In questo borgo meraviglioso si trova “l’angolo dell’amore”: migliaia di coppie vanno e restano folgorate | Tra mito e realtà ci provano tutti

Esplora Geraci Siculo, terzo tra i Borghi più belli d’Italia. Un viaggio notturno tra storia millenaria, arte sublime e leggende. Scopri i suoi angoli segreti e il misterioso Salto del Ventimiglia.

In questo borgo meraviglioso si trova “l’angolo dell’amore”: migliaia di coppie vanno e restano folgorate | Tra mito e realtà ci provano tutti
Geraci Siculo: un gioiello madonita si svela nella notte
Esplora Geraci Siculo, terzo tra i Borghi più belli d’Italia. Un viaggio notturno tra storia millenaria, arte sublime e leggende. Scopri i suoi angoli segreti e il misterioso Salto del Ventimiglia.Quando il sole si ritira e la luna illumina i paesaggi invernali delle Madonie, Geraci Siculo emerge dalla penombra come un gioiello scolpito nella pietra. Incastonato a circa 1077 metri sul livello del mare, questo borgo ha saputo reinventarsi, guadagnandosi il terzo posto nel concorso dei Borghi più belli d’Italia nel 2021. Le strade statali, tra curve sinuose e saliscendi, disegnano il percorso che si snoda tra i comuni di Gangi, le Petralie e Castelbuono, conducendo a un luogo dove la storia è palpabile ad ogni passo.Già dalle prime battute, gli ambienti trasudano un’antica eredità. Dalla statale 286 è possibile raggiungere il Bevaio della Santissima Trinità, una struttura imponente con una base rettangolare di 20 metri, due fontane in pietra e quattro bocche che un tempo versavano acqua in coppe di arenaria, sormontate da una piramide. Una cornice merlata del timpano aggiunge un tocco di eleganza. Geraci è anche la patria dell’omonima acqua, e sebbene un tempo fosse possibile raggiungere la sua sorgente a 1500 metri, oggi stradine dissestate e divieti ne rendono l’accesso impossibile. Una volta entrati nel piccolo comune, il vento può essere un nemico dei curiosi, ma la buona volontà dei visitatori rimane intatta.

Le prime tracce storiche di Geraci risalgono al 550 a.C., quando i Greci edificarono i primi insediamenti sulla sommità rocciosa. La profonda antichità di questo luogo si fonde con la modernità di un turismo attento e rispettoso, che cerca l’autenticità e la bellezza senza tempo.

Tra arte sacra e delizie culinarie: il cuore di Geraci

Tra arte sacra e delizie culinarie: il cuore di Geraci

Il cuore di Geraci tra spiritualità e gusto.

 

Accantonate per un attimo le vicende storiche, il cammino ci porta dritti in Corso Vittorio Emanuele. Dopo circa cinquanta metri, sulla sinistra, si rivela l’angolo dell’amore: un luogo intimo per le coppie e un punto panoramico per i single che cercano lo scatto perfetto del campanile della Chiesa di Santo Stefano. Questo campanile, per molti turisti, è diventato il simbolo iconico di Geraci Siculo. Al suo interno, la chiesa custodisce una scultura lignea del XVI secolo di artista ignoto, raffigurante Santo Stefano, e una tela di Giuseppe Salerno. Un primo assaggio dell’arte che il borgo ha da offrire, in attesa di nuove scoperte.

Mentre si prosegue lungo le pendenze accessibili, il borgo si immerge in un’atmosfera accogliente, con camini fumanti e odori squisiti che si diffondono nell’aria. Corre voce di delizie locali come li maccaruna di casa o li tagghiarini cu sucu di crastagneddu (cinghiale). L’olfatto si arricchisce ulteriormente con profumi di piatti prelibati: la pasta ca fasola (con fagioli), i cuosti di crastagneddi, la sasizzunedda ca addauro (salsiccia con alloro) o la pittrina ca fasola (pancetta con fagioli). La cucina geracese è un richiamo irresistibile, ma l’avventura deve continuare.

Finalmente, si raggiunge il centro storico, con la suggestiva Piazza del Popolo. Circondati da uno scenario medievale, si ergono la Chiesa del Collegio di Maria e la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Quest’ultima, in particolare, custodisce autentici capolavori come le statue marmoree raffiguranti la Madonna delle Neve, della Mercede e il Fonte Battesimale, tutte opere attribuite al celebre Gagini. Inoltre, in puro stile ligneo, la chiesa ospita il Monumentale Coro del 1650. Nella cripta, un vero e proprio tesoro artistico è costituito da suppellettili liturgiche d’oro e d’argento, testimoni di una fede e di una ricchezza culturale senza pari. I vicoli stretti di Geraci invitano i curiosi a continuare l’esplorazione, promettendo nuove avventure ogni volta.