Inserito il 22 maggio 2008 alle 17:26:00 da Redazione. IT - Cinema
Presentato al Supercinema "L’Angelo di Palagonia"
di Viviana Lamesta
E’ stata presentata, presso il Supercinema di Bagheria, l’ultima fatica cinematografica dell’associazione bagherese Assovisionart, che ha già prodotto numerose produzioni, riuscendo ad ottenere in poco tempo anche importanti riconoscimenti.
Inserito il 03 dicembre 2007 alle 12:52:00 da Redazione. IT - Cinema
Factory girl: la vita di una “star”Attraverso una pregevole rilettura degli anni ‘60 fra gli eccessi della “Pop Art” a New York
di Marina Galioto
“Factory girl” è il film che racconta l’esperienza intensa e fugace sulla terra di Edie Sedgwick: artista e modella californiana, resa diva dal genio creativo di Andy Warhol, che in lei vide “un pezzo d’arte pop camminante”, come amava definirla. Un’occasione, per il pubblico italiano, per ripercorrere una New York alternativa, quella della cultura underground degli anni sessanta, e per riassaporare quell’atmosfera densa di sperimentalismo a 360 gradi, dove la parola Arte era spessissimo sinonimo di trasgressione.
Inserito il 21 novembre 2007 alle 16:47:00 da Redazione. IT - Cinema
L’origine del Torino Film Festival
Spunti per la creazione di una nuova coscienza critica
di Marina Galioto
Dal prossimo 23 novembre fino all’1 dicembre Torino ospiterà il terzo tra i festival cinematografici più illustri d’Italia. Di diversa natura sono l’ispirazione originale, la storia, le motivazioni che ne allungano una tradizione rispetto allo “storico” concorso cinematografico di Venezia e rispetto alla “neonata” festa del cinema di Roma.
Inserito il 14 novembre 2007 alle 02:58:00 da Redazione. IT - Cinema
IL LATO OSCURO DEL CUORE UMANO
Il genocidio armeno nell’ultimo film dei fratelli Taviani e la storia del Nobel Pamuk
Parlare del genocidio armeno è ancora oggi un tabù. Ne sa qualcosa lo scrittore Orhan Pamuk che nel 2005 ebbe la sfacciataggine di dire, al giornale svizzero Tages-Anzeiger, una verità che i politici turchi non intendono ancora ammettere e che lo ha costretto lo scorso anno, subito dopo avere vinto il Nobel per la letteratura, a trasferirsi nottetempo negli Stati Uniti. «Un milione di armeni e 30.000 curdi sono stati uccisi su queste terre, ma quasi nessuno ne parla a parte me. Per questo i nazionalisti mi odiano».