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Riceviamo e Pubblichiamo
Inserito il 15 luglio 2008 alle 18:09:00 da Redazione. IT - Politica

L’enigma Biagio Sciortino

“Nuove alleanze” Si può fare…?

Biagio Sciortino i segnali di SOS li ha cominciati a lanciare da tempo, cioè da quando ha capito che la coalizione che sostiene la sua Giunta, oltre che numericamente esigua, non omogenea e con qualche deficit di efficacia aministrativa, non si identifica con la sua appartenenza politica, né con la sua storia. Occorre (secondo Domenico Aiello, nella foto) una forte operazione che potrebbe avere un senso: fare chiarezza per legittimarsi a governare. ...Ma dove sta scritto che si potrà tornare a votare fra tre anni? 


(Riceviamo e Pubblichiamo) Il periodo di incubazione è stato lungo, lunghissimo. Il tempo necessario, comunque, per cominciare a dare i primi segnali per veder la luce. 

 

In effetti Biagio Sciortino i segnali di SOS li ha cominciati a lanciare da tempo, cioè da quando ha capito che la coalizione che sostiene la sua Giunta, oltre che numericamente esigua, non omogenea e con qualche deficit di efficacia amministrativa, non si identifica con la sua appartenenza politica, né con la sua storia. 

 

Non è mai stato un segreto per nessuno che una parte significativa dell’UDC non ha osteggiato, o perlomeno, non ha mai affondato colpi significativi per fare emergere la macroscopica inadeguatezza dell’Amministrazione rispetto ai problemi che attanagliano la Città. Ora, dopo il percorso confuso che ha portato alla costituzione del PD; l’esito fallimentare alle ultime elezioni per le forze politiche che formano e sostengono la Giunta (PD+SD+ex UPxB+BP), l’operazione “allargamento” può essere oggetto di trattativa politica. Ma è un’operazione che nel momento in cui emerge da sottotraccia presenta notevoli difficoltà, come era previsto e prevedibile: i soggetti coinvolti sono tanti, ognuno rappresenta interessi diversi, valori di riferimento diversi. 

 

L’esito delle elezioni provinciali, che ha premiato Bartolo Di Salvo con un successo senza precedenti, che ha visto tutte le componenti del Partito impegnate a portarlo con forza a Palazzo Comitini, ha sancito la ritrovata unità d’intenti e, naturalmente, determinato una più diffusa disponibilità a venire allo scoperto “per salvare” una sindacatura che sembra sempre più in caduta libera, tanto nel consenso presso l’opinione pubblica, quanto nell’efficacia della sua azione amministrativa.

Le condizioni che ha posto l’UDC per voce del Segretario cittadino, appaiono piuttosto esose, e non poteva essere altrimenti. L’onere che assumerebbe sarebbe di notevole rilievo; non potrebbe assumere il ruolo dell’infermiere specializzato che porta la bombola dell’ossigeno al malato. L’UDC richiede la delega di alcuni settori dove la carenza dell’Amministrazione ha mostrato il maggiore deficit, in particolare, i lavori pubblici, le attività produttive, i servizi da rendere alla Città. In pratica chiede al Sindaco di cambiare l’assetto dell’equilibrio della coalizione, chiede il passaggio del testimone quale forza politica centrale di riferimento della coalizione! E il Partito Democratico? Ancora sotto shock per la collezione di sconfitte senza appelli, non sembra avere acquisito la giusta consapevolezza che tutto sta cambiando intorno, il suo ruolo diventa sempre più marginale; si limita semplicemente, con qualche velleità auto assolutoria, a fare un’analisi approssimativa delle ragioni che hanno determinato le sconfitte elettorali, rimandando ad altre istanze le responsabilità.

Per sintetizzare le diverse posizioni che traspaiono dal più rigoroso riserbo, sembra cogliere che una parte vorrebbe che l’allargamento dell’alleanza andasse a buon fine verso un’intesa che lasciasse inalterati gli equilibri attuali per dare alla Coalizione una maggiore caratterizzazione di “Centro”, cioè (dentro UDC, fuori DS); un’altra parte sarebbe favorevole ad una semplice “sommatoria”, comprese le “Liste Civiche” che sostennero il candidato Sindaco del Centrodestra, solo per abbassare il livello di conflittualità in Consiglio Comunale; infine, chi vorrebbe che la coalizione che sostenne il Sindaco Biagio Sciortino, che ha vinto le elezioni, andasse avanti fino in fondo. E Biagio Sciortino cosa pensa veramente di fare? È ad un bivio. Sentirà tutti e deciderà? O piuttosto seguirà il suo istinto di conservazione assecondando i numeri? PD+UDC+Liste Civiche, formano in Consiglio comunale una maggioranza senza precedenti! Oppure sta perseguendo un preciso disegno politico? In questa prima fase di trattative è chiaro che ciascuno tenta di trarre il massimo vantaggio per la propria parte. Troppe sono le condizioni per approdare ad una soluzione equilibrata, anche per via di una lunga serie di veti incrociati, sia all’interno dell’attuale Coalizione che in quella ipoteticamente allargata. Ma nel momento in cui ci si siederà tutti intorno ad un tavolo bisognerà trovare la quadra. Qualunque sarà la soluzione che il Sindaco vorrà privilegiare, a mio avviso, non potrà non tenere conto di alcuni aspetti basilari:

1) L’alleanza deve essere programmatica, fondata sul Programma del Sindaco, estrapolando quattro cinque punti da realizzare in tempi contingentati;

2) La squadra di governo che sia all’altezza dell’arduo compito, capacità riconosciute, professionalità acclarate, niente noviziati o apprendistato;

3) Un apparato burocratico, tecnico ed amministrativo a sostegno della squadra di governo ed all’altezza della sfida;

4) L’impegno di una verifica seria dopo 6/8 mesi. Se l’esperienza risulterà positiva si potrà andare avanti, si potrà cominciare a pensare ad un laboratorio politico, altrimenti, tutti a casa, e passare parola al popolo sovrano.

Solo così “l’operazione” avrebbe un senso: fare chiarezza per legittimarsi a governare.

Ma dove sta scritto che si potrà tornare a votare fra tre anni?

Domenico Aiello 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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