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Meglio gli orologi a cucu'
Inserito il 05 marzo 2010 alle 19:59:00 da Redazione. IT - Prima Pagina

Meglio gli orologi a cucu'
...Che le discariche a cielo aperto
Ho letto qualche tempo fa, in un giornale on line locale, la recensione alla sceneggiatura scritta da un giovane bagherese da parte di Giusy Buttitta. Ne ho estrapolato la seguente espressione che mi intriga commentare. La frase e' : "Perche' osservi Bagheria, la studi, l'annusi, ti ci inabissi dentro, e non comprendi perche' Guttuso, perche' Tornatore, perche' Buttitta, perche' Scianna, perche' i giovani che stanno venendo fuori. Perche' tutto questo nel caos estremo di Bagheria, nel suo vuoto disperato, mentre alla Svizzera, per antonomasia, precisa come un orologio, sono toccati gli orologi a cucu'? Forse perche' l'arte nasce dal conflitto, a cominciare da quello interiore, forse perche' l'arte e' travaglio e disperazione, forse perche' la puntualita' di per se' non e' arte; rimane il fatto che il contrasto tra storia, decadimento, discariche a cielo aperto, rappresentano un laboratorio di gran lunga piu' producente delle verdi montagne elvetiche"

Ed e' la riflessione dell'autrice, che resta incantata, perche' intravede nel giovane scrittore un artista di sicuro talento e di sicuro avvenire. Come quelli gia' noti citati nel testo. Tutti artisti che solo un "ambiente" conflittuale, travagliato e disperato come quello che di Bagheria puo' generare!
Lei stessa dichiara che la sua riflessione e' uno spericolato parallelismo.
Condivido che il parallelismo e' spericolato. E non voglio andare al di la' delle sue reali intenzioni, ma a me sembra che sia una forzatura di estrema pericolosita'. Per alcuni ordini di ragioni.
Primo fra tutti quello che, estendendo il parallelismo spericolato, i baarioti o i siciliani dovrebbero essere grati al destino perche' hanno la mafia e non gli orolgi a cucu'. Perche' se non ci fosse non avremmo da onorare eroi come Falcone, Borsellino, Chinnici, Montana, Cassara', Boris Giuliano, per ricordare alcuni i servitori dello Stato, caduti per mano mafiosa; Piersanti Mattarella, Pio La Torre, fra i politici che sino opposti alla Mafia; Libero Grassi, imprenditore, che si e' opposto al pizzo; Peppino Impastato, giovane cronista, che per la denunzia del malaffare nella sua Citta', ci ha lascio' la pelle; ed infine "Turiddu" Carnevale, sindacalista ucciso a Sciara nel '55 durante le lotte per la Riforma Agraria; Placido Rizzotto, sindacalista che fu a fianco del movimento contadino per l'occupazione della terre. L'elenco sarebbe molto piu' lungo e non basterebbero le pagine di questo giornale.
Nei cinquecento e passa anni di pace sociale, di sviluppo economico, la Svizzera, ahinoi, non ha avuto in sorte dal destino solo gli orologi a cucu'. Giusy Buttitta, rapita dal fascino della lettura non ricorda che la Svizzera, oltre che godere di incantevoli paesaggi di montagne verdi, ha dato i natali a tanti personaggi illustri che hanno lasciato tracce indelebili che tutto il mondo riconosce; ed e' stato luogo di grandi fermenti artistici, oltre che di sviluppo economico, civile e sociale.
Nell'arte grafica ricordo Paul Klee, massima espressione mondiale dell'astrattismo, pittore che viene accostato ai massimi artisti del XX secolo: Van Gogh, Cezanne, Matisse, Picasso, Braque; e Alberto Giacometti, sommo pittore e scultore, del gruppo dei surrealisti prima e poi esistenzialista.
Nel campo della filantropia ricordo Henry Dumont, il fondatore della Croce Rossa Internazionale: che nel 1864 diede vita alla "1^ Convenzione di Ginevra" alla quale parteciparono i rappresentanti dei governi delle maggiori Potenze europee, compresi gli Stati Uniti d'America.
Nel campo del pensiero moderno: ricordo Jean-Jacques Rousseau, che attraverso l'elaborazione delle sue teorie socio-politiche influenzo' la Rivoluzione Francese, diede impulso allo sviluppo delle teorie socialiste ed influenzo' anche il Movimento culturale che si sviluppo' in quel tempo e prese il nome di "Romanticismo".
Ricordo, infine, Hermann Hesse, letterato e premio Nobel e Albert Einstein, tedeschi di nascita, ma svizzeri di adozione, che non hanno bisogno di alcuna presentazione.
La Svizzera, inoltre, per sottolineare un dato statistico, puo' vantare il piu' alto numero (27) di premi Nobel assegnati, in rapporto alla popolazione, che poco piu' di quella siciliana.
Anche la Sicilia, terra di mafia, ha avuto due premi Nobel, Pirandello e Quasimodo, per la Letteratura, che maturarono il loro pensiero letterario lontani dalla Sicilia e non scrissero un rigo sul fenomeno mafia o sui forti contrasti sociali che dilaniano la nostra terra, anche perche' la loro estrazione sociale era, diciamo cosi', "borghese" o del ceto medio.
Anche i nostri illustri concittadini hanno trovato fama, e vissuto, fuori dalla Sicilia. Tranne Ignazio Buttitta, che rimase sempre legato alla sua terra e ne denuncio' le sofferenze e i dolori, compreso un significativo impegno contro la mafia, che soffoca ogni tentativo di sviluppo economico e sociale.
Per concludere, sono orgoglioso dei nostri illustri concittadini. Artisti di fama. Ne abbiamo avuti due per generazione ed uno annunciato, che a mio avviso non sono assolutamente l'espressione del contrasto del nostro paesaggio dove ci sono le colline di immondizia; ne' del caos amministrativo che caratterizza da sempre la nostra comunita'; ne' del vuoto disperato di riferimenti positivi.
Il caos, il vuoto, la disperazione, producono semplicemente quello che abbiamo sotto gli occhi. Se anche noi siciliani e bagheresi avessimo avuto in sorte gli orologi a cucu', forse, vivremmo in un ambiente pacifico, dove regnerebbero sovrane la massima occupazione, la pulizia per le strade, una viabilita' ordinata, con i Vigili Urbani per le strade, con i treni puntuali tutte le mattine alla stazione, col il grande parcheggio curato e alberato, i servizi efficienti, le Ville da visitare per i turisti,…ecc. ecc. ecc. ………e forse anche, la Sicilia, qualche premio Nobel in piu'!
Domenico Aiello (nella foto)

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