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La Scuola Media Ignazio Buttitta apre le porte al territorio
Inserito il 03 ottobre 2013 alle 21:30:00 da Redazione. IT - Prima Pagina

La Scuola Media Ignazio Buttitta apre le porte al territorio
L'anno scolastico s'inaugura all'insegna del dialogo interreligioso
.
Si e' svolto giovedi', presso l'Istituto Comprensivo "Ignazio Buttitta" di Bagheria un incontro con i ragazzi sul dialogo interreligioso. L'iniziativa pensata dalla professoressa Fr. Galioto, in collaborazione con la collega professoressa S. Castellino, ha coinvolto il Pastore della Chiesa ADI di Bagheria, il signor Giuseppe Leonardi e il parroco Don Massimiliano Purpura. Un inizio anno all'insegna del dialogo coi piu' giovani. La scuola torna alla missione primaria: officina di vita. Educare e formare i giovani sono le motivazioni piu' pure che hanno visto impegnati le docenti, anche in questa iniziativa. Non si puo' ignorare il fatto che Bagheria, in linea con le grandi rivoluzioni antropologiche che negli ultimi decenni coinvolgono il Mondo intero, prosegua in una direzione di eterogeneita' anche di culto.

I ragazzi hanno da subito mostrato un grande interesse ed entusiasmo, a dimostrazione del fatto che e' necessario coordinare le metodologie educative classiche con nuove forme. La Dirigente dott.ssa Tiziana Dino, da poco insediata, ha potuto da subito constatare una grande dinamicita' e proattivita' del corpo docenti. Come Redazione li abbiamo intervistati.

Intervista alla Dirigente, dott.ssa Tiziana Dino

E' possibile parlare di bricolage religioso, nella realta' scolastica che rappresenta?
All'inizio dell'anno scolastico, la professoressa Galioto mi ha da subito proposto di aprire le porte della nostra scuola al territorio e quindi alle agenzie educative come la Parrocchia, per creare un'alleanza comunicativa. Ci siamo subito posti il problema di non far sentire esclusi, coloro che non appartengono alla religione cattolica. In sede del Collegio dei docenti e del Consiglio d'Istituto, come organi apicali di un'istituzione scolastica, ci si e' interrogati sulla necessita' di non esclusione dei ragazzi che appartengono ad altri culti. Si e' proposto quindi, di invitare alcuni rappresentanti di altri culti presenti nel territorio, in modo di iniziare l'anno scolastico all'insegna del dialogo, della fratellanza, della legalita'. Abbiamo voluto in questo modo inaugurare l'inizio dell'anno scolastico, all'insegna dei valori a cui s'ispira questa istituzione scolastica. Mi sono da poco insediata in questa Scuola ma respiro un forte senso della legalita', della giustizia ed intendo ripercorrere le orme gia' tracciate, con l'aiuto dei docenti che hanno gia' solcato questa strada.

Quali sono stati i cambiamenti piu' significativi negli ultimi decenni, per quanto riguarda gli esoneri dall'ora di religione?
Parlo da docente, come testimone di cio' che succede in classe. Non c'e' stato un aumento, semmai si e' registrata una richiesta sempre piu' forte da parte dei genitori, affinche' i loro figli svolgessero attivita' alternative, che sia nod'informatica, di potenziamento, di recupero. Sta alla sensibilita' del docente far fronte alle diversita' di culto in classe, evitando di fare catechesi, perche' la scuola non e' una Parrocchia. La Scuola deve rispettare e cercare di non intaccare mai, la sensibilita' di ciascun alunno.

Il ragazzo, in eta' scolastica, e' piu' preoccupato a finire gli studi piuttosto che all'aspetto educativo e formativo del percorso scolastico. L'ora di religione viene spesso vissuta dai ragazzi come l'ora di relax, questo perche' l'insegnamento non influisce nella media dei voti ne' e' incisivo per il voto di condotta.
Non pensa che un'alternativa per ovviare al problema dei ragazzi esonerati, e' da ricercare in una logica di interdisciplinarita' trasversale, ad esempio elaborando programmi didattici in sede di consiglio, che si muovono su aree tematiche, finalizzati ad una formazione umana?
Sicuramente. Come Scuola siamo attenti ai programmi ministeriali, ma anche i libri di testo dovrebbero essere strutturati a grandi tematiche. I docenti lavorano per tematiche interdisciplinari. Le unita' didattiche elaborate dai consigli di classe spaziano da una disciplina ad un'altra partendo da un'unica tematica ed in questo senso gli alunni sono piu' motivati.

Intervista a Don Massimiliano Purpura

Come si coniuga l'esigenza di un dialogo interreligioso con la chiamata di Cristo ad evangelizzare?
Mettendo al centro la persona e i suoi bisogni, poi Cristo nasce da se', nascono cioe' quelle domande esistenziali che riguardano anche il credere in Dio. Bisogna recuperare l'uomo e attraverso esso, arrivare a Dio.
 
Il dialogo interreligioso obbliga a ripensare a politiche culturali ed educative che tengano conto dei cambiamenti in atto nella societa' europea, raccogliendo altresi' l'eredita' dello scenario mediterraneo. In che modo la Chiesa puo' aprirsi al dialogo coi giovani adolescenti, tenendo conto delle specificita' culturali?
Bisogna lavorare sull'Uomo. L'ascolto dei giovani e' fondamentale. Chi ascolta non sempre ha le risposte, pero' e' necessario che si faccia compagno di viaggio. È il contatto umano, lo stare vicini in un atteggiamento empatico che porta alla risoluzione delle domande. Le risposte da dare ai giovani non possono essere preconfezionate, ma devono nascere da un percorso umano, da un cammino. La fede non e' un ricettario. Chiaramente abbiamo un dato rilevato che e' la Scrittura per noi cristiani, ma il cristiano si deve fare compagno. La religione non puo' essere imposta, funziona esattamente come l'Amore. Non si puo' imporre a qualcuno di amare. Pero' e' assolutamente necessario ripartire dall'uomo. Oggi la politica non funziona, perche' ha dimenticato l'uomo. C'e' una forte crisi antropologica alla base della crisi politica ed economica. Allora, ripeto, e' necessario farsi compagno di viaggio, chinarsi all'altro, in un ascolto empatico.

Intervista al Pastore G. Leonardi

Quali progressi sono stati fatti col dialogo ecumenico, dopo il Concilio Vaticano II?
Sicuramente nell'ambito delle chiese riformate, protestanti ed evangeliche, si sono sviluppati programmi per proseguire un dialogo ecumenico che sfoci in una maggiore comunicabilita', alla luce di principi che ci accomunano. Io rappresento il movimento evangelico che si chiama ADI, Assemblee di Dio in Italia. Noi siamo per un ecumenismo un po' diverso. Mentre l'ecumenismo vero e proprio cerca di collegare insieme Chiesa cattolica, mondo protestante e altro per ritrovarsi piu' vicini, noi come Chiesa evangelica vogliamo un ecumenismo che trova la sua identita' sulla base di una nuova nascita. Noi pensiamo che unirci a livello solo di contatti e di idee filosofiche, quando poi non portano ad una nuova nascita, non ha senso.

Per nuova nascita intende una nuova evangelizzazione?
La nuova nascita e' quella della persona che all'incontro con Dio si rigenera e vince i legami, le cadute. Bisogna partire dalla Scrittura. Gesu' ha promesso che mediante la fede in lui e nel Vangelo, noi possiamo sperimentare quello che disse a Nicodemo: "Bisogna che nasciate di nuovo". È un diventare figli di Dio, non attraverso la religione ma attraverso una fede vivente. È chiaro che Dio nella Bibbia ci da delle direttive chiare e precise.

Le ripeto una domanda che ho fatto a Padre Massimiliano. Come si coniuga il dialogo interreligioso/ecumenico con la chiamata di Cristo ad evangelizzare?
Si coniuga in maniera difficoltosa. Si coniuga soltanto se si ricerca una relazione con Dio. L'assemblare culti sulla base dell'amore universale per Dio, credo che ci porti ad una Babele. È vero che Dio e' uno, ma e' pur vero che l'uomo si e' smarrito. La religione e' lo sforzo umano di arrivare a Dio, mentre la fede vivente e' un impegno.

È auspicabile parlare di Dio con fede, al di la' delle religioni. Non crede?
Certo, pero' la Fede deve esser posta sulla Parola; altrimenti non puo' esserci una Nuova Nascita. Paolo diceva:" Se uno e' in Cristo, egli e' una nuova creatura". L'esperienza viene dall'udire la Parola di Dio. Dunque le assemblee di Dio in Italia sono per un ecumenismo che porti ad una nuova nascita, ripartendo dalla Scrittura.

Tiziana Di Maria



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