professori di fare una gita a Solunto. Alla risposta negativa ne abbiamo organizzata una noi.

Un sabato ci siamo messi d’accordo con tre compagni che venivano da
Santa Flavia e alla uscita ci siamo accodati a loro. Tutto il percorso è stato fatto a piedi. Siamo tornati a casa stanchi ma soddisfatti. L’unica passeggiata che siamo riusciti ad ottenere è stata quella a palazzo Valguarnera e alla montagnola.

É risultata interessante: nessuno aveva mai varcato il cancello
della proprietà Valguarnera.

Articolo di Antonino Russo

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