Allarme rosso INPS: se ti arriva questo SMS sei rovinato per tutto il 2026 | “Devi pagare immediatamente”
L’INPS mette in guardia da nuove truffe via SMS, email e telefono. Scopri il vademecum ufficiale per proteggere i tuoi dati personali e finanziari. Non cliccare, non rispondere!
La minaccia, tuttavia, non si limita ai soli SMS ingannevoli. Il panorama delle frodi è ben più ampio e include pratiche come il phishing, ovvero e-mail fasulle che imitano comunicazioni ufficiali, invitando ad aggiornare dati personali o coordinate bancarie tramite link malevoli. A queste si aggiungono le truffe telefoniche, i cosiddetti ‘falsi funzionari’ che si presentano a domicilio, e pubblicità ingannevoli relative a presunti prestiti convenzionati. Di fronte a questa crescente varietà di pericoli, l’INPS ha elaborato un vademecum dettagliato, una guida pratica essenziale per tutti i cittadini che desiderano tutelarsi.
Le truffe più comuni e come riconoscerle
Proteggiti dalle truffe più diffuse: una guida pratica per riconoscerle.
Le strategie utilizzate dai truffatori sono molteplici e in continua evoluzione, ma seguono schemi ricorrenti. Il phishing via e-mail è una delle tecniche più diffuse: si riceve un messaggio che sembra provenire dall’INPS, spesso con loghi e grafica convincenti, che richiede un ‘aggiornamento’ urgente dei propri dati o delle coordinate bancarie. Il fine è indurre la vittima a cliccare su un link che porta a una pagina web contraffatta, dove i dati inseriti vengono immediatamente rubati. È fondamentale ricordare che l’INPS non chiederà mai dati sensibili via e-mail con un link diretto.
Un altro fronte di attacco sono le chiamate telefoniche ingannevoli. Falsi operatori INPS contattano i cittadini, chiedendo informazioni dettagliate sulla loro posizione previdenziale o addirittura numeri di conto corrente. L’Istituto tiene a precisare che i suoi operatori non richiederanno mai tali dati durante una telefonata. Analogamente, si sono registrati casi di ‘falsi funzionari’ che si presentano direttamente al domicilio degli utenti, con la scusa di verifiche o per offrire assistenza, ma il cui vero intento è spesso la frode o il furto. L’INPS sottolinea che i suoi funzionari non si presentano mai presso le abitazioni private degli assistiti.
Infine, attenzione anche alle pubblicità ingannevoli che promuovono ‘prestiti convenzionati con l’INPS’ o ‘finanziamenti agevolati’. Queste sono pure menzogne; l’Istituto non offre prestiti di intermediazione finanziaria e non ha accordi di convenzione diretti con istituti di credito per questo tipo di servizi.
Il vademecum INPS: la guida definitiva per la tua sicurezza
INPS: il vademecum, la tua guida essenziale alla sicurezza sociale.
Per contrastare efficacemente queste minacce e garantire la sicurezza dei suoi utenti, l’INPS ha messo a disposizione un vademecum chiaro e conciso, che riassume le buone pratiche per difendersi dalle truffe online, via SMS, e-mail, app e social media. La conoscenza di queste semplici regole è la migliore arma di difesa. Il punto centrale è l’accesso sicuro e protetto ai propri dati.
L’Istituto ribadisce che ogni eventuale modifica dei propri dati personali o delle coordinate bancarie può e deve avvenire esclusivamente accedendo alla propria area riservata ‘My INPS’. Questo accesso è possibile solo tramite identità digitale forte, come lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), la CIE (Carta d’Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi), garantendo un elevato livello di sicurezza e autenticazione. Ogni richiesta di modifica al di fuori di questo canale è da considerarsi fraudolenta.
In sintesi, per proteggersi dalle truffe, è essenziale adottare un approccio di vigilanza costante e fidarsi solo dei canali ufficiali. Non cliccare su link sospetti, non fornire dati personali o bancari via telefono o e-mail, e diffidare di chiunque si presenti a casa dichiarandosi funzionario INPS senza preavviso o identificazione ufficiale. La tua sicurezza digitale e finanziaria dipende dalla tua attenzione e dalla tua conoscenza delle pratiche corrette divulgate dall’Istituto.