Affitto studenti, sconto del 19% presentando i documenti giusti | Vale anche per fuori sede e post-laurea: come preparare le carte
Affitto (Pexels) - Bagheriainfo
La detrazione del 19% sui canoni di locazione per studenti universitari è confermata anche per il 2025. L’Agenzia delle Entrate ricorda che il beneficio spetta pure ai fuori sede e a chi frequenta corsi post-laurea, ma solo se il contratto è in regola.
Il sostegno fiscale per chi studia lontano da casa resta uno degli strumenti più utilizzati nelle dichiarazioni dei redditi. La detrazione del 19%, prevista dall’articolo 15 del TUIR e aggiornata annualmente dall’Agenzia delle Entrate, si applica ai canoni di affitto sostenuti dagli studenti iscritti a università, istituti tecnici superiori o corsi di specializzazione riconosciuti. Il beneficio, inserito nel quadro E del modello 730 o nel modello Redditi PF, consente di recuperare una parte delle somme pagate nel corso dell’anno fiscale.
La soglia massima di spesa detraibile per il 2025 resta fissata a 2.633 euro, corrispondente a un risparmio massimo di circa 500 euro per contribuente. La novità è l’estensione espressa ai corsi post-laurea, come master e dottorati, frequentati anche all’estero, purché l’istituzione sia riconosciuta e il contratto rispetti i requisiti di legge. La detrazione spetta agli studenti o ai genitori che li hanno fiscalmente a carico, a condizione che il pagamento sia tracciabile e il contratto registrato regolarmente.
Chi può beneficiarne e come funziona
Hanno diritto alla detrazione gli studenti universitari fuori sede, cioè iscritti a un corso di laurea in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza e in una provincia diversa. Per chi abita in zone montane o disagiate, la distanza minima scende a 50 chilometri. L’affitto deve riferirsi a un immobile situato nello stesso comune in cui ha sede l’università o in uno limitrofo, e il contratto deve essere stipulato secondo la legge 431/1998, anche a canone concordato.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la detrazione spetta anche per le sublocazioni o i contratti stipulati con enti per il diritto allo studio, collegi universitari o cooperative, purché il pagamento sia effettivamente documentato. I genitori possono detrarre la spesa per i figli a carico, anche se non intestatari diretti del contratto, purché la ricevuta di pagamento riporti il loro nominativo o quello dello studente fiscalmente a carico. Le spese devono essere effettuate con mezzi tracciabili — bonifico, carta o assegno — e mai in contanti.

L’errore che azzera il beneficio
Il passaggio più delicato è proprio la regolarità del contratto e del pagamento. L’Agenzia delle Entrate avverte che la detrazione decade se l’affitto è versato in contanti, se il contratto non è registrato, o se l’immobile non rispetta i requisiti di destinazione abitativa. Anche le locazioni brevi o turistiche, spesso utilizzate in modo improprio per studenti, non consentono di accedere al beneficio. È necessario che il contratto riporti la finalità di “uso abitativo per studenti universitari” e che sia sottoscritto da locatore e conduttore secondo i modelli previsti.
Un altro errore comune riguarda le spese sostenute per camere in affitto presso privati non registrati o in convivenze informali: anche se pagate con bonifico, non sono detraibili. Per gli studenti che frequentano corsi all’estero, invece, è sufficiente che l’università sia riconosciuta dall’ordinamento italiano o europeo, e che la documentazione — contratto e ricevute — sia tradotta e legalizzata se proveniente da Paesi extra UE.
Per ottenere il rimborso, basta inserire l’importo totale dei canoni pagati nel rigo E8-E10 del modello 730 con il codice 18, allegando le ricevute di pagamento. Le verifiche dell’Agenzia si concentrano sempre più sui tracciamenti bancari, quindi conservare le prove dei versamenti è fondamentale. Perché il vero “trucco” non è solo dichiarare l’affitto, ma farlo nel modo giusto: con contratto regolare, pagamenti chiari e documenti ordinati. Solo così lo sconto del 19% non si trasforma in una detrazione persa per un dettaglio.