Non devi più pagare il Canone RAI | Finalmente arriva la prescrizione e sei a posto: la novità di inizio 2026
La prescrizione del canone RAI scatta dopo 10 anni. Scopri quando puoi evitare di pagare gli arretrati e cosa dice la Cassazione per le quote prima del 2016.
Quando il canone rai cade in prescrizione
Canone Rai: quando il debito cade in prescrizione e non è più dovuto.
Secondo quanto stabilito dall’ordinanza della Cassazione, la prescrizione per il canone RAI non pagato scatta una volta trascorsi esattamente dieci anni dalla data in cui il pagamento era dovuto. Questo termine è cruciale: superato tale periodo, il contribuente potrebbe evitare il versamento delle quote arretrate ed è di fatto libero da qualsiasi obbligo di pagamento, poiché il diritto dell’Agenzia delle Entrate alla riscossione è considerato estinto a tutti gli effetti. La Suprema Corte, infatti, ha chiarito che per quanto concerne la tassa di possesso del televisore, o più propriamente l’abbonamento alla Televisione di Stato, si applica in toto l’articolo 2946 del Codice Civile. Questo importante articolo stabilisce che, salvo diverse disposizioni di legge specificamente indicate, i diritti si estinguono per prescrizione entro un decennio. Dunque, una volta trascorsi dieci anni, l’Agenzia delle Entrate non ha più la facoltà di richiedere i pagamenti arretrati e il possessore dell’apparecchio televisivo non è più obbligato a versare alcunché al Fisco. Ciò significa, ad esempio, che gli arretrati relativi all’anno 2014 potevano essere richiesti dall’Agenzia delle Entrate solo fino al 31 dicembre 2024; a partire dal 2025, il diritto alla riscossione per quell’annualità è prescritto. Questo meccanismo si applica in modo analogo per tutte le annualità successive, con il termine decennale che decorre anno per anno.
Come evitare di pagare gli arretrati e cosa succede in caso di mancato pagamento

Evitare i pagamenti arretrati: strategie e le conseguenze del mancato versamento.
Per evitare di pagare gli arretrati del canone RAI, la via principale è far valere i termini generici della prescrizione. È fondamentale sottolineare che questa condizione non si applica indiscriminatamente a tutti, ma è particolarmente valida per quei contribuenti che hanno debiti con il Fisco a causa del mancato pagamento del canone RAI risalenti a prima della sua introduzione automatica nella bolletta della luce, avvenuta nel 2016. In pratica, si possono evitare di pagare, a conti fatti, solo gli arretrati del canone RAI che risalgono al 2013, 2014 e agli anni precedenti, a patto che il decennio di prescrizione sia effettivamente trascorso. Questa interpretazione è stata ulteriormente confermata dai Giudici della Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza n. 33213 del 29 novembre 2023, la quale ha stabilito in modo inequivocabile che la riscossione del canone TV è sottoposta a una prescrizione di tipo decennale. In sintesi, il credito erariale si prescrive nel termine decennale ordinario.
Ma cosa accade se, nonostante tutto, il canone RAI non viene pagato? Nel caso di un accertamento da parte del personale incaricato dell’Agenzia delle Entrate, qualora venga riscontrato il mancato versamento (e salvo i casi specifici di esenzione dal canone RAI), l’utente non sarà soltanto tenuto al versamento del canone dovuto, ma sarà anche soggetto a una sanzione amministrativa che può raggiungere l’importo di 619 euro, somma che include il mancato pagamento del canone e della Tassa di Concessione Governativa. È importante specificare che, essendo oggi l’addebito automatico in bolletta, il mancato pagamento del canone RAI coincide inevitabilmente con il mancato pagamento dell’intera utenza elettrica. In queste circostanze, l’utente in mora andrà incontro alle relative e spiacevoli conseguenze, come la possibile sospensione dell’erogazione dell’elettricità, a meno che non sia in grado di dimostrare di appartenere a una delle categorie esenti elencate nella normativa sull’esenzione del canone RAI, oppure di non possedere un apparecchio televisivo nella propria abitazione.