ALLARME SALMONELLA IN CUCINA | Se usi il tagliere così fai un danno a te e ai tuoi figli: la regola del doppio lavaggio
Tagliere da cucina (Pexels) - Bagheriainfo
Nelle cucine di casa, dove spesso si prepara il pranzo in fretta e si tagliano più ingredienti sullo stesso ripiano, non sempre si dà il giusto peso alle regole base dell’igiene alimentare. Una leggerezza che può trasformarsi in un rischio concreto, perché è proprio tra pentole e taglieri che i batteri trovano terreno fertile per passare da un alimento all’altro. Il Ministero della Salute ricorda come la separazione tra crudo e cotto rappresenti una delle precauzioni più efficaci per proteggere la salute familiare, riducendo il rischio di contaminazioni crociate.
Carne, pesce, uova, verdure non lavate e ogni altro alimento crudo possono ospitare microrganismi che, se trasferiti sui cibi già cotti o pronti al consumo, diventano pericolosi. Una semplice svista può quindi compromettere l’intero pasto. Per questo, nelle linee guida ministeriali dedicate alla sicurezza alimentare domestica, viene ribadita l’importanza di gestire correttamente superfici, utensili e tecniche di preparazione.
Taglieri, coltelli e superfici: perché devono essere sempre distinti
Il principio fondamentale è semplice: ciò che è crudo non deve mai venire in contatto con ciò che è cotto. Il Ministero della Salute raccomanda di utilizzare taglieri separati, meglio se differenziati per colore o materiale, per evitare confusione durante le varie fasi della preparazione. Lo stesso vale per i coltelli e per tutti gli utensili che entrano in contatto diretto con gli alimenti.
Le superfici di lavoro, se usate per affettare o appoggiare alimenti crudi, devono essere pulite a fondo prima di preparare piatti pronti al consumo. Questo vale soprattutto per la carne e il pesce, che possono veicolare batteri come salmonella, listeria o campylobacter. Anche semplici tracce residue possono risultare sufficienti a contaminare cibi già cotti, considerati molto più vulnerabili perché privi dei batteri “buoni” in grado di competere con quelli patogeni.
Un’altra accortezza riguarda l’uso dei contenitori. Il Ministero ricorda di non riporre mai alimenti cotti in piatti o scatole che hanno precedentemente ospitato ingredienti crudi, se non accuratamente lavati. È una regola di buon senso che, però, proprio nella quotidianità rischia di essere infranta per distrazione o fretta.
Come organizzare una cucina sicura: buone abitudini che proteggono
Per ridurre al minimo le possibilità di contaminazione, le linee guida ministeriali suggeriscono di organizzare la cucina in modo funzionale, dedicando spazi specifici ai diversi tipi di alimenti. Tenere separati frigoriferi, scaffali, ripiani e contenitori per cibi crudi e cotti aiuta a prevenire contatti indesiderati, soprattutto quando si manipolano ingredienti diversi nello stesso momento.
Lavare spesso le mani, controllare l’igiene dei panni e delle spugne, sostituire gli utensili difettosi e verificare regolarmente lo stato dei taglieri sono altri accorgimenti essenziali per una cucina sicura. Anche il frigorifero merita particolare attenzione: il Ministero raccomanda di riporre gli alimenti crudi nei ripiani inferiori, ben separati dagli altri prodotti, e di utilizzare contenitori chiusi per evitare gocciolamenti o contatti accidentali.
Seguire queste indicazioni aiuta a proteggere la salute di tutta la famiglia, riducendo il rischio di intossicazioni alimentari e garantendo una preparazione più sicura dei pasti quotidiani. Prestare attenzione alla distinzione tra crudo e cotto non richiede grandi sforzi: sono piccoli gesti, spesso dettati dal buon senso, che fanno però una grande differenza nella sicurezza domestica.