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Incontro sulla scuola
Inserito il 24 ottobre 2008 alle 18:50:00 da Redazione. IT - Attualità

La bufera Gelmini si abbatte sulla scuola di Maria Luisa Florio

Al palazzo municipale di Bagheria un incontro sul decreto che taglierà migliaia di posti di lavoro  

Tagli per otto miliardi di euro, 100 mila insegnanti in meno, chiusura di 4000 scuole, ritorno al maestro unico, riduzione del tempo pieno, bambini a casa alle 12,30. Sono questi i reali pericoli dell’attuazione del decreto Gelmini che da settimane ha scatenato la bufera nelle scuole di ogni ordine e grado italiane, Università comprese. Di questo si è discusso sabato pomeriggio nell’aula consiliare del Comune di Bagheria gentilmente concessa dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Biagio Sciortino.


All’incontro hanno partecipato l’onorevole del PD Alessandra Siragusa, il coordinatore provinciale Leonardo Passarello, lo stesso sindaco, il Presidente del consiglio Daniele Vella, l’assessore alla Cultura Sergio Martorana e quello alla Pubblica Istruzione Antonio Passarello e i rappresentanti sindacali della FLCCGIL, Giusto Scozzari, della CISL scuola, Raffaele Zarbo e dello SNALS, Salvatore Provenzani. Ha coordinato i lavori Vittoria Casa, Dirigente scolastico e segretario cittadino del PD.

Emblematico il titolo dell’incontro: Salviamo la scuola. “Chi non ha a cuore la scuola e la ricerca non ha a cuore il futuro del paese-ha detto, infatti, ad apertura dei lavori, Vittoria Casa, cedendo poi la parola al sindaco e a i suoi assessori. Tutti hanno sottolineato l’ importanza di una scuola pubblica e laica sulla quale investire. Sergio Martorana, in particolar modo, ha ricordato i pericoli sociali della riduzione del tempo scuola e la triste situazione di tanti precari che, per accumulare punteggio, si sottomettono allo strapotere delle scuole private, ormai da tempo equiparate a quelle pubbliche, firmando false buste paga. “Il Governo Berlusconi ha deciso di investire sull’ignoranza- ha detto poi Giusto Scozzari- riproducendo con questi provvedimenti un modello di società basato sul censo. Tra le altre cose, sono stati anche ridotti del 50% i fondi alle Università,  il fine- ha concluso- è quello di privatizzare la scuola così come si vuole fare con la Sanità e la Previdenza.” Quello che appare chiaro è il tentativo di far passare per  riforma quello che è soltanto un provvedimento finalizzato a tagliare fondi: quindi prettamente economico. E’ quello che ha sottolineato nel suo intervento Salvatore Provenzani, anche in veste di Dirigente scolastico. “Ma un merito la Gelmini ce l’ha- ha aggiunto- poiché è riuscita a riunire tutte le sigle sindacali.” Provenzani ha poi criticato aspramente l’intervista, apparsa sul sito bagherianews, rilasciata dall’onorevole bagherese del Popolo delle Libertà, Gabriella Giammanco, a difesa della Gelmini. “Non c’è nulla che possa giustificare la decretazione d’urgenza- ha detto Provenzani- è mancato qualunque tipo di confronto. Questa situazione mi ricorda tanto il passaggio dalla Repubblica all’Impero romano, la fine, cioè, di ogni libertà”. Incisiva come sempre l’onorevole Siragusa che ha ringraziato l’amministrazione bagherese per l’attenzione posta alle problematiche della scuola. “Non è sempre scontato- ha detto- poiché a Palermo, ad esempio, questa attenzione manca e da due anni non vengono pagati neanche i buoni libro.” La Siragusa si è poi soffermata sull’iter del decreto Gelmini sottolineando come sia nato in pochi giorni agostani mentre la riforma del 1990, che istituiva il modulo di tre maestre su due classi, era frutto di cinque anni di dibattiti. “Il modulo- ha detto- ha reso possibile combattere in modo efficace la dispersione scolastica che si è notevolmente ridotta rendendo la nostra scuola elementare una delle migliori in Europa. Questo ritorno al passato non è possibile: non siamo più una società da maestro unico”. La Siragusa- che ha definito la Gelmini la ventriloqua di Tremonti- ha anche parlato della riduzione dei quadri orario che danneggerà le scuole di ogni ordine e grado tagliando migliaia di posti di lavoro. “La scuola elementare sarà ridotta a 24 ore settimanali-ha detto- e i bambini saranno fuori alle 12,30. La scuola media si ridurrà da 33 a 29 ore, i licei a 30 e gli istituti artistici, tecnici e professionali a 32 ore. Nessuna attenzione, poi, per l’edilizia scolastica per la quale sono stati tagliati 23 milioni di euro”. Tempi tristi anche per le scuole dei piccoli paesi. Le scuole sotto i 50 alunni, infatti, chiuderanno, quelle con meno di 500 saranno accorpate ad altre scuole e se, entro il 30 novembre, non metteranno in pratica questo piano verranno commissariate. Al posto degli organi collegiali poi ci saranno dei consigli di amministrazione. “Si capisce chiaramente, pensando anche alle scuole differenziali per gli immigrati e alla drastica riduzione degli insegnanti di sostegno, qual’ è il disegno vero di questo Governo- ha concluso con amarezza la Siragusa- Distruggere completamente la scuola pubblica.”

(mlf)

 



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