Rimborso TARI: si può richiedere soltanto in questo modo | 10 anni di soldi indietro in maniera facile e veloce

Molti hanno pagato l’IVA sulla Tari indebitamente. Scopri le sentenze della Cassazione e come richiedere il rimborso per gli ultimi 10 anni. Non perdere questa opportunità!

Rimborso TARI: si può richiedere soltanto in questo modo | 10 anni di soldi indietro in maniera facile e veloce
Iva sulla Tari: un errore che puoi correggereMolti hanno pagato l’IVA sulla Tari indebitamente. Scopri le sentenze della Cassazione e come richiedere il rimborso per gli ultimi 10 anni. Non perdere questa opportunità!

L’argomento del rimborso dell’IVA applicata alla TARI, la Tassa sui Rifiuti, torna ciclicamente alla ribalta, soprattutto in prossimità delle scadenze di pagamento. Per molti anni, infatti, diversi Comuni hanno erroneamente applicato l’Imposta sul Valore Aggiunto su questa tassa, ignari (o forse no) della sua illegittimità. Una pronuncia della Corte di Cassazione, risalente al 2016, ha definitivamente chiarito i termini della questione, stabilendo che l’IVA non può gravare su una tassa come la TARI, che in precedenza era conosciuta come TIA.

Se è vero che oggi la maggior parte dei Comuni ha adeguato le proprie prassi, eliminando l’applicazione dell’IVA dalle bollette della TARI, è altrettanto vero che per molti cittadini c’è la possibilità di richiedere il rimborso delle somme indebitamente versate negli anni passati. Questa eventualità riguarda tutti coloro che, nei dieci anni precedenti, si sono visti applicare un’aliquota IVA del 10% sulle somme richieste per la copertura del servizio di gestione e raccolta rifiuti. È un diritto che merita di essere approfondito.

Perché l’Iva non si applica sulla Tari? La questione di legittimità

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TARI e IVA: in discussione la legittimità della mancata applicazione.

 

La ragione principale per cui l’IVA non può essere applicata sulla TARI risiede nella sua natura giuridica. L’IVA, infatti, è un’imposta sul valore aggiunto che grava sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi. La TARI, al contrario, è una tassa. Applicare un’imposta su un’altra imposta, come nel caso dell’IVA sulla TARI, configura una situazione di doppia imposizione illegittima.

Diversamente da una tariffa, che verrebbe pagata per un servizio specifico e puntuale (e su cui l’IVA sarebbe, in quel caso, dovuta), la TARI è una tassa che finanzia il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in maniera generalizzata. La sua struttura, in parte fissa e in parte variabile, non è direttamente correlata al costo effettivo della raccolta dei rifiuti del singolo cittadino. Questo aspetto ne rafforza la natura di tassa e l’impossibilità di applicarvi l’IVA.

A dirimere ogni dubbio, in passato, sono intervenute importanti pronunce giurisprudenziali. In particolare, la sentenza 5078 del 2016 della Corte di Cassazione, sebbene si riferisse all’IVA sulla TIA (la vecchia denominazione della tassa sui rifiuti), ha stabilito un principio valido anche per la TARI. Già prima, la sentenza 238 del 2009 della Corte Costituzionale aveva posto le basi per chiarire l’illegittimità di tale applicazione, portando chiarezza su una diatriba che aveva generato confusione e pagamenti indebiti per anni.

Come chiedere il rimborso dell’Iva sulla Tari e quali sono i termini

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Iva sulla Tari: istruzioni e termini per il rimborso.

 

Il diritto a richiedere il rimborso dell’IVA erroneamente applicata sulla TARI è un’opportunità concreta per molti contribuenti. La buona notizia è che non si tratta di un diritto limitato agli ultimi anni, ma esteso a un periodo decisamente più lungo. La normativa vigente, infatti, stabilisce che il termine di prescrizione per il diritto al rimborso dell’IVA, in quanto imposta erariale, è di dieci anni. Questo è quanto previsto dall’articolo 2946 del Codice Civile.

È importante sottolineare questa differenza: mentre la TARI in sé ha una prescrizione di cinque anni, l’IVA, avendo una natura fiscale diversa (è un’imposta dello Stato), segue la prescrizione decennale. Ciò significa che un cittadino può legittimamente chiedere il rimborso dell’IVA indebitamente versata sulle bollette della tassa rifiuti relative agli ultimi dieci anni. Se, ad esempio, siamo nel 2024, si potrà richiedere il rimborso per l’IVA pagata dal 2014 al 2023.

Molti Comuni, in passato, applicavano un’aliquota IVA del 10% sulla tassa rifiuti, portando a somme aggiuntive che potevano sfiorare anche i 100 euro all’anno per le famiglie. Essendo i cittadini spesso ignari di questa imposizione illegittima, hanno continuato a versare queste somme per anni. La sentenza della Cassazione del 2016 ha ulteriormente rafforzato questa posizione, consentendo ai contribuenti di agire per recuperare quanto erroneamente versato. Per procedere con la richiesta, è fondamentale raccogliere le bollette relative agli anni in questione e verificare l’effettiva applicazione dell’IVA, quindi presentare un’istanza di rimborso al proprio Comune, magari con l’ausilio di associazioni di consumatori o professionisti del settore.