Ospedali aperti anche di notte per fare gli esami | La rivoluzione per tagliare le liste parte dalla Sicilia: ecco da dove si inizia
Tac in ospedale (Pexels) - Bagheriainfo
Per smaltire le attese l’Asp propone appuntamenti in fascia serale e notturna: ambulatori aperti fino a tardi grazie alla disponibilità del personale.
Esami diagnostici in piena notte, appuntamenti fissati quando fino a poco tempo fa gli ambulatori sarebbero stati già chiusi da ore. È la strada scelta dall’Asp di Siracusa per provare a ridurre i tempi delle liste d’attesa e aumentare la disponibilità di prestazioni, puntando su aperture extra rese possibili dalla collaborazione del personale medico e sanitario. L’obiettivo è chiaro: offrire più slot e permettere ai pazienti di ottenere in tempi più brevi esami indispensabili per diagnosi, terapie o interventi chirurgici.
Il tema è esploso anche grazie a un caso emblematico. Un paziente siracusano di 60 anni, indicato con le iniziali F. R., in attesa di un intervento chirurgico ha ricevuto dal medico curante la prescrizione di un’ecografia. Un esame apparentemente semplice, ma spesso soggetto a tempi lunghi proprio per l’elevata richiesta. L’uomo si è rivolto al Cup, il centro unico di prenotazione dell’Asp, convinto di dover attendere settimane o mesi, come già accaduto in passato.
La prima risposta è stata sorprendente in positivo: disponibilità già per la settimana successiva, presso l’ospedale Di Maria di Avola. Ma subito dopo è arrivato il dettaglio che ha spostato la sensazione dallo stupore alla perplessità: l’appuntamento era fissato alle 23.30. Un orario insolito, quasi impensabile per una prestazione ambulatoriale, ma parte di un piano che mira a sfruttare anche la fascia notturna per aumentare il numero di esami eseguibili.
Ambulatori aperti fino a notte fonda: la strategia per aumentare gli appuntamenti
Secondo quanto emerge, l’Asp sta proponendo agli utenti prenotazioni anche in orari serali e notturni, proprio per abbattere le attese. La chiave di volta è la disponibilità del personale a prolungare l’attività oltre gli orari tradizionali, consentendo agli ambulatori di restare operativi fino a tarda sera. In un sistema in cui la domanda di prestazioni supera spesso l’offerta, ampliare l’orario di utilizzo delle strutture significa creare nuove finestre senza dover attendere l’apertura di nuovi reparti o l’arrivo di nuove apparecchiature.
In termini pratici, questo può tradursi in un’accelerazione importante per chi ha bisogno di un referto in tempi rapidi, soprattutto quando un esame è propedeutico a un intervento o a una terapia. La fascia notturna diventa così uno spazio “recuperato”, che permette di smaltire più velocemente le richieste e di offrire un’opzione concreta a chi è disposto ad adattarsi a un orario fuori standard pur di non restare bloccato in attesa.
È però una scelta che porta con sé anche un lato meno immediato: non tutti possono spostarsi di notte, non tutti hanno mezzi o accompagnatori, e per alcune persone l’idea di recarsi in ospedale a tarda ora può creare disagio. La gestione di questi aspetti, insieme alla sicurezza e all’organizzazione logistica, diventa parte integrante della strategia, perché l’apertura degli ambulatori fino a notte fonda richiede una macchina efficiente e sostenibile.

Il caso dell’ecografia alle 23.30 e la scelta del paziente
Per F. R. la proposta ha avuto il sapore di un aut aut: accettare l’orario notturno o rischiare di rimandare l’esame e allungare i tempi del percorso di cura. La necessità di ottenere rapidamente il referto lo ha spinto a dire sì. La sua valutazione è stata molto concreta: affrontare lo spostamento fino ad Avola anche in tarda serata, ma avere finalmente in tempi brevi il documento necessario per consentire al medico di proseguire con la terapia.
Il racconto evidenzia bene il nodo centrale: di fronte a liste d’attesa lunghe, l’opzione dell’orario “scomodo” può diventare accettabile, persino desiderabile, se permette di velocizzare diagnosi e trattamenti. Non è una soluzione che risolve da sola il problema strutturale, ma può rappresentare un modo rapido per aumentare l’offerta e dare risposte immediate a una parte dei pazienti, soprattutto quelli che hanno urgenze cliniche o percorsi già avviati.
L’iniziativa dell’Asp di Siracusa segna quindi un cambio di passo nel modo di gestire gli appuntamenti, spostando il concetto di “orario ambulatoriale” verso una formula più elastica. Resta da capire quanto questa scelta potrà essere estesa e stabilizzata nel tempo, ma il segnale è evidente: per ridurre le attese, la sanità pubblica sta sperimentando anche ciò che fino a poco fa sembrava fuori da ogni schema, portando gli esami diagnostici fino a notte inoltrata.