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Pino Fricano: “Potrei tornare a lavorare con Biagio Sciortino”
Inserito il 12 luglio 2008 alle 14:34:00 da Redazione. IT - Politica

Pino Fricano: “Potrei tornare a lavorare con Biagio Sciortino”

di Viviana Lamesta

Pino Fricano, ex sindaco della città e leader politico di “Un progetto Bagheria”, in una lunga intervista che ci ha rilasciato, chiarisce l’attuale linea politica del movimento cittadino (all’indomani dell’uscita dalla lista civica di Domenico Aiello) ma anche per parlare a 360° del particolare momento politico amministrativo, fra rimpasti in giunta, inversioni di tendenza e possibili allargamenti al centro destra moderato, lasciando intendere persino che, in caso venisse richiesto, sarebbe disposto a ritornare in campo anche a fianco di Biagio Sciortino.


<<La lista civica “Un ProgettoxBagheria” gode di ottima salute; il percorso di condivisione di idee e progetti con l’MPA non è caratterizzato da tentennamenti e nonostante l’abbandono di alcuni esponenti della lista, peraltro non di grande spessore, noi andiamo avanti,  consapevoli del fatto che un movimento civico che nasce dalla cittadinanza possa meglio rappresentare le esigenze di un territorio rispetto alle logiche di partito>>. Esordisce così Pino Fricano, ex sindaco della città e leader politico di “Un progetto Bagheria”, in una lunga intervista che ci ha rilasciato.

Architetto Fricano quali sono le cause che stanno provocando una spaccatura all'interno di “Un Progetto per Bagheria”?

Credo che siano le cause che normalmente logorano un po’ tutte le forze politiche. Sarebbe strano se il nostro movimento fosse esente da debolezze, personalismi ed aspirazioni deluse di alcuni; in particolare, in merito all’uscita dalla lista civica di Domenico Aiello, credo che le incomprensioni siano sorte alle elezioni regionali, allorquando Aiello decise di appoggiare la candidatura dell’On. Armando Aulicino (MPA), mentre la restante componente della nostra lista civica decise di convergere sul candidato Oliveri (MPA) ed alcuni su Marianna Caronia (MPA). In quell’occasione l’On. Aulicino non fu eletto e si evidenziò una mancata capacità di comprendere gli orientamenti dell’elettorato.

Alle recenti elezioni provinciali si è deciso di candidare invece Michele Balistreri. Secondo Domenico Aiello non si trattò di una scelta unitaria. Come andò?

 

La candidatura di Michele Balistreri fu decisa nell’ambito di una discussione interna al movimento, il più possibile aperta; fu coinvolto l’interno gruppo dirigente del coordinamento, da Michele Rizzo (coordinatore MPA Bagheria), all’ex assessore Ciro Scianna e l’ex capogruppo Antonio Miosi, figure di rilievo che permangono senza tentennamenti nella lista civica. Si arrivò alla conclusione che l’opportunità di una candidatura ci fosse e, dopo la rinuncia di Michele Rizzo, si converse su Michele Balistreri, che diede la sua disponibilità come fecero altri. Il movimento decise, però,  che bisognava andare oltre la storia della lista civica e Michele Balistreri non aveva mai fatto parte, fino a quel momento, di “Un Progetto per Bagheria”. Bisognava, in pratica, da un lato rappresentare il movimento e dall’altra testimoniare un allargamento verso nuove energie. Questa è la nostra filosofia: il movimento vuole coinvolgere nuovi esponenti della società civile.

Il risultato ottenuto però è stato piuttosto deludente alle recenti elezioni provinciali…

Ritengo di no rispetto al dato elettorale di Bagheria. Michele Balistreri si è posizionato al primo posto, per preferenze, fra i tre candidati espressi dall’MPA. Voglio ricordare l’esperienza di cinque anni fa quando cercammo, come lista civica, di coinvolgere forze politiche organizzate per elezioni che andavano oltre la sfera locale; tentammo quella strada con l’UDEUR, esprimendo come candidato Massimo Mineo, che era stato consigliere comunale ed un giovane impegnato nel mondo del volontariato. In quell’occasione riuscimmo ad ottenere poco più di 1000 preferenze. Intendo dire, con ciò, che quando ci siamo confrontati con questo tipo di elezioni, non abbiamo dato il massimo; diamo il massimo invece a livello civico, esprimendo candidature che provengono dalla società civile. Considerando, dunque, che “Un Progetto per Bagheria” non ha neanche rappresentanti nel Palazzo comunale, si può certamente parlare di un risultato apprezzabile.

La lista civica “Un Progetto per Bagheria” ha dato due Sindaci a questa città, ma di contro oggi non ha più nessun rappresentante in consiglio comunale ed in giunta . Cosa è accaduto secondo lei?

E’ prevalso certamente l’egoismo di una parte della componente politica che è stata eletta. Chi è riuscito ad ottenere l’elezione ha deciso poi di non condividere il successo con il resto dei componenti di “Un Progetto per Bagheria”. Voglio ricordare che la maggior parte dei voti di lista ed il maggiore contributo è stato dato da chi non è stato eletto. Dopo la mia elezione a sindaco scorremmo l’intera lista di aspiranti consiglieri sebbene ne riuscimmo a fare eleggere soltanto quattro. Prevalse la logica della condivisione e della partecipazione che, dopo l’elezione di Biagio Sciortino, è venuta a mancare. Chi ancora fa politica oggi farebbe bene a ripensarci. Nel contesto di un rimpasto in giunta, l’ipotesi che qualche assessore lasci il posto a consiglieri eletti nella lista di “Un Progetto per Bagheria”, offrendo la possibilità di una staffetta e l’entrata in consiglio comunale dei primi dei non eletti sia un giusto risarcimento per noi e l’occasione, se si vuole, di un ripensamento di scelte che si sono rivelate sbagliate se, come si può vedere e sentire, questo progetto politico non trova il consenso, la fiducia e la stima della cittadinanza. Questo è il momento opportuno per dare segnali di ripensamento!

Nella seconda parte dell’intervista, che pubblicheremo sul prossimo numero del "Settimanale di Bagheria"si entrerà nel merito di una possibile apertura di Fricano a Biagio Sciortino, e di un commento di Fricano sulla possibile entrata in giunta dell’UDC e sui nuovi scenari politici che potrebbero vederlo coinvolto .

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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