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Impreditore bagherese vince una causa con la sua banca
Inserito il 06 marzo 2010 alle 19:23:00 da Redazione. IT - Prima Pagina

Imprenditore bagherese vince una causa con la sua banca ed ottiene un rimborso di 60mila euro.
Prelevati soldi illegalmente dal conto ed il giudice ne impone la restituzione
La banca gli contestava di un "rosso" a tre zeri. Ma rifatti i calcoli, al netto delle modifiche al conto corrente applicate dall'istituto, un imprenditore di Bagheria si e' trovato ad avere invece un credito da 60 mila euro. E il giudice del Tribunale di Palermo, Michele Ruvolo, ha appena imposto alla banca, la Bpl, di restituire il cliente quanto dovuto. E' una sentenza 'pilota', che ritiene illegittime tutte quelle modifiche ai conti correnti assunte dalla banca senza giustificato motivo anche prima del 1996, anno in cui la direttiva europea sulle clausole vessatorie (e quindi anche sull'obbligo delle banche di informare i clienti-consumatori sulle modifiche contrattuali) e' stata introdotta nel codice civile italiano.



La notizia e' emersa oggi a Palermo nel corso del seminario nazionale sulla tutela dei consumatori organizzato dalla Fondazione Rosselli, dalla Facolta' di Scienze politiche e dallo studio legale Palmigiano. "Diverse sentenze dal 1996 in poi -ha spiegato Ruvolo- hanno gia' dato ragione ai clienti delle banche che si erano visti modificare le clausole contrattuali senza un giustificato motivo, ma non ho trovato altre sentenze che fanno riferimento al periodo che va dal 1993 al 1996, cioe' quando la norma, seppure non introdotta formalmente in Italia, esisteva gia' a livello europeo". Questa sentenza ha riconosciuto invece che anche per chi ha sottoscritto contratti con la banca, cioe' ha aperto conti correnti, prima che la direttiva venisse acquisita in Italia (nel caso dell'imprenditore di Bagheria, nel 1994), le eventuali modifiche nelle condizioni apportate dalle banche sono da ritenersi illegittime. Modifiche che peraltro, fino al 2006, avvenivano spesso senza neanche una comunicazione diretta al cliente, ma soltanto attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La pronuncia potrebbe aprire la strada a migliaia di possibili contenziosi. "In passato, infatti -ha continuato il magistrato- le banche indicavano nei contratti la clausola generica secondo cui si riservavano di modificare tassi e condizioni, adesso devono invece dire indicare quali sono le circostanze specifiche in base alle quali possono modificare tassi e condizioni". (AGI) Rap/Mzu

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