Nonno mangia questa frutta che ti fa bene: la Scienza ha scoperto il frutto che combatte la demenza senile | Basta mangiarne 3 ogni giorno
Un nuovo studio suggerisce che il consumo regolare di fragole potrebbe ridurre il rischio di demenza e migliorare le funzioni cognitive, specialmente per i soggetti a rischio.
La demenza senile rappresenta una sfida crescente per la salute pubblica, con la ricerca di cure efficaci ancora in corso. Disturbi neurodegenerativi come il morbo di Alzheimer si manifestano dopo un lungo periodo preclinico, spesso a partire dalla mezza età. È proprio in questa fase cruciale della vita che un’abitudine semplice e gustosa potrebbe fare la differenza: il consumo quotidiano di fragole.
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono che includere le fragole nella dieta in età adulta potrebbe contribuire a ridurre significativamente il rischio di demenza con l’avanzare dell’età. Questo beneficio appare particolarmente rilevante per le persone con resistenza all’insulina o prediabete, condizioni riconosciute come importanti fattori di rischio per lo sviluppo della demenza in età avanzata. Queste conclusioni emergono da un recente studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Cincinnati, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nutrients, aprendo nuove prospettive nella prevenzione del declino cognitivo.
La scienza dietro le fragole e il cervello

La scienza svela il legame tra fragole e funzionalità cerebrale.
Le fragole non sono solo un frutto delizioso, ma una vera e propria miniera di composti bioattivi benefici per la salute del cervello. Il primo autore della ricerca, Robert Krikorian dell’University of Cincinnati Medical Center, ha sottolineato il ruolo cruciale di queste sostanze: “Le fragole, al pari dei mirtilli, sono ricche di antiossidanti, in particolare gli antociani. Questi composti sono stati implicati in notevoli miglioramenti metabolici e cognitivi.” Ha aggiunto inoltre: “Disponiamo di dati epidemiologici che indicano come le persone che consumano regolarmente fragole o mirtilli mostrino un tasso più lento di declino cognitivo correlato all’invecchiamento.”
Oltre agli antociani, le fragole contengono un insieme di altri micronutrienti preziosi. Tra questi spiccano gli ellagitannini e l’acido ellagico, molecole che contribuiscono al mantenimento di un buono stato di salute generale e che, secondo le ipotesi scientifiche, potrebbero giocare un ruolo sinergico nel proteggere le cellule cerebrali dallo stress ossidativo e infiammatorio, fattori chiave nello sviluppo delle patologie neurodegenerative. Questa complessa matrice di composti rende le fragole un alimento di particolare interesse per la ricerca sulla prevenzione della demenza.
I risultati dello studio sul campo
I risultati principali emersi dallo studio sul campo.
Per indagare a fondo gli effetti delle fragole, i ricercatori dell’Università di Cincinnati hanno condotto uno studio sul campo coinvolgendo 30 pazienti sovrappeso, di età compresa tra 50 e 65 anni, tutti accomunati da un lieve declino cognitivo auto-riferito. Ai partecipanti è stato richiesto di astenersi dal consumo di frutti di bosco per un periodo di 12 settimane. Durante questo lasso di tempo, metà del campione ha assunto quotidianamente un integratore in polvere a base di fragole a colazione, mentre l’altra metà ha ricevuto un placebo, seguendo un protocollo in doppio cieco per garantire l’obiettività dei risultati.
Al termine delle 12 settimane, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una serie approfondita di test volti a valutare diverse funzioni. Sono state misurate le abilità cognitive e la memoria a lungo termine, ma anche parametri legati all’umore, all’intensità dei sintomi depressivi, e importanti controlli metabolici. Dall’analisi dei dati raccolti è emerso un quadro promettente: i partecipanti che avevano assunto l’integratore di polvere di fragole hanno mostrato una significativa diminuzione dell’alterazione della memoria e un miglioramento complessivo delle capacità esecutive. Hanno inoltre fatto registrare una riduzione significativa dei sintomi depressivi, accompagnata da una migliore capacità di controllo emotivo e di coping, ovvero le strategie mentali e comportamentali adottate per affrontare situazioni problematiche. Anche i parametri metabolici hanno mantenuto un livello soddisfacente, suggerendo un beneficio olistico dall’introduzione delle fragole nella dieta.