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Siccità drammatica in Sicilia e Sardegna: uno studio rivela come il cambiamento climatico abbia aumentato del 50% la probabilità di eventi estremi. Un allarme ignorato.
Come sottolinea Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, questo non è affatto un allarme nuovo. Il WWF Internazionale aveva lanciato un monito simile già vent’anni fa. Da allora, tuttavia, ben poco è stato fatto: per anni, molte forze politiche hanno negato l’esistenza del cambiamento climatico, ritardando l’adozione delle misure urgenti necessarie. L’Italia, pur essendo un Paese del G7, si posiziona ancora all’ultimo posto tra i primi dieci Paesi europei per le energie rinnovabili, dimostrando una carenza nell’azione climatica.
Lo studio che quantifica l’impatto climatico
La ricerca che misura con precisione l’impatto climatico.
Secondo il World Weather Attribution, basandosi su diversi set di dati osservativi, la siccità attuale rientra tra le più gravi da quando sono iniziate le registrazioni. L’analisi specifica per le due isole mostra scenari preoccupanti. Prendendo come riferimento il sistema di classificazione del monitoraggio della siccità degli Stati Uniti, una siccità di 1 anno su 10 in Sardegna, attualmente classificata come “estrema” (D3), sarebbe stata solo “grave” (D2) senza gli effetti del cambiamento climatico. Con un ulteriore riscaldamento, potrebbe facilmente evolvere verso una siccità “estrema” ancora più grave (D3).
Ancor più critica è la situazione in Sicilia, dove una rara siccità di 1 su 100 anni, anch’essa “estrema” (D3), sarebbe stata considerata “grave” (D2) in assenza di alterazioni climatiche. Preoccupante è la proiezione: con un ulteriore riscaldamento di 0,7°C, questa siccità potrebbe diventare “eccezionale” (D4). Per entrambe le isole, la probabilità di siccità, come definita da SPEI12 nel periodo da agosto 2023 a luglio 2024, è aumentata di circa il 50% a causa dei cambiamenti climatici indotti dall’attività umana. Questi dati scientifici evidenziano la pressione crescente e innegabile che il clima in evoluzione sta esercitando sui nostri territori.
Conseguenze drammatiche e futuro incerto
Le drammatiche conseguenze persistono, proiettando un’ombra su un futuro incerto.
Le ripercussioni di questa siccità sono già catastrofiche, specialmente per la Sicilia. Le sue principali attività economiche, l’agricoltura e il turismo, dipendono fortemente dalla disponibilità idrica. Le conseguenze economiche sono profonde e la ripresa richiederà tempo e investimenti significativi. In Sardegna, l’agricoltura, sebbene economicamente meno rilevante in termini di PIL complessivo, riveste un’elevata importanza culturale e sociale, e anch’essa è gravemente colpita. In questo contesto, è evidente che anche gli ecosistemi naturali delle isole subiscono un danno ingente, con rischi per la biodiversità e la stabilità ambientale.
Il messaggio degli scienziati è chiaro: a meno che non si smetta rapidamente di bruciare combustibili fossili, questi eventi diventeranno sempre più comuni. In un mondo più caldo di 2°C rispetto ai livelli preindustriali, scenario che potrebbe concretizzarsi già nel 2050 senza grandi e rapide riduzioni delle emissioni di gas serra, siccità come quelle che affliggono Sicilia e Sardegna diventeranno la nuova normalità. È imperativo agire. Il WWF Italia auspica misure concrete già dalla prossima legge finanziaria per finanziare un’economia a carbonio zero, supportando cittadini e imprese nel percorso della transizione energetica, insieme all’identificazione di misure prioritarie e finanziamenti per attuare un serio piano di adattamento. Il futuro delle isole, e dell’Italia intera, dipende dalle scelte che verranno fatte oggi.