E voi cosa state facendo?! Beccati sull’Etna in piena notte: la manovra “Islandese” ha sventato una tragedia sicura

Blitz interforze sull’Etna: 21 escursionisti multati per violazione dei divieti. Ora si cerca un nuovo modello per la fruizione del vulcano in sicurezza.

E voi cosa state facendo?! Beccati sull’Etna in piena notte: la manovra “Islandese” ha sventato una tragedia sicura
Etna | Blitz e sanzioni per i curiosi: Cosa cambia per le escursioni?
Blitz interforze sull’Etna: 21 escursionisti multati per violazione dei divieti. Ora si cerca un nuovo modello per la fruizione del vulcano in sicurezza.La notte dell’Epifania ha visto un’azione decisa sul fronte lavico dell’Etna, dove decine di curiosi e appassionati hanno tentato di raggiungere quota 1.360 metri, il punto in cui la colata, secondo l’INGV, si era ormai fermata e raffreddata. Ad attenderli, però, non c’erano solo le forze della natura, ma anche un blitz congiunto del Corpo Forestale e dei militari delle Fiamme Gialle. L’operazione, protrattasi fin quasi a mezzanotte, ha portato all’identificazione di 21 persone, le quali sono state segnalate all’autorità giudiziaria per aver infranto i divieti imposti dalla Prefettura di Catania e dalle ordinanze dei sindaci dei Comuni etnei.

I trasgressori sono stati identificati in diverse circostanze, alcuni all’imbrunire troppo vicini alla colata, altri in piena notte, inclusa una comitiva di sette persone intercettata mentre proveniva dall’alta Valle del Bove. Le sanzioni previste per la violazione dell’articolo 650 del codice penale – inosservanza dei provvedimenti dell’autorità – includono l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro. La Procura dovrà ora valutare le azioni da intraprendere nei confronti di questi individui che hanno sfidato i limiti imposti per la loro stessa sicurezza e per la gestione di un territorio delicato come quello vulcanico. Intanto, complice anche il maltempo, il flusso di visitatori sul vulcano si è notevolmente ridotto rispetto al grande via vai dell’Epifania.

Le proteste delle guide e i paletti della prefettura

Le proteste delle guide e i paletti della prefettura

Guide turistiche in protesta contro i paletti imposti dalla prefettura.

 

L’episodio del blitz ha riacceso il dibattito sulla complessa gestione dell’accesso all’Etna durante le fasi eruttive. Le restrizioni imposte dalla Prefettura, come il limite massimo di 10 partecipanti per escursione, il divieto di avvicinarsi oltre i 200 metri dalla colata e l’obbligo di rientrare sulla strada Mareneve entro le 18, hanno generato malcontento tra le guide alpine vulcanologiche. Una parte delle circa cento guide operative sull’Etna ha infatti bissato lo sciopero di martedì, per manifestare il proprio dissenso verso regole percepite come troppo stringenti e penalizzanti per la loro attività professionale.

Le guide sostengono che le attuali normative non sempre tengono conto della loro esperienza e conoscenza approfondita del vulcano, elementi cruciali per la gestione della sicurezza in un ambiente dinamico e imprevedibile. La loro protesta evidenzia una tensione latente tra la necessità di tutelare l’incolumità pubblica e il desiderio di una fruizione più elastica e, per molti, essenziale dal punto di vista economico. L’Etna, infatti, è un’attrazione turistica di prim’ordine, e le sue manifestazioni vulcaniche, pur con i rischi connessi, rappresentano un richiamo irresistibile per visitatori da tutto il mondo, oltre che un’opportunità di lavoro per le comunità locali.

Verso un nuovo modello di fruizione: il “modello islandese”

Verso un nuovo modello di fruizione: il "modello islandese"

Il modello islandese, una nuova visione per la fruizione culturale.

 

In risposta a questa situazione complessa, è emerso un significativo passo avanti verso una gestione più condivisa e innovativa della fruizione del vulcano. Ieri, infatti, si è tenuto un incontro “storico”, come lo ha definito Emilio Messina, presidente di Federescursionismo, ospitato dal nuovo presidente del Parco dell’Etna, Massimiliano Giammusso. Al tavolo si sono seduti rappresentanti delle guide alpine vulcanologiche, ambientali e turistiche, del CAI e di Legambiente, segnando un’ampia convergenza di intenti.

Frutto di questo confronto è la proposta di un nuovo protocollo da sottoporre alle istituzioni competenti, in primis Prefettura e Protezione Civile. La proposta prevede l’individuazione di “punti di osservazione fruibili a tutti, facilmente raggiungibili e ben segnalati”, da cui si potrà godere una buona vista dei fenomeni vulcanici in massima libertà. Per questi luoghi, anche le guide ambientali sarebbero autorizzate ad accompagnare i gruppi. Per chi invece desidera un’esperienza più ravvicinata al fronte lavico, a una distanza che varierà in base all’evento ma che l’INGV ha suggerito essere di 50 metri, sarà necessario rivolgersi esclusivamente alle guide vulcanologiche.

Il presidente del Parco, Giammusso, si è impegnato a fare da mediatore per garantire che questa proposta trovi condivisione e attuazione, esprimendo soddisfazione per lo spirito di collaborazione manifestato. L’obiettivo è adottare un approccio simile al “modello islandese”, riconosciuto per la sua efficacia nel bilanciare sicurezza e accessibilità, permettendo così di godere delle meraviglie dell’Etna anche durante le sue spettacolari attività eruttive, ma sempre nel rispetto delle regole e con la guida di professionisti qualificati.