Confina Menti al Museo Guttuso | L’arte di Giko tra luce e ombra: un viaggio introspettivo a Bagheria
Museo Guttuso bagheria (Wiki) - Bagheriainfo
Il Museo Guttuso di Villa Cattolica a Bagheria si prepara ad accogliere, dal 12 dicembre 2025, la mostra personale “Confina Menti” dell’artista Giacoma Venuti, conosciuta con il nome d’arte Giko. L’esposizione, già presentata con successo al Museo della Mafia di Salemi e a Parigi nel quartiere di Montmartre, approda adesso in uno dei luoghi simbolo della cultura bagherese, proponendo un percorso che unisce introspezione, memoria collettiva e riflessione sul presente.
L’inaugurazione è in programma per venerdì 12 dicembre 2025 alle ore 17.30, alla presenza del sindaco Filippo Maria Tripoli, del vice sindaco e assessore alla Cultura Daniele Vella, della curatrice e storica dell’arte Melissa Acquesta e dell’artista. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 1 febbraio 2026, seguendo gli orari del Museo Guttuso, dalle 9.00 alle 18.00. Un’occasione importante per il territorio, che vede ancora una volta Villa Cattolica trasformarsi in luogo di confronto tra linguaggi diversi e sguardi sull’animo umano.
Un ciclo di quaranta opere nate dal lockdown tra bianco, nero e coscienza
“Confina Menti” raccoglie circa quaranta opere inedite realizzate da Giko nel lungo periodo di lockdown. Quell’esperienza di distanziamento sociale e umano, che ha segnato in profondità la vita di milioni di persone, diventa per l’artista una matrice creativa potente. I giorni sospesi, la chiusura degli spazi, la rarefazione dei contatti si trasformano in immagini che raccontano la crisi dei rapporti interpersonali, le fragilità, le paure e, allo stesso tempo, il desiderio di reagire e ridefinire i propri confini interiori.
In questo ciclo Giko abbandona volutamente i colori sgargianti che caratterizzavano molte sue ricerche precedenti per scegliere la strada di un bianco e nero monocromatico essenziale e netto. Non si tratta solo di una scelta estetica, ma di una decisione profondamente simbolica: il contrasto tra luce e oscurità diventa la chiave per entrare in un percorso che interroga il rapporto tra psiche ed eros, tra mente e cuore, tra istinto e controllo. La mancanza del colore costringe lo sguardo a confrontarsi con linee, volumi e ombre, spingendo il visitatore a colmare con la propria emotività gli spazi lasciati sospesi sulla tela.
Le opere si presentano come frammenti di un viaggio introspettivo in cui i confini non sono soltanto quelli fisici delle stanze e delle città chiuse, ma anche quelli dei pensieri, delle paure e dei desideri. Figure, volti, corpi spesso appena accennati emergono da fondi scuri o lattiginosi, dando forma a un’umanità che sembra cercare di “respirare” oltre il perimetro dell’isolamento. Il gioco costante di pieni e vuoti, di segni marcati e dissolvenze, traduce visivamente il conflitto tra chiusura e apertura, tra protezione e bisogno di incontro.
L’obiettivo dichiarato dell’artista è quello di “destare le coscienze sopite”, invitando a liberarsi dai condizionamenti interiori e sociali. Giko parla di estrarre il “chiarore dall’oscurità dell’intolleranza, dell’autocommiserazione e dell’isolamento”, evocando un processo di rinascita che parte da un lavoro profondo su se stessi. Il tema è sintetizzato anche nell’immagine scelta per la locandina: un cervello che diventa simbolo di una visione completa dell’essere umano, sospeso tra razionalità e impulso, tra logica e sentimento, in una tensione continua alla ricerca di equilibrio.
Il Museo Guttuso come spazio di dialogo tra arte, memoria e comunità
Il periodo espositivo, dal 12 dicembre 2025 al 1 febbraio 2026, offre alla cittadinanza e ai visitatori la possibilità di fare esperienza di un’arte che non si limita a rappresentare, ma che cerca di attivare domande. Domande sui confini che tracciamo tra noi e gli altri, sui meccanismi che ci portano a isolarci o ad aprirci, sul ruolo della luce – reale e metaforica – nel dare senso alle zone d’ombra della nostra esistenza. In questo senso, “Confina Menti” è anche un invito a trasformare la visita al museo in un tempo di ascolto e di autoascolto.