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La morte in Bosnia del maresciallo Antonino Aiello

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Lo scorso sabato 11 novembre a Palazzo delle Aquile, sede del municipio di Palermo, è stata “scoperta” una lapide in ricordo di 7 militari caduti in incidenti mentre erano impegnati in operazioni militari in zone di guerra.

Tra i sette nomi incisi, 5 dell’esercito e 2 carabinieri, la lapide riporta anche il sacrificio del maresciallo Antonino Aiello di Bagheria morto in Bosnia la mattina del 17 novembre del 2005. Alla solenne cerimonia erano presenti il sindaco di Palermo Leolulca Orlando, il Prefetto Antonella De Miro e varie autorità civili e militari.

12 anni dopo la città di Palermo lo ricorda con la collocazione di una lapide a Palazzo delle Aquile
Venerdì 17 novembre, ore 10, funzione religiosa di commemorazione presso la chiesa “Anime Sante”

Venerdì prossimo, 17 novembre 2017, nella ricorrenza del dodicesimo anniversario della scomparsa, alle 9,30, una corona di fiori verrà deposta al cimitero di Bagheria, dove è stato tumulato il corpo del maresciallo Aiello, alla presenza delle massime autorità militari e successivamente, alle 10,30, verrà celebrata una funzione religiosa di commemorazione presso la chiesa delle Anime Sante.

L’incidente che costò la vita al militare avvenne la mattina del 17 novembre 2005 a Brandina, sulla  statale M17 che collega Sarajevo a Mostar. Il 45enne maresciallo capo dei carabinieri bagherese Antonino Aiello e il Brigadiere Davide Bregolin rientravano in Italia per ritirare alcuni aiuti umanitari a favore dei bambini bosniaci.

A causa del manto stradale scivoloso per la neve il veicolo è uscito fuori strada, provocando il ferimento del brigadiere e la morte di Aiello. Il militare era la sua prima missione in Bosnia. Furono celebrati
a Bagheria i solenni funerali alla presenza di autorità civili e militari e dopo qualche giorno la famiglia del maresciallo Aiello chiese all’amministrazione comunale del tempo, sindaco Pino Fricano, la possibilità di acquistare il terreno e realizzare una cappella gentilizia nel cimitero di Bagheria per accogliere la salma del congiunto.

Venne data la massima disponibilità sia da parte del sindaco che dal vicesindaco Leonardo Passarello e si localizzò l’area dove far sorgere la cappella. La promessa del completamento della pratica burocratica, e del via libera ai lavori, rimase dentro il cassetto e lì passò di mano all’amministrazione Sciortino, il
quale, tra l’altro ne era già a conoscenza essendo stato assessore della giunta Fricano al momento della richiesta della famiglia Aiello. Anche con quell’amministrazione il tempo trascorse senza che si  andasse
avanti il progetto e con l’arrivo del sindaco Lo Meo la situazione precipitò con lo scoppio dello scandalo degli incendi al cimitero.

Vennero azzerate tutte le richieste e praticamente occorreva iniziare l’iter dall’inizio ma con una atmosfera che si era creata pesantissima all’interno del cimitero. Con l’avvento dell’attuale  amministrazione  ancora non è cambiato nulla anzi sembra che tutto sia peggiorato vista l’emergenza che in questi tempi si registra al cimitero. La famiglia dello scomparso comunque non demorde e spera sempre che un giorno possa aprirsi la speranza che il proprio congiunto, maresciallo del carabinieri Antonino Aiello, deceduto mentre prestava servizio di pace in Bosnia, possa essere definitivamente tumulato in una cappella all’interno del cimitero della propria città per dare il degno
riconoscimento postumo ad un proprio concittadino morto nell’adempimento del proprio dovere, da militare, in terra straniera.

Michele Manna

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